Consumo pompa di calore: quanto consuma una pompa di calore ?Quanto consuma una pompa di calore nella realtà ? Scopri il consumo pompa di calore effettivo della mia Rotex HPSU Compact Daikin. Potrai fare un calcolo consumo elettrico pompa di calore nel tuo caso e stimare i consumi pompa di calore futuri.

Consumo pompa di calore: quanto consuma una pompa di calore ?

Quanto consuma una pompa di calore nella realtà ? Scopri il consumo pompa di calore effettivo della mia Rotex HPSU Compact Daikin. Potrai fare un calcolo consumo elettrico pompa di calore nel tuo caso e stimare i consumi pompa di calore futuri.

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Componenti di quanto consuma una pompa di calore

In generale le principali componenti che contribuiscono ai consumi pompa di calore sono i seguenti:

  • compressore, che rappresenta ovviamente di gran lunga la componente più grande essendo l’elemento che col suo lavoro produce di fatto il calore estraendolo dall’aria
  • pompa di circolazione, che muovono l’acqua nel sistema di distribuzione termica (pavimento radiante, termosifoni, ventilconvettori), sono piccole ma non trascurabili
  • elettronica di controllo: opera, per quanto con consumi marginali, anche quando il sistema e’ in stand-by rispetto alle esigenze momentanee di riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria

Per cominciare il calcolo consumo elettrico pompa di calore vediamo ad esempio i dati relativi alla giornata del 25 dicembre 2017 caratterizzata da un temperatura media esterna di 2,4 ºC:

  • la pompa di circolazione ha assorbito mediamente 47 W su 11 ore di funzionamento, pari a 0,52 kW/giorno
  • la pompa di calore in stand-by ha assorbito mediamente 27 W sulle 24 ore, pari a 0,65 kW/giorno
  • il consumo elettrico pompa di calore totale e’ stato pari a 18,0 kWh/giorno
Da questo calcolo consumo elettrico pompa di calore si evince che il contributo di pompa di circolazione ed elettronica di controllo ai consumi pompa di calore e’ marginale per quanto non trascurabile: rispettivamente del 3% e del 3,6%. In giornate più fredde tale peso e’ ovviamente inferiore.

Consumi pompa di calore misurati

Il mese di gennaio 2017 e’ stato il primo realmente rigido da quando utilizzo la mia pompa di calore Rotex HPSU Compact della Daikin per riscaldare la mia casa elettrica:

Quanto consuma una pompa di calore 2017

Sfrutteremo dunque questo consumo pompa di calore importante utilizzando le informazioni seguenti per fare il calcolo consumo elettrico pompa di calore:

  • monitoraggio consumo elettrico pompa di calore e temperature interne/esterne
  • attestato di certificazione energetica dell’edificio (ACE)

e tentare di confrontare il consumo pompa di calore nominale con quelle effettivo. La maggior parte delle conclusioni sono generalizzabili come calcolo consumo elettrico pompa di calore di una qualsiasi marca.

Questo articolo e’ un po’ più lungo del solito ma vi suggerisco di leggerlo tutto perché ci saranno delle sorprese succulente e capirete quanto consuma una pompa di calore nella realtà !

Consumo pompa di calore e dati effettivi misurati

Il primo passo per stabilire quanto consuma una pompa di calore e’ quello di rilevarne il consumi elettrico pompa di calore effettivo.

L’andamento dei dati relativi agli ultimi tre anni e’ il seguente:

MeseT Esterna
(°C)
T Interno
(°C)
E. Elettr. Consumata
(kWh/mese)
TotalePompa di
Calore
Unita' Trattamento
Aria
Altro
dic-145.320.285948033352
gen-153.319.688756033297
feb-154.119.670143531241
mar-159.420.153821733278
apr-1514.521.037010637231
mag-1519.723.23386743195
giu-1525.124.3582208154221
lug-1529.124.6745376255181
ago-1524.624.3487201133170
set-1518.92430310365265
ott-1513.221.141610536274
nov-157.920.363727633328
dic-155.020.183545533347
gen-163.019.792454833337
feb-166.420.164831027307
mar-168.920.453422725286
apr-1615.6213707125283
mag-1618.322.63797632272
giu-1623.424.939011275212
lug-1626.225.4647203174287
ago-1624.225.92809356141
set-1621.125.242613064248
ott-1612.821.638411328247
nov-167.920.758126225291
dic-162.820.696660825338
gen-170.421.41.12881026307
feb-175.621.767038224274
mar-1710.721.847616527277
Grazie alla possibilità di misurare in modo autonomo differenti carichi elettrici, dispongo dei dati effetti di consumo elettrico relativi a:
  • pompa di calore (riscaldamento, acqua calda sanitaria e raffrescamento)
  • unita’ di trattamento aria (ventilazione meccanica controllata e deumidifica estiva)
  • tutte gli altri apparecchi elettrici (incluso il piano di cottura ad induzione)

ed anche della misura effettiva di temperatura esterna ed interna della mia abitazione.

Ho evidenziato i dati relativi ai mesi di dicembre e gennaio degli ultimi tre anni che chiaramente coincidono con il periodo più rigido dell’inverno.
Vuoi realizzare anche tu un sistema di monitoraggio consumi elettrici come il mio ? Comincia la lettura da Misuratore di consumo elettrico 4-Noks Elios4you e OpenEnergyMonitor.

Consumo pompa di calore per riscaldamento e Attestato di Certificazione Energetica

Utilizzando i dati dei fabbisogni energetici previsti nel mio Attestato di Certificazione Energetica (ACE) abbiamo i dati necessari da confrontare con il consumo pompa di calore effettivo e fare il calcolo consumo elettrico pompa di calore nella realtà.

L’efficienza energetica per il mio edificio e’ la seguente:

PARAMETRONOMEVALOREUnita'
di misura
ProvinciaPavia
ComuneVigevano
Periodo di attivazione dell’impianto15 ottobre – 15 aprile
Gradi Giorno2.544GG
Superficie utile114,35
Fabbisogno annuo di energia termica
Climatizzazione invernale ETH66,11kWh/m²a
Climatizzazione estivaETC19,17kWh/m²a
Acqua calda sanitariaETW18,59kWh/m²a
Fabbisogno di energia primaria
Climatizzazione invernaleEPH25,98kWh/m²a
Climatizzazione estivaEPCkWh/m²a
Acqua calda sanitariaEPW12,34kWh/m²a
Totale per usi termicEPT38,32kWh/m²a

Alla pagina Casa Elettrica Informazioni potete trovare tutti i dettagli.

Quanto consuma una pompa di calore effettivamente

Conoscendo le temperature interne ed esterne medie mensili possiamo facilmente stimare i fabbisogni termici del mese proiettando i dati della certificazione energetica dell’edificio:

  • Fabbisogno termico riscaldamento = ETH * Superficie Utile * Giorni Mese * (T interna media – T esterna media) / Gradi Giorno
  • Fabbisogno termico acqua calda sanitaria = ETW * Superficie Utile * Giorni Mese / 365

Mi preme rimarcare che questa proiezione assume che i dati di efficienza energetica dell’attestato di certificazione siano perfettamente in linea con quelli effettivi.

Se vuoi approfondire queste formule apparentemente complesse puoi leggere Dimensionamento pompa di calore aria acqua semplice.

Applicando ai dati dei mesi invernali “completi” (novembre → marzo) possiamo:

  • ottenere i fabbisogni termici effettivamente attesi
  • confrontarli con il consumo pompa di calore elettrico effettivi
  • ottenere un valutazione del coefficiente di prestazione effettivo della mia pompa di calore Rotex HPSU Compact Daikin

Quanto consuma una pompa di calore - gennaio 2017I coefficienti di prestazione (COP) ottenuti, ovvero il rapporto tra energia termica stimata ed energia elettrica misurata,  risultanti non sembrano particolarmente esaltanti.

Dobbiamo confrontarli con i dati nominali della nostra pompa di calore.

Dati nominali consumo pompa di calore per riscaldamento Rotex HPSU Compact Daikin

La documentazione del produttore indica quanto consuma una pompa di calore sulla base di test di laboratorio in condizioni standard (PRESTAZIONI AI CARICHI PARZIALI UNITA’ A BASSA TEMPERATURA RRLQ/RVLQ/ERLQ E ALTA TEMPERATURA RRRQ/ERRQ – 12/09/2013) ovvero i COP dichiarati dal produttore.

Riporto per comodità solo i dati nominali di consumo pompa di calore rilevanti per il mio caso specifico:

Quanto consuma una pompa di calore 2017 Quanto consuma una pompa di calore 2017

Alcune osservazioni importanti sui valori indicati nel documento delle prestazioni nominali:

  • Dati integrati indica che sono incluse anche le perdite per sbrinamento
  • La normativa EN 14511 per la misura dei rendimenti delle pompe di calore per riscaldamento / ACS prescrive che sia incluso anche il consumo elettrico della pompa di circolazione

Quanto consuma una pompa di calore nominalmente ed effettivamente

Per essere più preciso, ho stimato la temperatura media di mandata in riscaldamento richiesta dal mio involucro (che opera con curva climatica 0,5 e scorrimento 20,5 ºC) per una estrapolazione del COP nominale la più precisa possibile e quindi dare una valutazione del coefficiente di prestazione nominale estremamente precisa.

Ho ipotizzato, in modo conservativo per il COP, che l’energia per il riscaldamento sia distribuita su 20 ore giornaliere, mentre la produzione di acqua calda sanitaria sia concentrata su 2 ore. Questo ha permesso di identificare il regime di funzionamento atteso per la pompa di calore.

Possiamo rappresentare in un paio di grafici come i fabbisogni del mio involucro si confrontino con i dati nominali della mia pompa di calore Rotex HPSU Compact 6kW;

Quanto consuma una pompa di calore - gennaio 2017

Questo grafico ci dice semplicemente che la mia pompa di calore, in una gamma di temperature esterne rappresentativa, dovrebbe lavorare sempre con un carico inferiore al 70% della potenza nominale disponibile.

Possiamo vederlo facilmente con una tabella riepilogativa:

Quanto consuma una pompa di calore - gennaio 2017

Vediamo il grafico dei COP nominali corrispondenti:

Quanto consuma una pompa di calore - gennaio 2017

Disponendo di dati dei consumi pompa di calore elettrici non distinti tra riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria, il COP atteso e’ determinato pesando i coefficienti di performance nominali per riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria sui rispettivi fabbisogni termici:

COP Atteso = (E Term. Risc.  + E Term. ACS) / (E Term. Risc. / COP Nom. Risc. + E Term. ACS / COP Nom. ACS)

Ecco il risultato del calcolo consumo elettrico pompa di calore dove ho ordinato in base alla temperatura esterna media ed evidenziato in giallo le colonne con i dati chiave:

Quanto consuma una pompa di calore - gennaio 2017

Consumi pompa di calore Daikin nella realtà

Se non ho commesso errori grossolani, da questa valutazione emergono i consumi pompa di calore effettivi della mia Rotex HPSU Compact Daikin:

  1. parrebbe che sul mio sistema, il coefficiente di prestazione effettivo sia inferiore anche del 35% / 40% rispetto a quello nominale (dichiarato dal produttore) nei mesi più freddi (e che quindi richiedono più energia)
  2. E’ certo che scendendo sotto temperature esterne medie di 4 ºC / 5 ºC l’efficienza effettiva si riduce drammaticamente rispetto a quella prevista nominalmente
  3. A temperatura esterne medie “relativamente alte” (maggiori di 8 ºC) la differenza si riduce ad un 15%

Quanto consuma una pompa di calore - gennaio 2017

Ricordo nuovamente che queste conclusioni sono basate sull’assunzione che i dati di efficienza energetica dell’attestato di certificazione siano perfettamente in linea con quelli effettivi del mio edificio.

Non e’ che forse questi consumi pompa di calore c’entra qualcosa con quanto ho riscontrato in Defrost Daikin: una scelta consapevole ?

Consumo pompa di calore: quanto consuma una pompa di calore ?

Proviamo a rappresentare i dati della tabella precedente in un diagramma di più facile lettura:

Quanto consuma una pompa di calore - gennaio 2017

La sostanza non cambia: i dati nell’ovale arancione racchiudono temperature esterne sotto i 4 ºC / 5 ºC dove il coefficiente di prestazione effettivo si riduce drammaticamente rispetto a quella previsto nominalmente e quindi il consumo pompa di calore schizza verso l’alto !

Non sono certo che questi risultati sorprendenti relativi alla mia Rotex HPSU Compact possano essere generalizzati ad altri modelli o produttori per dire quanto consuma una pompa di calore veramente: sicuramente c’e’ un’anomalia che Daikin dovrebbe risolvermi o almeno spiegarmi.
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19 pensieri su “Consumo pompa di calore: quanto consuma una pompa di calore ?

  1. luca

    Buongiorno a tutti, ho letto il vostri post e volevo inserirmi nella discussione con degli spunti per darvi del materiale su cui ragionare. Le conclusioni alle quali siete arrivati tutti francamente non sono una novità, anche se devo dire sinceramente che un lavoro di analisi così ben condotto non l’avevo ancora visto. Mi permetterò di esprimere il mio punto di vista: sono anni che mi confronto con queste soluzioni impiantistiche e sinceramente la soluzione ai vari problemi non è lo scegliere fra una marca ed un altra ma decidere se investire su un prodotto nato per fare la pompa di calore oppure spendere meno ed investire su un prodotto “assemblato” come succede con i marchi blasonati a cui avete fin ora fatto riferimento. Nello specifico questi prodotti sono stati sviluppati assemblando parte di un impianto ad espansione diretta ( l’unità esterna di un comunissimo “SPLIT” di produzione orientale) con un’unità interna di scambio termico con il circuito ad acqua. Gli “SPLIT” sono delle macchine frigorifere che storicamente sono state costruite per fare condizionamento e poi in un successivo momento hanno cominciato a fare anche una sorta di riscaldamento tramite l’inversione di ciclo. Ed è questo vizio di origine che fa sacrificare parte del funzionamento “ideale”. Viceversa ci sono dei prodotti che sono stati costruiti in origine come pompe di calore, e che quindi sono decisamente più performanti in riscaldamento, meno in raffrescamento. Solitamente sono prodotti costruiti in Nord Europa, in zone dove la necessità di raffreddare non è richiesta. Ecco quello che ho imparato: in Italia, e specialmente in pianura padana per un funzionamento ideale abbiamo bisogno di una macchina che possa lavorare bene in condizioni estreme nelle due funzionalità: invernale ed estiva. Tra l’altro in Italia il costo dell’energia elettrica è più alto rispetto gli altri paesi dell’unione europea complici l’alto livello di tassazione e politiche energetiche schizofreniche. Vi sarete resi conto che la necessità di fare i cicli di sbrinamento nel periodo di funzionamento invernale costituisce il tallone di Achille più evidente, a maggior ragione in pianura padana dove il livello di umidità ambiente resta quasi sempre molto elevato. Oltremodo in estate in alcune zone sono state registrate temperature esterne superiori ai 40°C. Tali temperature possono mettere in crisi il funzionamento della pompa di calore anche con eventuale fermo macchina con l’intervento delle sicurezze interne. Insomma se si vuole performance ed affidabilità bisogna necessariamente investire di più. Io queste caratteristiche le ho trovate in un prodotto della ditta OCHSNER austriaca, nel modello AIR EAGLE o GMLW.

    Rispondi
  2. Vincenzo

    Scusate l’intromissione ma a breve deciderò su 3 preventivi di cui 2 per macchineHPSU Compact 516 14H/C R9 3P, e 1 per una samsung. Leggendo l’articolo non posso che aver aumentato i miei dubbi su daikin e invece mi sono incuriosito su Panasonic. Potete indicarmi per di che tipo di prodotto Panasonic si tratta e magari qualcosa di equiparabile alla Daikin propostami?
    Grazie 1000

    Rispondi
    1. La mia Casa Elettrica Autore articolo

      Ciao Vincenzo,

      difficile dare dei suggerimenti se non indichi di quale modello di Panasonic si parla.
      Personalmente i marchi di pompe di calore aria-acqua più interessanti alternativi a Daikin sono, secondo me, Mitsubishi o Panasonic.

      Rispondi
  3. miki 959

    Buon Giorno,sono Michele,ho letto questo interessantissimo post.
    vorrei sapere se ai ulteriori sviluppi perché volevo installare un lo stesso sistema con pompa di calore da 6 kw,ma adesso mi sono sorti dei dubbi.

    Rispondi
    1. La mia Casa Elettrica Autore articolo

      Ciao Michele,

      in realtà non molto purtroppo. Mi hanno proposto un aggiornamento software per mitigare l’effetto degli sbrinamenti precoci (non per eliminarli). Ho chiesto lumi a Daikin Italia ma non mi ha mai risposto …
      Sul mio cruscotto puoi vedere com’è andata quest’inverno. Non puoi cavare l’acqua dalla pietra purtroppo.
      Io ti suggerirei di valutare anche delle opzioni alternative ma la cosa più importante sono il tuo progettista ed installatore.

      Rispondi
  4. Patrick

    mi sono letto la relazione
    domani la rileggo meglio
    penso, anzi sono piuttosto sicuro, che problematiche tipiche di tipo impiantistico (portate non corrette, carico termico sopra o sotto stimato, “cortocircuito” idraulico….) non possano determinale l’avvio di un solo ciclo di defrost se l’UE non è brinata.
    Produci alla assistenza un video o un documento che metta in relazione i cicli di defrost senza che vi sia un motivo perchè la macchina li esegua, cioè senza che vi sia brina o cmq una minima brinatura dal lato compressore della batteria alettata..
    Per quel che ho letto qui, quindi con tutti i se i ma di non avere potuto vedere l’impianto nella realtà, mi pare che la tua UE debba essere semplicemente riparata o sostituita.
    sarà probabilmente anche una sciochezza e non un vero guasto. capisco che non curiosi per non compromettere la garanzia.
    sono curioso di sapere come procede.
    se ti occorre un video di come sbrina un clima commerciale “della concorrenza” dimmi te lo invio.

    Rispondi
    1. parolin88

      Ciao Patrick,

      Nei confronti di Daikin sono state aperte numerosi ticket di assistenza in merito al funzionamento “anomalo” delle pdc (taglia 6-8kw).
      Purtroppo senza esiti positivi. Le PDC a loro detta funzionano come “da manuale”.

      I continui ripristini di ACS che vedi nei grafici di Emiliano sono dovuti al fatto che la PDC durante lo sbrinamento pesca calore dal bidone di acs (anziché pescarlo dal radiante). Inoltre prevede una funzione di “continuità di riscaldamento” che continua ad alimentare il radiante durante lo sbrinamento (con mandata fissa non modificabile pari a 40°). Questo mix fa si che ad ogni defrost la temperatura dell’accumulo acs cali di circa 1°. Va da se che dopo diversi sbrinamenti la pdc deve reintegrare il sanitario e fermare il riscaldamento. Questo mix uccide il COP medio (visto che in ACS il COP è decisamente basso) e toglie molte ore di riscaldamento (visto che mentre fa ACS la macchina non fa riscaldamento).

      Nel mio caso ho filmato il tutto, fatto vedere ai tecnici Daikin (che hanno monitorato un sbrinamento anche con 7° esterni)….in questi giorni (temperature sempre sotto zero con punte di -8° ma umidità molto bassa) la pdc si massacra di sbrinamenti pur non avendo un briciolo di brina sull’unità esterna. Ci si salva solo per il fatto che la pdc è comunque leggermente sovradimensionata.

      Daikin ha girato il problema della loro macchina verso i nostri impianti “non perfetti”. In realtà alcuni utenti hanno impianti che a detta di Daikin sono ok ma la macchina continua ad avere i “problemi” evidenziati. Però a detta di Daikin il tutto funziona come da manuale tecnico pertanto non cè,a loro dire, alcun malfunzionamento.

      Magari è davvero un problema di impianto, magari occorre che la pdc lavori su un accumulo da 50l anziché sul radiante….magari….magari…ma da parte di Daikin non sono mai arrivate indicazioni precise su come intervenire sull’impianto e pertanto io da utente finale non vado a spendere ulteriori soldi senza che qualcuno si prenda la responsabilità di dire che a seguito di precise indicazioni/modifiche, il problema venga risolto.

      A questo si aggiunge che da quest’anno hanno presentato la nuova linea di PDC per riscaldamento con gas R32, interamente riprogettata sia lato interno che lato esterno (togliendo alcuni assurdi limiti delle attuali unità). Pertanto da parte nostra le speranze che giapponesi e tedeschi investano del tempo per sistemare la cosa è tendenzialmente zero.

      La mia opinione è che il problema può essere in buona parte risolto con un aggiornamento software…che però non arriverà mai. D’altro canto a fronte di diverse centinaia di unità vendute hanno avuto oggettivamente poche lamentele pertanto io credo che dal loro punto di vista il nostro è “un non problema” visto che si tratta di una decina di persone e quindi uno 0.00X% delle unità installate.

      Io prego che mi duri almeno 10anni e nel 2027-2028 vedrò di cambiarla passando magari a Panasonic (di cui se ne parla molto bene e ho letto di utenti, con monitoraggio, molto contenti).

      Rispondi
  5. Patrick

    “Diciamo che ho osservato molte decine di sbrinamenti differenti appartenenti sempre a queste categorie:
    1 scambiatore esterno perfettamente pulito
    2 scambiatore brinato (bianco) ma non ghiaccio spesso tra le lamelle”

    1: anche un solo sbrinamento senza che l’evaporatore sia brinato…. è un difetto. punto.
    un guasto. non c’è motivo per riscaldare una batteria alettata che non ha brina da rimuovere.
    devi pensare che lo sbrinamento è necessario perchè la temp di evaporazione precipita, per via della scarso o assente apporto di calore dell’aria… che non passa piu.
    deve essere riparato. non è tollerabile. non è piu una pompa di calore.

    2: ok va bene lo sbrinamento anche se non completamente ostruito il passaggio aria.
    ma essendoci meno massa ma decongelare lo sbrinamento deve essere velocissimo.

    provato a controllare il corretto posizionamento delle sonde nella UE?
    provato a verificare con multimetro il corretto valore ohmico? trovi nei databook daikin le tabelle dei valori ad ogni temperatura.

    per quanto l’abbinata daikin – rotex non mi convinca, non mi è mai capitato di rilevare sbrinamenti anomali.

    Rispondi
  6. Patrick

    Mi è chiaro che è il deltaT tra temp esterna e temp evaporatore esterno a “scatenare” il ciclo di defrost.
    le indicazioni sulla posizione della sonda temp accumulo erano in relazione ai immotivati cicli di ricarica temp accumulo.
    Un impianto normalmente ben funzionante con un accumulo di quel tipo esegue una ricarica al giorno. possibilmente sincronizzata nelle ore diurne piu calde, in inverno.
    Può starci una ulteriore ricarica dopo un prelievo di acs prolungato….
    Ma i cicli che descrivi tu … no.

    per quanto riguarda il defrost: non ho capito se l’avvio del defrost è immotivato ( evaporatore visibilmente non ricoperto di brina????
    oppure avviene correttamente quando l’evaporatore è completamente brinato (non prima) ma dura troppo a lungo????

    –potresti spiegarmi meglio? dai tuoi grafici si vedono solo una successione di sbrinamenti consecutivi come se fosse sempre il giorno peggiore dell’anno… tutti i giorni…–

    inoltre l’accoppiamento non è UE giapponese / UI tedesca… ma è una forzatura viste le dimensioni dello scambiatore ed i salti termici in gioco. Però rotex voleva fortemente una PDc utilizzando sempre il suo solito bidone di accumulo…. e l’ha fatto.

    Rispondi
    1. La mia Casa Elettrica Autore articolo

      Diciamo che ho osservato molte decine di sbrinamenti differenti appartenenti sempre a queste categorie:
      – scambiatore esterno perfettamente pulito
      – scambiatore brinato (bianco) ma non ghiaccio spesso tra le lamelle

      Il problema e’ la frequenza elevata (25 minuti) anche a temperature esterne relativamente (4 o 5 °C).
      Che e’ proprio quello che vedi dai grafici.
      Dal punto di vista elettronico ti assicuro che e’ palese l’integrazione tra due macchine che non comunicano (diciamo che comunicano il meno possibile).

      Sul tema sbrinamento tieni comunque conto che, oltre a esserci innumerevoli casi come il mio, ci sono altrettanti utenti con taglie diverse dalla 6 kW che hanno un comportamento normale (sbrinamento ogni 2 ore se non in condizioni di freddo intenso).

      Rispondi
  7. Patrick

    Molto interessante l’analisi del funzionamento della tua PDc Daikin, molto curioso il tuo approccio al problema del defrost.
    Tieni presente che daikin altherma (ora rotex) è una pdc commerciale. nulla di particolare. Solo piu costosa delle altre. Per commerciale intendo che è una macchina che nasce per fare climatizzazione, la UE è derivata da normali unità concepite per la climatizzazione. Come panasonic toshima mistupisci ecc ecc.
    Quindi fa miracoli non essendo una vera pdc, ma un prodotto molto ben customizzato per fare la pdc.
    L’evaporatore (batteria alettata UE in ciclo pdc) non ha l’ottimale verso di circolazione del refrigerante.
    Anche se provvista di valvola di espansione elettronica questa è attuata con un loop di regolazione approssimativo basato solo su rilevazione di temperature.
    Tutto quello che puoi fare è assicurarti che lo stato di carica refrigerante sia ottimale. questo è fondamentale ridurre il processo di formazione della brina. Daikin funziona apparentemente bene anche con carica anche non ottimale.
    Il processo di formazione della brina è inevitabile. l’umidità dell’aria condensa e ghiaccia a contatto con una superfice a temperatura negativa.
    La messa a punto della carica e l’ubicazione della UE, devono rispettare dettagli minuziosi.
    E’ l’unico modo per ottenere quanto (quasi quanto) previsto dai databook.
    Da mia esperienza (piu che altro su aquarea) se le due condizioni sono al meglio (stato di carica e ubicazione UE) i cicli di sbrinamento sono rapidi e la macchina rispetta le prestazioni di potenza e COP previste dal costruttore.
    Anzi in condizioni di carico parziale sono migliori di quanto previsto.
    Anche qui serve il corretto abbinamento tra le caratteristiche della pdc (non solo potenza resa) e l’impianto asservito. la scelta della taglia e sopratutto l’integrazione idrualica nell’impianto sono in genere gli orrori che determinano consumi reali stagionali superiori alle attese.

    Tutto questo premesso, la mia casa si scalda solo a pdc. la combustione non è piu necessaria. e non tornerei mai indietro. anche se consumassi in euro lo stesso importo che con il gas. gia solo il fatto di non averlo è un plus che non ha valore.

    Rispondi
    1. La mia Casa Elettrica Autore articolo

      Ciao Patrick, grazie per il commento. Spero tu abbia letto tutti gli articoli sulla serie Sbrinamento.

      La carica del gas e l’ubicazione dell’unita’ esterna sono perfette.
      Se hai letto gli altri articoli, Daikin dice che i problemi sarebbero dovuti al mio impianto ma senza dare indicazioni specifiche sulle anomalie da sanare che determinano gli sbrinamenti più frequenti.

      In merito all’approccio di necessita’ virtù. In realtà sono arrivato a risultati molto più precisi col mio sistema di monitoraggio avanzato.
      Quanto sto ancora facendo e’ cercare di affinare millimetricamente le condizioni di funzionamento lato acqua, in particolare temperatura di mandata, salto termico e portata.

      Certamente non tornerei indietro dalla pompa di calore. Su taglia, marca e modello penso che invece rifletterei.

      Rispondi
      1. Patrick

        Premetto: non ho interessi per dire quello che sto per dire. A differenza di alcuni utenti apparentemente super preparati di un noto forum … sono piuttosto critico sul prodotto daikin nelle attuali versioni commercializzate rotex.
        La tecnica del accumulo rotex (sia vecchi grigi che nuovi bianchi) è afflitta da limiti intrinsechi. L’unica pro indiscutibile è l’ottimo isolamento termico del bidone.
        Per questo non capisco come il prodotto Rotex daikin sia esaltato come PDC da riferimento, quando invece è una normale commerciale customizzata con prestazioni analoghe ( o peggiori) a diverse concorrenti ben piu economiche.
        Addirittura per andare incontro ai difetti intrinsechi ho visto diavolerie idrauliche come caldaie con la produzione acs connessa in serie, al fine di mantenere bassa la temperatura di accumulo e sfruttare decentemente il solare termico rotex e ridurre i cicli di carica acs e renderli piu efficenti.
        Detto tutto questo, ho guardato il tuo bellissimo lavoro di monitoraggio.
        Nella mia parrocchia defrost che durano 25 minuti sono un difetto.
        Come defrost che si avvia senza che l’evaporatore sia realmente ostruito dalla brina, è un difetto.
        Le macchine che integro nei miei progetti hanno defrost che durano mediamente 1 minuto… o poco piu. spesso molto meno se considerato la fase con compressore attivo per scongelare l’evaporatore. ( che è quella in cui alla sottrazione di calore dall’impianto si somma un assorbimento elettrico dovuto al lavoro perso di sbrinamento)
        Normalmente la frequenza dell’avvio del ciclo di defrost è demendata alle condizioni di brinatura del evaporatore ed è molto semplice, e deve rispettare le condizioni previste dal manuale tecnico:
        quando lo strato di brina occlude quasi completamente il passaggio dell’aria, l’evaporatore si porta ad una temperatura molto inferiore a quella esterna. Questo delta di temp prolungato per un certo tempo determina l’avvio del ciclo di defrost: è il riflesso della incapacità dell’evaporatore di estrarre calore dall’aria esterna.. aria che non passa piu in quanto i passaggi tra i lamierini di alluminio sono ostruiti dalla brina.
        Ora potremmo aprire una discussione sul perchè siano cosi… ma il motivo principale è che sono batterie nate per operare come climatizzatori. questo è.
        il ciclo defrost… in genere un minuto o poco piu… determina l’immediato scioglimento completo dello strato di brina… appena non c’è piu brina la temp dell’evaporatore aumenta velocemente e quindi c’è la ripartenza normale ciclo di funzionamento.

        normalmente questo NON determina un funzionamento anomalo come visibile nei tuoi grafici.
        la prestazione termica oraria non è pregiudicata come nel tuo caso.
        la prestazione oraria rimane positiva, la macchina opera in modo efficente anche con la nebbia e zero gradi esterni.
        questo è quello che accade e deve accadere.

        La frequenza dei cicli di ripristino acs è invece un problema legato a quello che intendevo prima come limiti intrinsechi del sistema bidone rotex.
        purtroppo la produzione di acs avviene con la pdc alla massima potenza e alla massima temp di mandata nello scambiatore… ergo nel modo piu inefficente specie con temp ext negative.
        questo è un limite che credo non sia superabile.
        Mi è capitato in vecchi bidoni rotex (quelli grigi) di notare che il posizionamento della sonda immersa era anomalo ( come altezza)
        potresti provare a controllare quello. sollevarla, in modo da rilevare una temp piu elevata dell’accumulo. cosi da non innescare richieste di ciclo ci ricarica acs frequenti e arrestare prima il ciclo di ricarica quando in corso in quanto piu in alto l’acqua si scalda piu velocemente.
        Ovviamente questo riduce la prestazione di acs, in quanto porta ad un accumulo minore di energia. ma il serbatoio è fatto cosi.

        mi piacerebbe, puoi scrivermi in privato alla mail, sapere il tuo sistema di monitoraggio come è fatto. (componenti e posizione delle sonde.
        ciao

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        1. La mia Casa Elettrica Autore articolo

          Ciao Patrick, grazie per il commento.
          Sulla Rotex HPSU Compact in generale posso solo dire che e’ evidente l’integrazione “alla meglio” tra l’unita’ interna “tedesca” e l’unita’ esterna “giapponese”.

          Come dovrebbe funzionare lo sbrinamento nella Daikin HPSU Compact e’ descritto qui’: Sbrinamento pompa di calore Rotex HPSU Compact Daikin

          Purtroppo la tua ipotesi sulla sonda della temperatura dell’accumulo non e’ pertinente perche’ e’ l’unita’ esterna a scatenare gli “sbrinamenti precoci” sulla base del sensore di temperatura posizionata sullo scambiatore esterno. Ovviamente l’idea e’ buona per allungare i cicli di ricarica ma otterrei lo stesso risultato aggiustando il set-point dell’acqua calda (preferisco sempre il software all’hardware).

          In merito al sistema di monitoraggio sulla di “segreto”.

          La parte “base” (misure grandezze elettriche ed ambientali) e’ descritta qui’: Misuratore di consumo elettrico 4-Noks Elios4you e OpenEnergyMonitor.

          La parte “avanzata” (tutte le misure “interne” alla HPSU Compact) e’ descritta’ qui’: Pompa di calore » Rotex HPSU Compact » Hack

          Grazie al monitoraggio avanzato qualche lieve miglioramento lo sto ottenendo (ritengo fondamentalmente grazie all’innalzamento della temperatura di ritorno dell’acqua a cui lavorare normalmente).

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  8. Progetto Tilde

    Concordo pienamente sul tema defrosting, è ancora una lacuna pesante per le pompe di calore elettriche, col clima padano poi non ne parliamo.
    Sono colpito dal livello di dettaglio che metti in tutti i post e nella composizione degli indici di confronto che ritieni opportuni per valutare i dati che hai a disposizione, se non dichiarassi apertamente di non essere un addetto ai lavori, direi a prima vista che lo sei.
    Posso dirti però che confrontare dei dati reali di consumo con quelli derivati dalla certificazione energetica ha senso fino ad un certo punto, poichè la normativa di calcolo nella casistica A2 considera delle condizioni di esercizio standard che con ogni probabilità non sono aderenti all’uso reale dell’immobile. Stessa cosa vale per i dati di performance stagionale delle macchine termiche.
    Certo, tu mi dirai che, normalizzando e riducendo tutto a parametri indipendenti dal tempo e dalle temperature, gli indici sono comunque confrontabili, ma il confronto in ogni caso non calza abbastanza.
    Ancora complimenti.

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    1. La mia Casa Elettrica

      Vero che la certificazione energetica potrebbe essere approssimata ma e’ il miglior dato di progetto di cui dispongo.

      Col monitoraggio avanzato della pompa di calore ho comunque aggirato il problema potendo estrarre direttamente la potenza termica effettivamente generata (nelle varie fasi possibili di funzionamento).

      Purtroppo il risultato non cambia (anzi …).

      Vediamo l’inverno che arriva che porterà ai de-frost della mia Daikin HPSU Compact: la mia battaglia per risolvere il problema non si e’ conclusa.

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      1. Progetto Tilde

        Purtroppo, trattandosi di una macchina che fa defrosting per inversione di ciclo, il problema con ogni probabilità rimarrà. Il mio consiglio (assolutamente a freddo e sapendo molto poco di quanto riguarda il tuo caso) è non usare la climatica e affidarsi molto di più all’effetto di isteresi garantita dal sistema radiante. Non vedo altre semplici soluzioni.
        In gamba!

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