Consumo pompa di calore: quanto consuma una pompa di calore?

Consumo pompa di calore: quanto consuma una pompa di calore ?Quanto consuma una pompa di calore nella realtà ? Scopri il consumo pompa di calore effettivo della mia Rotex HPSU Compact Daikin. Potrai fare un calcolo consumo elettrico pompa di calore nel tuo caso e stimare i consumi pompa di calore futuri.

Quanto consuma una pompa di calore nella realtà ? Scopri il consumo pompa di calore effettivo della mia Daikin HPSU Compact. Potrai fare un calcolo consumo elettrico pompa di calore nel tuo caso e stimare i consumi pompa di calore futuri.

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Componenti di quanto consuma una pompa di calore

In generale le principali componenti che contribuiscono ai consumi pompa di calore sono i seguenti:

  • unità esterna, con compressore e ventilatore, che rappresenta ovviamente di gran lunga la componente più grande essendo l’elemento che col suo lavoro produce di fatto il calore estraendolo dall’aria
  • pompa di circolazione, che muovono l’acqua nel sistema di distribuzione termica (pavimento radiante, termosifoni, ventilconvettori), sono piccole ma non trascurabili
  • elettronica di controllo: opera, per quanto con consumi marginali, anche quando il sistema è in stand-by rispetto alle esigenze momentanee di riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria

Per cominciare a capire come calcolare quanto consuma una pompa di calore vediamo con un esempio pratico i dati misurati relativi ad una giornata di dicembre caratterizzata da un temperatura media esterna di 2,4 ºC:

  • la pompa di circolazione ha assorbito mediamente 47 W su 11 ore di funzionamento, pari a 0,52 kWh/giorno
  • la pompa di calore in stand-by ha assorbito mediamente 27 W sulle 24 ore, pari a 0,65 kWh/giorno
  • il consumo elettrico pompa di calore totale è stato pari a 18,0 kWh/giorno

Da questo calcolo di quanto consuma una pompa di calore si conferma che il contributo di pompa di circolazione ed elettronica di controllo ai consumi pompa di calore è marginale per quanto non trascurabile: rispettivamente del 3% e del 3,6%. In giornate più fredde tale peso è ovviamente inferiore.

Consumi pompa di calore misurati

Il mese di gennaio è stato il primo realmente rigido da quando utilizzo la mia pompa di calore aria acqua Daikin HPSU Compact per riscaldare la mia casa elettrica:

Quanto consuma una pompa di calore 2017

Sfrutteremo dunque questo consumo pompa di calore importante utilizzando le informazioni seguenti per calcolare quanto consuma pompa di calore ed utilizzando questi dati:

  • monitoraggio consumo elettrico pompa di calore e temperature interne/esterne
  • attestato di certificazione energetica dell’edificio (ACE)

e tentare di confrontare il consumo pompa di calore nominale con quelle effettivo. La maggior parte delle conclusioni sono generalizzabili come calcolo consumo elettrico pompa di calore di una qualsiasi marca.

Questo articolo è un po’ più lungo del solito ma vi suggerisco di leggerlo tutto perché ci saranno delle sorprese succulente e capirete quanto consuma una pompa di calore nella realtà !

Consumo pompa di calore e dati effettivi misurati

Il primo passo per stabilire quanto consuma una pompa di calore è quello di rilevarne il consumi elettrico pompa di calore effettivo.

L’andamento dei dati relativi a tre inverni consecutivi è il seguente:

Mese T Esterna
(°C)
T Interna
(°C)
Consumo Pompa di
Calore (kWh/mese)
dic-14 5,3 20,2 480
gen-15 3,3 19,6 560
feb-15 4,1 19,6 435
mar-15 9,4 20,1 217
apr-15 14,5 21,0 106
ott-15 13,2 21,1 105
nov-15 7,9 20,3 276
dic-15 5,0 20,1 455
gen-16 3,0 19,7 548
feb-16 6,4 20,1 310
mar-16 8,9 20,4 227
apr-16 15,6 21,0 71
ott-16 12,8 21,6 113
nov-16 7,9 20,7 262
dic-16 2,8 20,6 608
gen-17 0,4 21,4 810
feb-17 5,6 21,7 382
mar-17 10,7 21,8 165

Grazie alla possibilità di misurare in modo autonomo differenti carichi elettrici, dispongo dei dati effetti di consumo elettrico relativi a:

  • pompa di calore (riscaldamento, acqua calda sanitaria e raffrescamento)
  • unita’ di trattamento aria (ventilazione meccanica controllata e deumidifica estiva)
  • tutte gli altri apparecchi elettrici (incluso il piano di cottura ad induzione)

ed anche della misura effettiva di temperatura esterna ed interna della mia abitazione.

Ho evidenziato i dati relativi ai mesi di dicembre e gennaio che chiaramente coincidono con il periodo più rigido dell’inverno ed i consumi della pompa di calore aria acqua maggiori.

Consumo pompa di calore per riscaldamento e Attestato di Certificazione Energetica

Utilizzando i dati dei fabbisogni energetici previsti nel mio Attestato di Certificazione Energetica (ACE) abbiamo i dati necessari da confrontare con il consumo pompa di calore effettivo e fare il calcolo di quanto consuma una pompa di calore nella realtà.

L’efficienza energetica per il mio edificio è la seguente:

PARAMETRO VALORE
Provincia Pavia
Comune Vigevano
Periodo di attivazione dell’impianto 15-ott ÷ 15-apr
Gradi Giorno 2.544 GG
Superficie utile 114 m²
Fabbisogno annuo di energia termica
Climatizzazione invernale (ETH) 66 kWh/m²a
Acqua calda sanitaria (ETW) 19 kWh/m²a

Quanto consuma una pompa di calore effettivamente

Conoscendo le temperature interne ed esterne medie mensili possiamo facilmente stimare i fabbisogni termici del mese proiettando i dati della certificazione energetica dell’edificio:

  • Fabbisogno termico riscaldamento = ETH * Superficie Utile * Giorni Mese * (T interna media – T esterna media) / Gradi Giorno
  • Fabbisogno termico acqua calda sanitaria = ETW * Superficie Utile * Giorni Mese / 365

Mi preme rimarcare che questa proiezione assume che i dati di efficienza energetica dell’attestato di certificazione siano perfettamente in linea con quelli effettivi.

Se vuoi approfondire queste formule apparentemente complesse puoi leggere Dimensionamento pompa di calore aria acqua semplice.

Applicando questa formula all’intera stagione invernale su base mensile possiamo:

  • ottenere il fabbisogno termico effettivamente atteso ciascun mese
  • confrontare il fabbisogno termico atteso con il consumo pompa di calore elettrico effettivo
  • ottenere un valutazione del coefficiente di prestazione effettivo della mia pompa di calore aria acqua Daikin HPSU Compact
Quanto consuma una pompa di calore - gennaio 2017

I coefficienti di prestazione (COP) ottenuti, ovvero il rapporto tra energia termica stimata ed energia elettrica misurata, risultanti non sembrano particolarmente esaltanti nei mesi più rigidi.

Mettiamoli a confronto con i dati nominali della nostra pompa di calore aria acqua.

Dati nominali consumo pompa di calore per riscaldamento Daikin HPSU Compact

La documentazione del produttore indica quanto consuma una pompa di calore sulla base di test di laboratorio in condizioni standard secondo la normativa EN 14511 (ovvero i COP dichiarati dal produttore.

Riporto per comodità solo i dati nominali di consumo pompa di calore rilevanti per il mio modello di unità esterna RRLQ 006, dove HC rappresenta la capacità termica nelle condizioni di funzionamento specifiche:

Quanto consuma una pompa di calore 2017
Quanto consuma una pompa di calore 2017

Alcune osservazioni importanti sui valori indicati nel documento delle prestazioni nominali:

  • Dati integrati indica che sono incluse anche le perdite per sbrinamento
  • La normativa EN 14511 per la misura dei rendimenti delle pompe di calore per riscaldamento / ACS prescrive che sia incluso anche il consumo elettrico della pompa di circolazione

Quanto consuma una pompa di calore nominalmente ed effettivamente

Per essere più preciso, ho stimato la temperatura media di mandata in riscaldamento richiesta dal mio involucro (che opera con curva climatica 0,5 e scorrimento 20,5 ºC) per una estrapolazione del COP nominale la più precisa possibile e quindi dare una valutazione del coefficiente di prestazione nominale estremamente precisa.

Ho ipotizzato, in modo conservativo per il COP, che l’energia per il riscaldamento sia distribuita su 20 ore giornaliere, mentre la produzione di acqua calda sanitaria sia concentrata su 2 ore. Questo ha permesso di identificare il regime di funzionamento atteso per la pompa di calore.

Possiamo rappresentare in un paio di grafici come i fabbisogni del mio involucro si confrontino con i dati nominali della mia pompa di calore Daikin HPSU Compact 6kW;

Quanto consuma una pompa di calore - gennaio 2017

Questo grafico ci dice semplicemente che la mia pompa di calore, in una gamma di temperature esterne rappresentativa, dovrebbe lavorare sempre con un carico inferiore al 70% della potenza nominale disponibile.

Possiamo vederlo facilmente con una tabella riepilogativa:

Quanto consuma una pompa di calore - gennaio 2017

Vediamo anche il grafico dei COP nominali corrispondenti:

Quanto consuma una pompa di calore - gennaio 2017

Disponendo di dati dei consumi pompa di calore elettrici non distinti tra riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria, il COP atteso e’ determinato pesando i coefficienti di performance nominali per riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria sui rispettivi fabbisogni termici:

COP Atteso = (E Term. Risc.  + E Term. ACS) / (E Term. Risc. / COP Nom. Risc. + E Term. ACS / COP Nom. ACS)

Ecco il risultato del calcolo di quanto consuma una pompa di calore dove ho ordinato in base alla temperatura esterna media ed evidenziato in giallo le colonne con i dati chiave:

Quanto consuma una pompa di calore - gennaio 2017

Consumi pompa di calore Daikin nella realtà

Se non ho commesso errori grossolani, da questa valutazione emergono i consumi pompa di calore effettivi della mia Daikin HPSU Compact:

  1. parrebbe che sul mio sistema, il coefficiente di prestazione effettivo sia inferiore anche del 35% / 40% rispetto a quello nominale (dichiarato dal produttore) nei mesi più freddi (e che quindi richiedono più energia)
  2. E’ certo che scendendo sotto temperature esterne medie di 4 ºC / 5 ºC l’efficienza effettiva si riduce drammaticamente rispetto a quella prevista nominalmente
  3. A temperatura esterne medie “relativamente alte” (maggiori di 8 ºC) la differenza si riduce ad un 15%
Quanto consuma una pompa di calore - gennaio 2017

Ricordo nuovamente che queste conclusioni sono basate sull’assunzione che i dati di efficienza energetica dell’attestato di certificazione siano perfettamente in linea con quelli effettivi del mio edificio.

Non e’ che forse questi consumi pompa di calore c’entra qualcosa con quanto ho riscontrato in Defrost Daikin: una scelta consapevole ?

Consumo pompa di calore: quanto consuma una pompa di calore ?

Proviamo a rappresentare i dati della tabella precedente in un diagramma di più facile lettura:

Quanto consuma una pompa di calore - gennaio 2017

La sostanza non cambia: i dati nell’ovale arancione racchiudono temperature esterne sotto i 4 ºC / 5 ºC dove il coefficiente di prestazione effettivo si riduce drammaticamente rispetto a quella previsto nominalmente e quindi il consumo pompa di calore schizza verso l’alto !

Non sono certo che questi risultati sorprendenti relativi al mio modello di pompa di calore Daikin HPSU Compact possano essere generalizzati ad altri modelli o produttori per dire quanto consuma una pompa di calore veramente: sicuramente c’è un’anomalia che Daikin dovrebbe risolvermi o almeno spiegarmi.

 

62 commenti

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Progetto Tilde

Concordo pienamente sul tema defrosting, è ancora una lacuna pesante per le pompe di calore elettriche, col clima padano poi non ne parliamo.
Sono colpito dal livello di dettaglio che metti in tutti i post e nella composizione degli indici di confronto che ritieni opportuni per valutare i dati che hai a disposizione, se non dichiarassi apertamente di non essere un addetto ai lavori, direi a prima vista che lo sei.
Posso dirti però che confrontare dei dati reali di consumo con quelli derivati dalla certificazione energetica ha senso fino ad un certo punto, poichè la normativa di calcolo nella casistica A2 considera delle condizioni di esercizio standard che con ogni probabilità non sono aderenti all’uso reale dell’immobile. Stessa cosa vale per i dati di performance stagionale delle macchine termiche.
Certo, tu mi dirai che, normalizzando e riducendo tutto a parametri indipendenti dal tempo e dalle temperature, gli indici sono comunque confrontabili, ma il confronto in ogni caso non calza abbastanza.
Ancora complimenti.

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    La mia Casa Elettrica

    Vero che la certificazione energetica potrebbe essere approssimata ma e’ il miglior dato di progetto di cui dispongo.

    Col monitoraggio avanzato della pompa di calore ho comunque aggirato il problema potendo estrarre direttamente la potenza termica effettivamente generata (nelle varie fasi possibili di funzionamento).

    Purtroppo il risultato non cambia (anzi …).

    Vediamo l’inverno che arriva che porterà ai de-frost della mia Daikin HPSU Compact: la mia battaglia per risolvere il problema non si e’ conclusa.

      comments user
      Progetto Tilde

      Purtroppo, trattandosi di una macchina che fa defrosting per inversione di ciclo, il problema con ogni probabilità rimarrà. Il mio consiglio (assolutamente a freddo e sapendo molto poco di quanto riguarda il tuo caso) è non usare la climatica e affidarsi molto di più all’effetto di isteresi garantita dal sistema radiante. Non vedo altre semplici soluzioni.
      In gamba!

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Patrick

Molto interessante l’analisi del funzionamento della tua PDc Daikin, molto curioso il tuo approccio al problema del defrost.
Tieni presente che daikin altherma (ora rotex) è una pdc commerciale. nulla di particolare. Solo piu costosa delle altre. Per commerciale intendo che è una macchina che nasce per fare climatizzazione, la UE è derivata da normali unità concepite per la climatizzazione. Come panasonic toshima mistupisci ecc ecc.
Quindi fa miracoli non essendo una vera pdc, ma un prodotto molto ben customizzato per fare la pdc.
L’evaporatore (batteria alettata UE in ciclo pdc) non ha l’ottimale verso di circolazione del refrigerante.
Anche se provvista di valvola di espansione elettronica questa è attuata con un loop di regolazione approssimativo basato solo su rilevazione di temperature.
Tutto quello che puoi fare è assicurarti che lo stato di carica refrigerante sia ottimale. questo è fondamentale ridurre il processo di formazione della brina. Daikin funziona apparentemente bene anche con carica anche non ottimale.
Il processo di formazione della brina è inevitabile. l’umidità dell’aria condensa e ghiaccia a contatto con una superfice a temperatura negativa.
La messa a punto della carica e l’ubicazione della UE, devono rispettare dettagli minuziosi.
E’ l’unico modo per ottenere quanto (quasi quanto) previsto dai databook.
Da mia esperienza (piu che altro su aquarea) se le due condizioni sono al meglio (stato di carica e ubicazione UE) i cicli di sbrinamento sono rapidi e la macchina rispetta le prestazioni di potenza e COP previste dal costruttore.
Anzi in condizioni di carico parziale sono migliori di quanto previsto.
Anche qui serve il corretto abbinamento tra le caratteristiche della pdc (non solo potenza resa) e l’impianto asservito. la scelta della taglia e sopratutto l’integrazione idrualica nell’impianto sono in genere gli orrori che determinano consumi reali stagionali superiori alle attese.

Tutto questo premesso, la mia casa si scalda solo a pdc. la combustione non è piu necessaria. e non tornerei mai indietro. anche se consumassi in euro lo stesso importo che con il gas. gia solo il fatto di non averlo è un plus che non ha valore.

    comments user
    La mia Casa Elettrica

    Ciao Patrick, grazie per il commento. Spero tu abbia letto tutti gli articoli sulla serie Sbrinamento.

    La carica del gas e l’ubicazione dell’unita’ esterna sono perfette.
    Se hai letto gli altri articoli, Daikin dice che i problemi sarebbero dovuti al mio impianto ma senza dare indicazioni specifiche sulle anomalie da sanare che determinano gli sbrinamenti più frequenti.

    In merito all’approccio di necessita’ virtù. In realtà sono arrivato a risultati molto più precisi col mio sistema di monitoraggio avanzato.
    Quanto sto ancora facendo e’ cercare di affinare millimetricamente le condizioni di funzionamento lato acqua, in particolare temperatura di mandata, salto termico e portata.

    Certamente non tornerei indietro dalla pompa di calore. Su taglia, marca e modello penso che invece rifletterei.

      comments user
      Patrick

      Premetto: non ho interessi per dire quello che sto per dire. A differenza di alcuni utenti apparentemente super preparati di un noto forum … sono piuttosto critico sul prodotto daikin nelle attuali versioni commercializzate rotex.
      La tecnica del accumulo rotex (sia vecchi grigi che nuovi bianchi) è afflitta da limiti intrinsechi. L’unica pro indiscutibile è l’ottimo isolamento termico del bidone.
      Per questo non capisco come il prodotto Rotex daikin sia esaltato come PDC da riferimento, quando invece è una normale commerciale customizzata con prestazioni analoghe ( o peggiori) a diverse concorrenti ben piu economiche.
      Addirittura per andare incontro ai difetti intrinsechi ho visto diavolerie idrauliche come caldaie con la produzione acs connessa in serie, al fine di mantenere bassa la temperatura di accumulo e sfruttare decentemente il solare termico rotex e ridurre i cicli di carica acs e renderli piu efficenti.
      Detto tutto questo, ho guardato il tuo bellissimo lavoro di monitoraggio.
      Nella mia parrocchia defrost che durano 25 minuti sono un difetto.
      Come defrost che si avvia senza che l’evaporatore sia realmente ostruito dalla brina, è un difetto.
      Le macchine che integro nei miei progetti hanno defrost che durano mediamente 1 minuto… o poco piu. spesso molto meno se considerato la fase con compressore attivo per scongelare l’evaporatore. ( che è quella in cui alla sottrazione di calore dall’impianto si somma un assorbimento elettrico dovuto al lavoro perso di sbrinamento)
      Normalmente la frequenza dell’avvio del ciclo di defrost è demendata alle condizioni di brinatura del evaporatore ed è molto semplice, e deve rispettare le condizioni previste dal manuale tecnico:
      quando lo strato di brina occlude quasi completamente il passaggio dell’aria, l’evaporatore si porta ad una temperatura molto inferiore a quella esterna. Questo delta di temp prolungato per un certo tempo determina l’avvio del ciclo di defrost: è il riflesso della incapacità dell’evaporatore di estrarre calore dall’aria esterna.. aria che non passa piu in quanto i passaggi tra i lamierini di alluminio sono ostruiti dalla brina.
      Ora potremmo aprire una discussione sul perchè siano cosi… ma il motivo principale è che sono batterie nate per operare come climatizzatori. questo è.
      il ciclo defrost… in genere un minuto o poco piu… determina l’immediato scioglimento completo dello strato di brina… appena non c’è piu brina la temp dell’evaporatore aumenta velocemente e quindi c’è la ripartenza normale ciclo di funzionamento.

      normalmente questo NON determina un funzionamento anomalo come visibile nei tuoi grafici.
      la prestazione termica oraria non è pregiudicata come nel tuo caso.
      la prestazione oraria rimane positiva, la macchina opera in modo efficente anche con la nebbia e zero gradi esterni.
      questo è quello che accade e deve accadere.

      La frequenza dei cicli di ripristino acs è invece un problema legato a quello che intendevo prima come limiti intrinsechi del sistema bidone rotex.
      purtroppo la produzione di acs avviene con la pdc alla massima potenza e alla massima temp di mandata nello scambiatore… ergo nel modo piu inefficente specie con temp ext negative.
      questo è un limite che credo non sia superabile.
      Mi è capitato in vecchi bidoni rotex (quelli grigi) di notare che il posizionamento della sonda immersa era anomalo ( come altezza)
      potresti provare a controllare quello. sollevarla, in modo da rilevare una temp piu elevata dell’accumulo. cosi da non innescare richieste di ciclo ci ricarica acs frequenti e arrestare prima il ciclo di ricarica quando in corso in quanto piu in alto l’acqua si scalda piu velocemente.
      Ovviamente questo riduce la prestazione di acs, in quanto porta ad un accumulo minore di energia. ma il serbatoio è fatto cosi.

      mi piacerebbe, puoi scrivermi in privato alla mail, sapere il tuo sistema di monitoraggio come è fatto. (componenti e posizione delle sonde.
      ciao

        comments user
        La mia Casa Elettrica

        Ciao Patrick, grazie per il commento.
        Sulla Rotex HPSU Compact in generale posso solo dire che e’ evidente l’integrazione “alla meglio” tra l’unita’ interna “tedesca” e l’unita’ esterna “giapponese”.

        Come dovrebbe funzionare lo sbrinamento nella Daikin HPSU Compact e’ descritto qui’: Sbrinamento pompa di calore Rotex HPSU Compact Daikin

        Purtroppo la tua ipotesi sulla sonda della temperatura dell’accumulo non e’ pertinente perche’ e’ l’unita’ esterna a scatenare gli “sbrinamenti precoci” sulla base del sensore di temperatura posizionata sullo scambiatore esterno. Ovviamente l’idea e’ buona per allungare i cicli di ricarica ma otterrei lo stesso risultato aggiustando il set-point dell’acqua calda (preferisco sempre il software all’hardware).

        In merito al sistema di monitoraggio sulla di “segreto”.

        La parte “base” (misure grandezze elettriche ed ambientali) e’ descritta qui’: Misuratore di consumo elettrico 4-Noks Elios4you e OpenEnergyMonitor.

        La parte “avanzata” (tutte le misure “interne” alla HPSU Compact) e’ descritta’ qui’: Pompa di calore » Rotex HPSU Compact » Hack

        Grazie al monitoraggio avanzato qualche lieve miglioramento lo sto ottenendo (ritengo fondamentalmente grazie all’innalzamento della temperatura di ritorno dell’acqua a cui lavorare normalmente).

comments user
Patrick

Mi è chiaro che è il deltaT tra temp esterna e temp evaporatore esterno a “scatenare” il ciclo di defrost.
le indicazioni sulla posizione della sonda temp accumulo erano in relazione ai immotivati cicli di ricarica temp accumulo.
Un impianto normalmente ben funzionante con un accumulo di quel tipo esegue una ricarica al giorno. possibilmente sincronizzata nelle ore diurne piu calde, in inverno.
Può starci una ulteriore ricarica dopo un prelievo di acs prolungato….
Ma i cicli che descrivi tu … no.

per quanto riguarda il defrost: non ho capito se l’avvio del defrost è immotivato ( evaporatore visibilmente non ricoperto di brina????
oppure avviene correttamente quando l’evaporatore è completamente brinato (non prima) ma dura troppo a lungo????

–potresti spiegarmi meglio? dai tuoi grafici si vedono solo una successione di sbrinamenti consecutivi come se fosse sempre il giorno peggiore dell’anno… tutti i giorni…–

inoltre l’accoppiamento non è UE giapponese / UI tedesca… ma è una forzatura viste le dimensioni dello scambiatore ed i salti termici in gioco. Però rotex voleva fortemente una PDc utilizzando sempre il suo solito bidone di accumulo…. e l’ha fatto.

    comments user
    La mia Casa Elettrica

    Diciamo che ho osservato molte decine di sbrinamenti differenti appartenenti sempre a queste categorie:
    – scambiatore esterno perfettamente pulito
    – scambiatore brinato (bianco) ma non ghiaccio spesso tra le lamelle

    Il problema e’ la frequenza elevata (25 minuti) anche a temperature esterne relativamente (4 o 5 °C).
    Che e’ proprio quello che vedi dai grafici.
    Dal punto di vista elettronico ti assicuro che e’ palese l’integrazione tra due macchine che non comunicano (diciamo che comunicano il meno possibile).

    Sul tema sbrinamento tieni comunque conto che, oltre a esserci innumerevoli casi come il mio, ci sono altrettanti utenti con taglie diverse dalla 6 kW che hanno un comportamento normale (sbrinamento ogni 2 ore se non in condizioni di freddo intenso).

comments user
Patrick

“Diciamo che ho osservato molte decine di sbrinamenti differenti appartenenti sempre a queste categorie:
1 scambiatore esterno perfettamente pulito
2 scambiatore brinato (bianco) ma non ghiaccio spesso tra le lamelle”

1: anche un solo sbrinamento senza che l’evaporatore sia brinato…. è un difetto. punto.
un guasto. non c’è motivo per riscaldare una batteria alettata che non ha brina da rimuovere.
devi pensare che lo sbrinamento è necessario perchè la temp di evaporazione precipita, per via della scarso o assente apporto di calore dell’aria… che non passa piu.
deve essere riparato. non è tollerabile. non è piu una pompa di calore.

2: ok va bene lo sbrinamento anche se non completamente ostruito il passaggio aria.
ma essendoci meno massa ma decongelare lo sbrinamento deve essere velocissimo.

provato a controllare il corretto posizionamento delle sonde nella UE?
provato a verificare con multimetro il corretto valore ohmico? trovi nei databook daikin le tabelle dei valori ad ogni temperatura.

per quanto l’abbinata daikin – rotex non mi convinca, non mi è mai capitato di rilevare sbrinamenti anomali.

comments user
Patrick

mi sono letto la relazione
domani la rileggo meglio
penso, anzi sono piuttosto sicuro, che problematiche tipiche di tipo impiantistico (portate non corrette, carico termico sopra o sotto stimato, “cortocircuito” idraulico….) non possano determinale l’avvio di un solo ciclo di defrost se l’UE non è brinata.
Produci alla assistenza un video o un documento che metta in relazione i cicli di defrost senza che vi sia un motivo perchè la macchina li esegua, cioè senza che vi sia brina o cmq una minima brinatura dal lato compressore della batteria alettata..
Per quel che ho letto qui, quindi con tutti i se i ma di non avere potuto vedere l’impianto nella realtà, mi pare che la tua UE debba essere semplicemente riparata o sostituita.
sarà probabilmente anche una sciochezza e non un vero guasto. capisco che non curiosi per non compromettere la garanzia.
sono curioso di sapere come procede.
se ti occorre un video di come sbrina un clima commerciale “della concorrenza” dimmi te lo invio.

    comments user
    parolin88

    Ciao Patrick,

    Nei confronti di Daikin sono state aperte numerosi ticket di assistenza in merito al funzionamento “anomalo” delle pdc (taglia 6-8kw).
    Purtroppo senza esiti positivi. Le PDC a loro detta funzionano come “da manuale”.

    I continui ripristini di ACS che vedi nei grafici di La mia Casa Elettrica sono dovuti al fatto che la PDC durante lo sbrinamento pesca calore dal bidone di acs (anziché pescarlo dal radiante). Inoltre prevede una funzione di “continuità di riscaldamento” che continua ad alimentare il radiante durante lo sbrinamento (con mandata fissa non modificabile pari a 40°). Questo mix fa si che ad ogni defrost la temperatura dell’accumulo acs cali di circa 1°. Va da se che dopo diversi sbrinamenti la pdc deve reintegrare il sanitario e fermare il riscaldamento. Questo mix uccide il COP medio (visto che in ACS il COP è decisamente basso) e toglie molte ore di riscaldamento (visto che mentre fa ACS la macchina non fa riscaldamento).

    Nel mio caso ho filmato il tutto, fatto vedere ai tecnici Daikin (che hanno monitorato un sbrinamento anche con 7° esterni)….in questi giorni (temperature sempre sotto zero con punte di -8° ma umidità molto bassa) la pdc si massacra di sbrinamenti pur non avendo un briciolo di brina sull’unità esterna. Ci si salva solo per il fatto che la pdc è comunque leggermente sovradimensionata.

    Daikin ha girato il problema della loro macchina verso i nostri impianti “non perfetti”. In realtà alcuni utenti hanno impianti che a detta di Daikin sono ok ma la macchina continua ad avere i “problemi” evidenziati. Però a detta di Daikin il tutto funziona come da manuale tecnico pertanto non cè,a loro dire, alcun malfunzionamento.

    Magari è davvero un problema di impianto, magari occorre che la pdc lavori su un accumulo da 50l anziché sul radiante….magari….magari…ma da parte di Daikin non sono mai arrivate indicazioni precise su come intervenire sull’impianto e pertanto io da utente finale non vado a spendere ulteriori soldi senza che qualcuno si prenda la responsabilità di dire che a seguito di precise indicazioni/modifiche, il problema venga risolto.

    A questo si aggiunge che da quest’anno hanno presentato la nuova linea di PDC per riscaldamento con gas R32, interamente riprogettata sia lato interno che lato esterno (togliendo alcuni assurdi limiti delle attuali unità). Pertanto da parte nostra le speranze che giapponesi e tedeschi investano del tempo per sistemare la cosa è tendenzialmente zero.

    La mia opinione è che il problema può essere in buona parte risolto con un aggiornamento software…che però non arriverà mai. D’altro canto a fronte di diverse centinaia di unità vendute hanno avuto oggettivamente poche lamentele pertanto io credo che dal loro punto di vista il nostro è “un non problema” visto che si tratta di una decina di persone e quindi uno 0.00X% delle unità installate.

    Io prego che mi duri almeno 10anni e nel 2027-2028 vedrò di cambiarla passando magari a Panasonic (di cui se ne parla molto bene e ho letto di utenti, con monitoraggio, molto contenti).

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miki 959

Buon Giorno,sono Michele,ho letto questo interessantissimo post.
vorrei sapere se ai ulteriori sviluppi perché volevo installare un lo stesso sistema con pompa di calore da 6 kw,ma adesso mi sono sorti dei dubbi.

    comments user
    La mia Casa Elettrica

    Ciao Michele,

    in realtà non molto purtroppo. Mi hanno proposto un aggiornamento software per mitigare l’effetto degli sbrinamenti precoci (non per eliminarli). Ho chiesto lumi a Daikin Italia ma non mi ha mai risposto …
    Sul mio cruscotto puoi vedere com’è andata quest’inverno. Non puoi cavare l’acqua dalla pietra purtroppo.
    Io ti suggerirei di valutare anche delle opzioni alternative ma la cosa più importante sono il tuo progettista ed installatore.

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Vincenzo

Scusate l’intromissione ma a breve deciderò su 3 preventivi di cui 2 per macchineHPSU Compact 516 14H/C R9 3P, e 1 per una samsung. Leggendo l’articolo non posso che aver aumentato i miei dubbi su daikin e invece mi sono incuriosito su Panasonic. Potete indicarmi per di che tipo di prodotto Panasonic si tratta e magari qualcosa di equiparabile alla Daikin propostami?
Grazie 1000

    comments user
    La mia Casa Elettrica

    Ciao Vincenzo,

    difficile dare dei suggerimenti se non indichi di quale modello di Panasonic si parla.
    Personalmente i marchi di pompe di calore aria-acqua più interessanti alternativi a Daikin sono, secondo me, Mitsubishi o Panasonic.

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luca

Buongiorno a tutti, ho letto il vostri post e volevo inserirmi nella discussione con degli spunti per darvi del materiale su cui ragionare. Le conclusioni alle quali siete arrivati tutti francamente non sono una novità, anche se devo dire sinceramente che un lavoro di analisi così ben condotto non l’avevo ancora visto. Mi permetterò di esprimere il mio punto di vista: sono anni che mi confronto con queste soluzioni impiantistiche e sinceramente la soluzione ai vari problemi non è lo scegliere fra una marca ed un altra ma decidere se investire su un prodotto nato per fare la pompa di calore oppure spendere meno ed investire su un prodotto “assemblato” come succede con i marchi blasonati a cui avete fin ora fatto riferimento. Nello specifico questi prodotti sono stati sviluppati assemblando parte di un impianto ad espansione diretta ( l’unità esterna di un comunissimo “SPLIT” di produzione orientale) con un’unità interna di scambio termico con il circuito ad acqua. Gli “SPLIT” sono delle macchine frigorifere che storicamente sono state costruite per fare condizionamento e poi in un successivo momento hanno cominciato a fare anche una sorta di riscaldamento tramite l’inversione di ciclo. Ed è questo vizio di origine che fa sacrificare parte del funzionamento “ideale”. Viceversa ci sono dei prodotti che sono stati costruiti in origine come pompe di calore, e che quindi sono decisamente più performanti in riscaldamento, meno in raffrescamento. Solitamente sono prodotti costruiti in Nord Europa, in zone dove la necessità di raffreddare non è richiesta. Ecco quello che ho imparato: in Italia, e specialmente in pianura padana per un funzionamento ideale abbiamo bisogno di una macchina che possa lavorare bene in condizioni estreme nelle due funzionalità: invernale ed estiva. Tra l’altro in Italia il costo dell’energia elettrica è più alto rispetto gli altri paesi dell’unione europea complici l’alto livello di tassazione e politiche energetiche schizofreniche. Vi sarete resi conto che la necessità di fare i cicli di sbrinamento nel periodo di funzionamento invernale costituisce il tallone di Achille più evidente, a maggior ragione in pianura padana dove il livello di umidità ambiente resta quasi sempre molto elevato. Oltremodo in estate in alcune zone sono state registrate temperature esterne superiori ai 40°C. Tali temperature possono mettere in crisi il funzionamento della pompa di calore anche con eventuale fermo macchina con l’intervento delle sicurezze interne. Insomma se si vuole performance ed affidabilità bisogna necessariamente investire di più. Io queste caratteristiche le ho trovate in un prodotto della ditta OCHSNER austriaca, nel modello AIR EAGLE o GMLW.

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Luca, grazie.
    Il problema della Rotex HPSU Compact della Daikin purtroppo non e’ legato all’umidità. Paradossalmente sbrina (a vuoto) meno quando e’ più umido.

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vincenzo

gen-15 3.3 19.6 887 560, i 560 della tabella moltiplicati per 0,20 centesimi prezzo medio di 1 kWh, fanno 96 euro. è qursto quello speso in un mese? perchè io con kWh non ho fatto amicizia, perdonatemi la battuta, non capsico niente in materia.

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Vincenzo, corretto.

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      vincenzo

      grazie ancora.

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Tiziano

Buonasera
Vi chiedo cortesemente se puoi indicarmi in che classe energetica di trova la casa.
Mi spiego meglio in questo periodo dell’anno usando il gpl perché non arriva il metano lungo la nostra strada i costi mensili sono importanti.
Quindi se dovessi prendere in considerazione una pompa di calore e prendessi il dato di spesa mensile indicato sarei già soddisfatto.

Grazie

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Tiziano,

    Trovi tutto alla pagina Informazioni.

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      Tiziano

      Grazie gentilissimo

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MIRKO

Salve, vi avevo seguito molto tempo fa, stavo costruendo casa, ora funziona tutto ma non ho inserito sistemi di controllo consumi.
Ho una Daikin da 6kw con accumulo da 500, sono molto contento, bollette elettriche, non ho gas, di poco sopra i 200€, unica cosa che mi scoccia è che l’acqua calda, siamo in due, non basta per fare i lavori di casa.
A quel punto modifico isteresi e poi, alla sera ripristino 48 gradi di acs e isteresi a 5.
Sono soddisfatto anche se vedo spesso sbrigare ma lavorare molto per risparmiare quanto…
Ovvio nel mio caso intendo.
Abbiamo anche un termo amino ad aria che usiamo raramente e se abbiamo ospiti tanto per fare atmosfera.
Effettivamente scalda troppo con gli isolamento che abbiamo.
Saluti

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Mirko,
    Per i problemini di comfort che descrivi potresti lavorare sul cronotermostato e magari sulle temperature di mandata.

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saverio aiolfi

salve, ho acquistato di recente una pdc daikin ALTHERMA 3 R ECH20 da 8kw, e sto testando varie curve climatiche per cercare di consumare meno energia elettrica possibile a parità di temperatura dentro casa.
sono capitato su questo sito per caso e ho trovato alcune informazioni interessanti, e vorrei chiedere una cosa: per quanto tempo sta acceso il blocco frigo esterno della sua pdc?
il mio resta acceso in media 30 minuti ogni ora, e negli ultimi 10 giorni la media è salita a 40 minuti… è normale? da quello che avevo capito doveva stare acceso molto meno.
chiedo a lei perchè ho provato a contattare l’assistenza daikin tramite il numero verde ma fa pietà, non sanno rispondere, dicono di mandare una mail al supporto tecnico ma poi non risponde nessuno, e fa altrettanto pietà l’assistenza sul territorio (non riescono a fare gli interventi in tempi ragionevoli figuriamoci rispondere alle domande dei clienti)…
grazie per l’attenzione
saverio aiolfi

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Saverio,

    normalmente l’unita’ esterna di una pompa di calore dovrebbe lavorare per la maggior parte del tempo ed interrompersi pochissimo.

    Puoi vedere il cruscotto in tempo reale del mio impianto.

    Da quanto descrivi credo che la tua pompa non sia regolata in base all’impianto.

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Luca

Buongiorno, ho recentemente acquistato una abitazione di circa 100m2 in classe A con fotovoltaio e pompa di calore in modo da essere indipendente dal gas. il costruttore mi consiglia di richiedere una potenza del contatore da 10 Kw per permettere il corretto funzionamento della pompa di calore. Non sono competente in materia ma credo che 10 Kw siano esagerati, considerando anche la presenza dei pannelli che produrrebbero corrente.
Lei ritiene che sia veritiero oppure è sarebbe sufficiente una potenza da 4,5 Kw o 6 Kw?
grazie
Luca

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Luca,

    la risposta dipende dalla potenza della pompa di calore ma direi soprattutto dagli elettrodomestici che hai e pensi di usare contemporaneamente. Io ho il contatore da 4,5 kW ed utilizzo piastra ad induzione, lavastoviglie, lavatrice ed asciugatrice.

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    Maurizio

    Ciao, mi potresti indicare dove posso leggere come remoti zare la supervisione della pdc? Come faccio a vedere gli sbrinamento?

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Angelo

Buongiorno,

Scusa, ma la tua PdC consuma veramente fino a quasi 2’000 kWh al mese nei mesi più freddi o faccio una cattiva interpretazione di qualcosa ?

Vivevo prima in Svizzera e avevo una PdC geotermica della Waterkotte (modello Ai1, COP B8/W35 = 5.11) con serbatoio di acqua calda di 250l scaldata a 58°C e riscaldamento al pavimento settato à 22.5°C); le temperature d’inverno di notte scendevano tra i -5 e i -15°C. Il dato di GG di quella regione è di 4’200 e il consumo elettrico (riscaldamento ed acqua sanitaria) era di ~2’500 kWh annui per una superficie di ~140m2 e con una casa abbastanza bene isolata con isolazione periferica e doppi vetri con Argon.

Ora vivo in Portogallo e ho una Rotex HPSU Compact 516 con un compressore esterno di 14 kW e 3 pannelli solari V26P (COP A7/W35 = 4.27). Certamente che quel sistema è stato sovradimensionato, ma l’a dimensionato il rappresentante portoghese della Rotex che non mi sembra poi cosi tanto qualificato e che ignora le mie domande di chiarificazione. Il riscaldamento dell’acqua e a 48.0 °C e il riscaldamento al pavimento e settato a 22.0 °C. La medie delle temperature minime del mese trascorso è di 9.8°C, mentre la media delle massime e di 17.7 °C. Il dato di GG di questa zona e di 1’500 ed il consumo elettrico per il mese trascorso e di 350 kWh per una superficie di ~200 m2 e con una casa ben isolata per il posto (anche doppi vetri con Argon, polistirene tra i muri interni e esterni).

Questo consumo mi sembra notevolmente al di là di ciò che mi potevo aspettare in confronto alla mia esperienza Svizzera. Per di più, ho notato un consumo continuo dell’unità compressore trifasica di 0.7 A / fase ed una circolazione continua (praticamente 24/24) del circolatore. Ho postato un messaggio sul forum Cercaenergia (Tuning Rotex HPSU Compact) con più dettagli.

Vorrei quindi porti 2 domande a te, che sembri avere lavorato molto su questo soggetto :
– Cosa pensi della mia situazione (pompa che circola 24h, consumo continuo di 0.7A /fase)
– Secondo te, visto i consumi tuoi che mi sembrano disproporzionali di fronte alla mia esperienza Svizzera, dovrei essere contento dei miei consumi ?

Ti ringrazio molto per la tua risposta e mi scuso per il mio italiano imperfetto, sono italiano ma non ho mai vissuto in posti dove si parla l’italiano.

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Angelo,

    interpreti male. I consumi elettrici mensili della pompa di calore non hanno mai superato gli 800 kWh.

    Non puoi confrontare il COP di una pompa di calore aria/acqua con quello di una geotermica.

    Sicuramente una temperatura di mandata nel pavimento radiante di 48 gradi per una casa bene isolata e’ assurdo. Io viaggio al massimo, quando molto freddo, intorno ai 35 gradi.

    I tuoi consumi non mi sembrano male comunque, anche se la temperatura esterna e’ alta.

    If you want we can speak in english.

      comments user
      Angelo

      Ciao,

      I prefer to continue in Italian as long as my writing has sense for you 🙂

      Ti ringrazio per la tua risposta. Il valore di quasi 2’000 kWh l’ho visto sulla tabella dove valuti il coefficiente di prestazione effettivo della tua pompe (articolo “Consumo pompa di calore: quanto consuma una pompa di calore ?”). Mi sembrava tantissimo.

      Secondo me (correggimi se sbaglio), il COP di una pompa geotermica ed aria / acqua possono essere confrontati se le condizioni di estrazioni sono identiche. In Svizzera, avevo un foraggio a 130 metri di profondità, il quale garantiva una temperatura d’estrazione al livello della sonda di cattura tra i 10°C (inizio inverno) e i 7°C (fine inverno). Potevo verificare ciò dalla misura di temperatura del liquido circolante tra la pompa e la sonda. Perciò, il COP B8/W35 = 5.11 della Waterkotte è applicabile grossolanamente per quest’intervallo di temperature di estrazione.

      Visto le temperature minime qua in Portogallo che ti ho indicato (9.8 °C in media con un minimo assoluto di 7.0 °C) considero anche che il COP A7/W35 = 4.27 della Rotex è grossolanamente applicabile.

      Quindi con quei COP, devo mettere ~2 kWh elettrici alla Waterkotte per produrre 10 kWh termici, e ~2.5 kWh elettrici alla Rotex per i stessi 10 kWh, ossia un consumo elettrico di +25 %. Quello che osservo invece è un consumo di +250 % (ho paragonato i miei dati di consumo svizzeri per un periodo con temperature identiche a quelle del mese portoghese e considero anche che le condizioni di isolamento termico delle costruzioni sono ~simili). E sono quei +250% che mi stupiscono ! Mi sa che alla tariffa dell’elettricità, mi costerebbe molto meno scaldarmi con una caldaia al gasolio allorché con una pompa, i 3/4 (o i 4/5 con la Waterkotte) dell’energia termica sono gratuiti !

      Per i 48 gradi, mi sono spiegato male : volevo dire che la temperatura impostata nel regolatore per il riscaldamento è di 22.0 °C, e quella dell’acqua calda sanitaria è a 48.0 °C (indico qui che stimo il mio consumo di acqua calda a 48 °C a max ~150 litri / giorno, vale a dire che non penso che il consumo energetico della pompa provenga maggiormente dall’ACS, visto che d’altronde avevo in Svizzera un consumo di ACS identico). Volevo anche dire che la pompa Waterkotte non scaldava l’ACS al suo passaggio dentro un bagnomaria, ma la scaldava direttamente nel serbatoio di 250 litri a 58°C.

      Una cosa sorprendente : hai notato anche tu una corrente (circa 700 mA) che resta sempre presente sulla fase di alimentazione dell’unita esterna (compressore), allorché non gira ? Io noto questa corrente su ognuna delle 3 fasi. Un semplice calcolo mi porta a 230 x 0.7 x 3 x 24 = 11 kWh / giorno ! Il conta energia che uso misura solo la potenza attiva, il consumo non dovrebbe dunque essere quello di qualche condensatore. Mi è stato detto che il compressore ha resistenze di riscaldamento per mantenere l’olio ad una viscosità adeguata nei giorni freddi, ma non penso che si possa dire che il pomeriggio, quando fa 20°C, sia freddo ! Penso che una parte del sovra-consumo provenga da lì !

      Un’altra cosa sorprendente : la pompa di circolazione interna gira frequentemente 24/24, la si può sentire, ma si può vedere nel contatore di ore di circolazione sul regolatore. Non ti sembra strano che giri tanto ?

      Ci sono anche altre cose sorprendenti (ad esempio l’aggiunta da loro di una pompa di circolazione esterna e di un corrispondente separatore idraulico Caleffi allorché la pompa di circolazione interna ha, secondo il grafico deltaPr = f(mH) della documentazione Rotex, una capacita sufficiente per il mio circuito). Tra il sovradimensionamento del sistema ad una vasca 516 ed un compressore di 14 kW e l’aggiunta di quei elementi periferici, penso che avranno voluto vendere il massimo per massimizzare il loro guadagno :-(.

      Ringraziandoti ancora per condividere sul tuo sito interessantissimo la tua esperienza !

      PS : se hai interesse, ti mando volentieri i dati della mia configurazione, foto dell’impianto, o altro

        comments user
        Angelo

        Buonasera,

        Spero che tutto vada bene per te malgrado quell’incredibile e allucinante crisi Covid che l’Italia, specialmente del nord, sta attraversando.

        Hai un opinione su quelle che ho scritto qua sopra ? Mi sarebbe utile, visto che la mia problematica è sempre esistente.

        Cordiali saluti, Angelo

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          La mia Casa Elettrica

          Ciao Angelo,

          mi ero perso il tuo commento ulteriore. Tutto bene a parte che siamo chiusi in casa da due mesi (facendo smart-working per fortuna).

          Non mi torna affatto che l’unita’ esterna abbia consumi significativi mentre non sta funzionando: 11 kWh/giorno e’ una enormità !

          Il fatto che la pompa di circolazione giri potrebbe dipendere dalla tua configurazione delle varie di temperature.

          A meno che tu non abbia una casa enorme la pompa di circolazione interna e’ assolutamente sufficiente (come nel mio caso).

          Penso che chi ti ha fatto l’impianto non conosca bene questo prodotto.

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Alfredo

Buongiorno,
complimenti per il sito e sopratutto grazie per le tue esperienze e informazioni che metti a disposizione.
Ho un impianto DAIKIN Altherma (Unità interna: EHS XB 08P30BB – PDC: ERLQ006CAV3 + Caldaia, Solare Termico e Fotovoltaico).
Da ca. 1 anno sto misurando dettagliatamente i consumi di tutte le apparecchiature di casa mia con l’obiettivo di ottimizzare il risparmio energetico (più per idealismo e passione che per una questione economica).
Volevo chiedere, se secondo te ci sono delle controindicazioni, se si stacca la PDC dalla corrente per lunghi periodi. La mia PDC, nei mesi di aprile maggio giugno settembre e ottobre, quando non viene praticamente mai utilizzata o solo parzialmente, ha un consumo giornaliero in standby di ca. 0,7 kWh. In questi periodi, per il riscaldamento dell’ACS basta praticamente solo il solare termico e in caso di necessità ci sarebbe anche la caldaia collegata.

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Alfredo,

    personalmente non lo raccomando in quanto alcuni modelli fanno azioni automatiche di manutenzione periodicamente.
    Dovresti sentire l’assistenza tecnica.
    Non mi sono mai posto il problema più di tanto in quanto la mia fa riscaldamento, acqua calda sanitaria e raffrescamento. Quindi non riposa mai molto.

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Bruno

Ciao, in primis complimenti davvero per la qualità di questo sito 😉
Abito in zona E, 2.906 °/gg, casa del 2000 alla quale ho rifatto il tetto 2 anni fa (era fatto male, purtroppo) raggiungendo la classe C, ora grazie al superbonus mi appresto a sostituire anche infissi, fare cappotto esterno di 18 cm in lana di roccia, installare una pompa di calore e 8,99 kw di fotovoltaico con 20 kw di accumulo.
Vorrei togliere il gas (metano) e installare una pompa di calore che il termotecnico vorrebbe ibrida, ma io no, che permetta di gestire tutto, riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria…
La casa è su 3 piani, di cui 1 seminterrato che finora non ho mai riscaldato, ciascuno di 100 metri.
I 2 fuori terra hanno impianto a pavimento e, solo in bagno, uno scaldasalviette ad alta temperatura.
Il seminterrato ha termosifoni ad alta temperatura.
Io vorrei tenere tutto com’è, scaldando tutto in bassa, tanto il seminterrato non l’ho mai scaldato fino ad oggi, e in bagno lasciandoli tanto accesi, spero riusciranno a scaldare anche in bassa, gli scaldasalviette.
Ti chiedo con cortesia: cosa ne pensi ? Posso mandarti anche altri dati in caso, vorrei in particolar modo un tuo consiglio sul miglior modello di pompa di calore che possa integrarsi al meglio con il fotovoltaico, d’estate basterebbe anche solo poter deumidificare, senza aria condizionata, con 5 o 6 moduli a split.

    comments user
    La mia Casa Elettrica

    Ciao Bruno,

    prima di tutto dipende dal fabbisogno energetico dell’involucro che pensi di raggiungere con la riqualificazione.

    Pompa di calore e termosifoni non sono un connubio ottimale, potresti avere sorprese spiacevoli nei consumi. Idem alta temperatura per scaldasalviette, ma potrebbe non essere un problema.

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GIANCARLO

Complimenti per la sua competenza e la completezza del sito.
Ho in corso una ristrutturazione di una casa di 175 mq a Napoli (lo indico per ovvi motivi riguardante il mio presumibile fabbisogno) che il mio architetto mi ha proposto di riscaldare/raffreddare con una pompa di calore accoppiata ad un sistema radiante sottopavimento.
Prescindendo dai (probabilmente) maggiori costi di realizzazione dell’impianto e, tendendo conto che in famiglia (2 adulti e 2 ragazzi) siamo in casa solo per poche ore al giorno, mio chiedo se i costi di gestione ed i consumi dell’impianto possano essere effettivamente minori rispetto ad un sisema tradizionale (caldaia a gas + condizionamento con split) che mi consentirebbe di utilizare l’impianto solo durante le ore in cui siamo in casa e/o raffreddare solo gli ambienti effettivamente utilizati.
Mi é stato infatti riferito che la pompa di calore va tenuta ininterrottamente in funzione poiché lo scopo é quello di mantenere durante l’intero arco della giornata una temperatura costante.
Grazie

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Giancarlo,

    nel tuo caso non so se il gioco valga la candela sinceramente. Io isolerei la casa.

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carlo

Bell’articolo: interessante e ben fatto.
Recentemente ho fatto installare una daikin altherma, alta temperatura, da 11 kw (oltre ad impianto fotovoltaico)
Sto cercando di ottimizzare la temperatura di mandata per il riscaldamento (radiatori in alluminio), per un equilibrio tra consumi/confort.
Il problema principale, al momento, mi sembra sia più legato all’acs.
Misuravo spunti di assorbimento elettrico sino a 6 kw
Se dalle impostazioni disattivo il riscaldatore di riserva, la macchina non riesce a fare il ciclo anti legionella.
Ho quindi abbassato il riscaldatore di riserva a 0,6 kw… ma permangono assorbimenti da 5-5,3 kw, che mi sembrano assurdi .. hai qualche suggerimento ?
Grazie per la risposta.
Un saluto, carlo

    comments user
    La mia Casa Elettrica

    Ciao Carlo,

    non mi sembrano assorbimenti cosi’ strani. Durante la produzione di acqua calda sanitaria la macchina tende ad utilizzare la massima potenza disponibile per completare il compito il prima possibile.
    A questo devi aggiungere che il COP in ACS e’ inevitabilmente limitato a causa delle temperatura di mandata elevata.
    L’unico accorgimento e’ quello di ridurre la temperatura dell’accumulo ma potresti poi abbassare il comfort e rendere i cicli di integrazione più frequenti.

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Francesco

Ciao. Complimenti per il sito, molto ben fatto e pieno di spunti.
Ti volevo chiedere un consiglio.
Alla luce della tua esperienza,il dimensionamento della tua pdc lo reputi sufficiente? Sei soddisfatto della Daikin?
Ti chiedo questo perché mi appresto a istallare una pdc a casa mia nuova(No Gas) e vorrei fare le scelte giuste. Zona D 1850 gg 2 gradi temperatura più bassa.
Classe A coibentato lana di roccia, tetto in legno a vista come leggevo del tuo, riscaldamento radiante, vorrei inserire la vmc(me la consigli?) 100 m² in piano libera sui 4 lati. 3 kw di fotovoltaico(vorrei portarli a 6, meta est, metà ovest). Al momento 2 persone, si spera di metter su famiglia.
Cosa mi consigli?
Avrei 1000 domande da farti😅

    comments user
    La mia Casa Elettrica

    Ciao Francesco,

    il dimensionamento e’ sostanzialmente corretto ma permane il problema originale degli sbrinamenti troppo frequenti.
    La mia esperienza con Daikin e’ documentata: purtroppo non siamo venuti a capo del problema pur con la loro disponibilità. Trai tu le conclusioni …
    Oggi come oggi andrei su un’azienda specializzata in pompe di calore e non in climatizzatori. Le unita’ esterne dovrebbe avere criteri di progettazione differente.

    Leggi anche il mio articolo sulla casa che costruirei oggi.

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Matteo

Salve,
ho installato da poco una caldaia Daikin modello HPU hybrid, con portata termica KW 27. Casa molto isolata di circa 250 mq. Ad ottobre ho accesso per la prima volta l’impianto e ho notato da subito che la caldaia lavora a temperature variabili tra 27/33 gradi. la temperatura di mandata nel riscaldamento a pavimento non supera mai i 27 gradi. Ho notato che a novembre, con il calo della temperatura (zona Padova), la PDC va molto spesso, i KW utilizzati nel monitor arrivano a 1.100 kw (la caldai a gas si attiva molto poco). Devo appettarmi bollette di energia elettrica molto alte?

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Matteo,
    con la mandata a 27 gradi non riscaldi quasi nulla.
    1 kW di assorbimento potrebbe essere normale. Hai visto il mio cruscotto online?

      comments user
      Matteo

      Ti ringrazio, nel monitor Daikin per il mese di novembre 2020 mi segna, energia consumata circa 300KW, energia prodotta 1300KW. E’ normale tutta questa discrepanza? Temo che la curva mantenga temperature troppo basse di funzionamento, di conseguenza la temperatura di mandata del riscaldamento a pavimento resta troppo bassa (27°/28°) quindi il tempo per portare in temperatura la stanza si allunga facendo andare di continuo la PDC.
      Cosa ne pensi???

        comments user
        La mia Casa Elettrica

        Ciao Matteo,

        kW sono una potenza non energia. Probabilmente nel monitor a cui fai riferimento si parla di energia elettrica consumata ed energia termica prodotta. Quindi DEVE esserci quella discrepanza.
        Probabilmente la curva climatica va aggiustata.

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Gess

Un ottimo articolo . Alla fine della fiera la matematica ci viene in soccorso . Queste cifre ci aiutano a capire il pareggio , col metano è intorno al COP 3 . Dove caldaia condensazione a bassa T .sul GPL pari prezzo finale litro vs metro cubo metano è il 33% in più . finito il calcolo , tutto il resto è fuffa . X chiudere il pareggio x inquinare uguale fra il metano e la corrente elettrica acquistata dalla rete è COP 2,4 . questi sono gli unici dati che devono farci capire le cose .

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Sabatino

Sabatino

Scusate la mia ignoranza,
alla fine di questi calcoli, potreii sapere in parole povere,
la differenza approssimativa in percentuale del risparmio
con la pompa di calore rispetto alle altre soluzioni ?
Mille Grazie

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ennio destro

Più di un commento credo possa essere una riflessione visto che gli installatori da me contattati mi dicono che il costo del consumo elettrico è particolarmente gravoso.
Verificando i dati su elencati sembrerebbe che il consumo in Kwh potrebbe essere:
– 25,98KWh/m2a*115mq= 2987,7/2=1493,85KWh annui di riscaldamento
– 12,34KWh/m2a*115mq= 1419,1 KWh annui ACS
TOTALE 2912,95 KWh annui
Tali consumi come possono essere abbattuti? Si parla di tariffa D1 ma non ho capito quale sia il reale costo finale e non di sola energia? Ringrazio per eventuali suggerimenti/informazioni

    comments user
    La mia Casa Elettrica

    Ciao Ennio,

    per abbattere i consumi una sola parola: isolamento.

    PS prova a rivolgerti ad installatori che sappiano cosa sia una pompa di calore.

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Stefano

Ciao a tutti, mi aggrego, anche se tardivamente, ai commenti.
Ho apprezzato molto l’articolo, che evidenzia un esempio reale di consumo; volevo chiedere, visto che mi pare di non aver trovato indicazioni in merito: qual’è la necessità di energia, soprattutto in fase di avviamento, richiesta dalla caldaia, giusto anche per capire quale potenza potenza contrattuale di energia elettrica sarebbe più indicata, e quindi rendermi conto dei relativi costi fissi aggiuntivi in merito, grazie!

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Stefano,

    immagino che tu ti riferisca alla potenza elettrica assorbita da una pompa di calore nei momenti di spunto.

    Nella pratica le condizioni con i picchi di assorbimento sono le seguenti:
    1) accensione del riscaldamento con ambiente interno freddo
    2) ciclo di reintegro del serbatoio di accumulo per l’acqua calda sanitaria

    In entrambi i casi, per semplicità, possiamo considerare che la macchina raggiunga la sua capacità termica a quella temperatura di mandata dell’acqua. Dividendo per il COP (in quelle condizioni di funzionamento) otteniamo la potenza elettrica assorbita.

    E’ un dato disponibile sui cataloghi della maggior parte delle marche.

    Possiamo comunque fare un calcolo approssimato per eccesso dividendo la capacità termica della macchina per 2,5 (COP per temperature di mandata intorno ai 50÷55 °C).

    In pratica parliamo, nel caso peggiore, di:
    – potenza termica 4 kW => assorbimento elettrico di 1,6 kW elettrici
    – potenza termica 8 kW => assorbimento elettrico di 3,2 kW elettrici
    – potenza termica 14 kW => assorbimento elettrico di 5,6 kW elettrici

    Devi però tenere conto che si tratta di situazioni transitorie limitate nel tempo.

    Ed il contatore ti consente una assorbimento fino al 30% per un massimo di 3 ore:
    – contatore 3 kW => 3,9 kW per massimo tre ore
    – contatore 4,5 kW => 5,9 kW per massimo tre ore
    – contatore da 6 kW => 7,8 kW per massimo tre ore

    Ovviamente la taglia corretta dipende dall’uso complessivo di energia elettrica che fate in casa.

    Sfrutto la tua domanda per ricordare che questo è uno dei tanti motivi per cui è bene non sovradimensionare la pompa di calore.

    Se ti stai orientando, ti raccomando la lettura del mio nuovo articolo pompa di calore per termosifoni che tocca anche questo aspetto.

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Luca

Ciao,
non mi spiego molto bene la formula utilizzata per il fabbisogno termico, infatti, se prendiamo i dati dell’attestato energetico, il fabbisogno termico annuo dell’appartamento dovrebbe essere
Fabbisogno termico riscaldamento annuo [kwh/anno] = ETH [kwh*m2/anno]* Superficie utile [m2]
Quindi non mi spiego come i singoli contributi mensili si ricavino con la formula seguente:
Fabbisogno termico riscaldamento mese X [kwh/mese] = ETH * Superficie Utile * Giorni Mese X * (T interna media – T esterna media) / Gradi Giorno
quindi la somma dei singoli contributi mensili ottenuti con la formula di cui sopra da luogo ad un valore di kwh annuale molto maggiore di quello ottenuto con la prima formula, direi almeno doppio.
Grazie anticipatamente per la delucidazione

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Luca,

    sinceramente non capisco a quale formula su base mensile tu ti riferisca visto che non è presente in questo articolo.

    Puoi fare un esercizio a livello mensile, non saprei a quale scopo, solo se applichi anche a livello mensile la definizione dei gradi giorno (che assumono un temperatura interna di 20 °C).

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Roberto

Ciao,
leggendo vari tuoi articoli (molto, molto, molto interessanti) non ho capito se attualmente la tua pompa di calore (come la mia) stia lavorando in modalità ‘riscaldare’ h24 e quindi in curva climatica o con t-mandata fissa da te impostata.

grazie mille

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