Serrature elettriche: guida completa a tipologie, sicurezza, marche e prezzi
Una serratura elettrica è un dispositivo di chiusura meccatronico che sostituisce o integra la tradizionale mandata a chiave attraverso un comando elettrico o un segnale digitale. A differenza di una comune serratura meccanica, in cui il movimento dei perni interni e del catenaccio dipende esclusivamente dalla forza fisica impressa con una chiave sagomata, il modello elettrico impiega una bobina elettromagnetica, un solenoide o un motoriduttore per retrarre lo scrocco o far scattare le mandate.
Questo passaggio dall’azione manuale all’automazione consente di controllare i varchi a distanza tramite pulsante citofonico, telecomando radio, tastierino a codice numerico, badge a radiofrequenza o applicazioni per smartphone, registrando lo storico degli accessi e integrando la porta d’ingresso con impianti domotici, sistemi di allarme antintrusione e varchi tagliafuoco per le vie di fuga.
Come funzionano le serrature elettriche e cosa succede se manca la corrente?
Il principio di funzionamento di una chiusura elettrica si basa sulla trasformazione dell’energia elettrica in un movimento meccanico istantaneo. Quando premi il pulsante sul citofono di casa o digiti la combinazione corretta su un tastierino, un impulso a bassa tensione raggiunge la bobina interna. Il passaggio della corrente genera un campo magnetico che attira un nucleo mobile in ferro dolce, vincendo la resistenza di una molla di richiamo e liberando lo scrocco che tiene accostata la porta al telaio. Nelle versioni più avanzate destinate agli ingressi ad alta sicurezza, l’impulso non agisce semplicemente liberando una molla, ma alimenta un piccolo motore elettrico a ingranaggi che ruota un perno ed estrae o retrae fisicamente i catenacci in acciaio temperato, replicando con precisione millimetrica i giri completi di una chiave tradizionale.
Quando si progetta un impianto controllato elettricamente, la prima valutazione tecnica riguarda la gestione delle emergenze e la risposta del sistema all’interruzione improvvisa dell’energia di rete. A livello internazionale le chiusure meccatroniche si dividono in due logiche di funzionamento opposte: i modelli normalmente chiusi, definiti Fail-Secure, e i modelli normalmente aperti, definiti Fail-Safe. La scelta non è arbitraria ma dipende dalla destinazione d’uso del varco, bilanciando la necessità di impedire intrusioni dall’esterno con l’obbligo civile e normativo di garantire una via di fuga immediata per chi si trova all’interno di un edificio in caso di incendio o pericolo.
I componenti strutturali che garantiscono il funzionamento di un sistema elettrico sono:
- Attuatore elettromeccanico interno: costituito da un solenoide per lo sblocco rapido dello scrocco oppure da un motoriduttore compatto a ingranaggi per il trascinamento dei catenacci.
- Circuito di alimentazione primaria: progettato per operare a bassa tensione di sicurezza, solitamente a 12 volt o 24 volt in corrente continua (DC) o alternata (AC).
- Modulo logico di ricezione e controllo: deputato a decodificare gli impulsi elettrici provenienti da citofoni, pulsanti a parete, lettori di prossimità o relè domotici.
- Meccanismo di sblocco manuale di soccorso: composto da un cilindro a profilo europeo con chiave meccanica fisica o da un pomolo girevole interno protetto.
Nei sistemi residenziali e perimetrali, come i portoni condominiali e i cancelli su strada, si installano quasi sempre modelli Fail-Secure, se salta la luce o si verifica un blackout di quartiere, la serratura resta serrata e impedisce a chiunque di aprire la porta spingendola dall’esterno. Se si verifica, il passaggio resta garantito dall’interno tramite la classica maniglia o un pulsante meccanico, mentre dall’esterno si entra usando la chiave fisica tradizionale inserita nel cilindro. Nei luoghi aperti al pubblico, negli uffici aziendali e lungo i corridoi ospedalieri soggetti a rigide prescrizioni dei Vigili del Fuoco, si usano invece dispositivi Fail-Safe come le ventose elettromagnetiche, in caso di incendio o mancanza di tensione, il circuito si apre all’istante sbloccando la porta per consentire l’evacuazione rapida senza ostacoli.
Per quanto riguarda i requisiti di collaudo e affidabilità, il punto di riferimento tecnico per installatori e produttori è la norma europea UNI EN 14846 sul portale UNI, che definisce i metodi di prova e i criteri di classificazione per le serrature e gli scrocchi ad azionamento elettromeccanico. Lo standard classifica i dispositivi in base a precisi parametri quantitativi: la resistenza all’attacco con carichi laterali e frontali sullo scrocco, la durabilità nel tempo calcolata su decine di migliaia di cicli continui di apertura e chiusura, e il comportamento termico in presenza di temperature estreme o fumo.
Quali sono le principali differenze tra i modelli disponibili sul mercato?
Il mercato delle chiusure elettriche si è frammentato per rispondere a esigenze costruttive molto distanti tra loro. Un conto è motorizzare un cancelletto in ferro battuto esposto a gelo, pioggia e polvere, un altro è proteggere la porta blindata dell’abitazione principale o gestire le porte a vetro di uno studio professionale. Esistono prodotti pensati per essere applicati direttamente a vista sulla carpenteria metallica mediante piastre e viti di fissaggio, e soluzioni progettate per essere incassate all’interno dei profili cavi in alluminio, PVC o legno, scomparendo completamente alla vista quando il battente è chiuso.
La tabella riepiloga le quattro macro-categorie di serrature elettriche, evidenziando il principio meccanico, il contesto di posa ideale, i vantaggi operativi e i fattori di attenzione prima dell’acquisto:
| Tipologia di serratura | Meccanismo di blocco | Destinazione d’uso ideale | Vantaggio principale | Aspetto critico da valutare |
|---|---|---|---|---|
| Elettroserratura da applicare | Scrocco a scatto azionato da bobina a 12V | Cancelli pedonali in ferro, portoni condominiali | Semplicità di montaggio su profilati esistenti | Rumorosità meccanica allo scatto di apertura |
| Motorizzata per porte blindate | Pistoni a mandate multiple con motoriduttore | Porte d’ingresso residenziali, caveau, uffici direzionali | Massima sicurezza passiva e chiusura automatica totale | Costo elevato e complessità del passaggio cavi |
| Incontro elettrico a incasso | Aletta basculante inserita nel montante fisso | Portoncini in alluminio, porte interne in legno | Completamente invisibile con anta chiusa | Tiene bloccato solo lo scrocco, non i catenacci |
| Elettromagnete a ventosa | Forza magnetica continua da 300 a 600 kg | Varchi tagliafuoco, porte in vetro, accessi industriali | Nessuna parte meccanica soggetta a usura da attrito | Alimentazione continua obbligatoria (Fail-Safe) |
Oltre alla sagoma e alla modalità di montaggio, c’è una differenza fondamentale nel modo in cui il serramento viene protetto. Un conto è limitarsi a gestire lo scrocco, ossia il dente triangolare che serve a mantenere accostato il battente quando chiudi la porta senza dare i giri di chiave; un altro è muovere i catenacci rettangolari o i rostri cilindrici in acciaio che penetrano nel telaio per svariati centimetri. Se un incontro elettrico da pochi euro si limita a sbloccare l’aletta per fare entrare l’ospite che suona al citofono, una vera serratura di sicurezza motorizzata rimette in sicurezza l’abitazione lanciando tutte le mandate ogni volta che la porta si chiude.
Questa distinzione tecnica incide direttamente sulla vulnerabilità del serramento. Una porta protetta dal solo scrocco a molla può essere forzata facilmente dall’esterno attraverso l’inserimento di una semplice lastra di plastica rigida o di una lamina di metallo flessibile infilata tra battente e montante. Le serrature motorizzate di ultima generazione eliminano alla radice questa debolezza: integrano un sensore magnetico a scomparsa nel telaio che rileva quando l’anta è in battuta perfetta e aziona automaticamente il motoriduttore, bloccando la porta con una resistenza fisica equivalente a quella di una mandata manuale a tre o quattro mandate.
Come funzionano le serrature elettriche per porte blindate?
La porta blindata rappresenta l’argine principale contro i tentativi di effrazione residenziale, e la tendenza moderna è quella di sostituire la tradizionale serratura a trascinamento meccanico con corpi meccatronici integrati. In passato, per chiudere a chiave una porta blindata dovevi necessariamente ricordarti di estrarre la chiave dalla tasca, infilarla nel cilindro ed effettuare due o tre giri completi. Questa procedura richiedeva tempo e spesso veniva tralasciata durante le uscite veloci da casa o la sera prima di coricarsi, lasciando la porta protetta dal solo scrocco e riducendo a zero l’efficacia del serramento blindato contro i ladri specializzati.
L’installazione di una serratura elettrica motorizzata per porte blindate trasforma l’accesso in un sistema reattivo e intelligente. Al centro del sistema c’è un modulo meccanico con ingranaggi in acciaio alloggiato all’interno della scocca della porta, collegato alle aste telescopiche che gestiscono i deviatori alti e bassi. Quando accosti il battente fino a farlo toccare contro la guarnizione perimetrale, un contatto magnetico miniaturizzato (detto contatto REED) invia un segnale di via libera alla centralina elettronica, la quale eroga corrente al motore per spingere i pistoni d’acciaio nelle rispettive sedi all’interno della muratura in meno di due secondi.
Ecco le caratteristiche distintive di una serratura motorizzata per porte blindate:
- Espulsione motorizzata immediata dei rostri: per garantire la tenuta antieffrazione completa ogni singola volta che la porta viene accostata.
- Preservazione del cilindro europeo di backup: alloggiato dietro un defender corazzato antitrapano e antistrappo per consentire l’apertura manuale con chiave fisica in caso di guasto.
- Doppia sorgente di alimentazione: basata sul collegamento alla rete a 220V tramite trasformatore abbinato a un pacco batterie tampone ricaricabili al litio inserito a bordo della porta.
- Interfaccia per trasponder e smartphone: con connettività Bluetooth Low Energy o protocolli radio cifrati per autorizzare l’accesso senza contatto.
Dal punto di vista della classe antieffrazione, l’aggiunta della componente elettrica non indebolisce la certificazione della porta. Le serrature elettriche certificate per porte blindate rispettano i criteri costruttivi delle Classi 3 e 4 secondo la normativa antintrusione UNI EN 1627 sul portale UNI, garantendo che i perni resistano a carichi assiali superiori a 1.000 kg prima di subire cedimenti strutturali. Il motore interno è dotato di una frizione disinnestabile, in qualsiasi momento, infilando la propria chiave master nel cilindro esterno o ruotando la manopola interna, si riprende il controllo meccanico prioritario, scavalcando la parte elettrica in caso di batterie esaurite o cortocircuiti accidentali.
Per portare l’alimentazione dalla parete fissa al battente mobile senza lasciare fili scoperti esposti a tagli o manomissioni si utilizza un passacavo a molla flessibile in acciaio armonico oppure una coppia di contatti striscianti a molla incassati nel profilo. All’interno della casa, il sistema può essere integrato con un pulsante a muro posizionato all’ingresso o interfacciato con l’impianto di domotica generale, permettendo di verificare in qualsiasi istante dallo schermo del telefono se la porta di casa è completamente chiusa con le mandate o se è rimasta semplicemente appoggiata.
Come scegliere una serratura elettrica per cancello pedonale e carrabile?
I cancelli esterni e i portoncini carrai in ferro lavorano in condizioni ambientali nettamente più gravose rispetto alle porte da interno. Sono esposti a piogge torrenziali, gelate invernali, polvere sollevata dalla strada e all’irraggiamento solare diretto che in estate porta la lamiera a raggiungere temperature superficiali superiori ai 60 gradi. Inoltre, un cancello in metallo è soggetto a costanti micro-deformazioni strutturali. Con il variare delle stagioni, il ferro e i montanti dei pilastri si dilatano o si restringono di diversi millimetri, e il vento forte applica una spinta orizzontale perenne sull’anta mobile.
Se la serratura non è stata concepita appositamente per compensare questi giochi meccanici, il dente di chiusura rischia di incastrarsi nella controbocchetta, impedendo alla bobina interna di scattare quando qualcuno suona al citofono.
Le elettroserrature per cancelli impiegano scrocchi a cuneo basculante o a doppio rullo rotativo regolabili in profondità, in grado di agganciarsi saldamente anche se l’anta si abbassa o si disallinea leggermente nel corso degli anni per l’usura dei cardini.
Gli elementi costruttivi fondamentali per un’elettroserratura da cancello includono:
- Cassa esterna in acciaio zincato o trattato con polveri epossidiche: per impedire la formazione di ruggine passante causata dall’umidità e dalle intemperie.
- Grado di protezione perimetrale contro liquidi e corpi solidi: certificato con codice IP almeno equivalente a IP44 o superiore per proteggere le parti elettriche interne.
- Scrocco con sgancio a cursore registrabile: per allineare l’aggancio millimetrico tra anta e controbocchetta compensando le dilatazioni termiche estive e invernali.
- Bobina a doppio avvolgimento a 12 volt: calibrata per sopportare cadute di tensione lungo le tratte lunghe di cavo che separano il cancello dal quadro elettrico dell’abitazione.
La maggior parte dei modelli per cancello funziona a 12V in corrente alternata (AC), sfruttando direttamente l’uscita a due fili del comune trasformatore citofonico. Per evitare problemi di mancato sgancio lungo percorsi interrati superiori ai 20 o 30 metri, è opportuno verificare che la sezione dei conduttori in rame sia generosa (almeno 1,5 mm quadri) per azzerare le dispersioni di linea che indebolirebbero l’attrazione elettromagnetica della bobina.
Molti modelli per esterno integrano sul retro una piastra con pulsante meccanico rosso a pressione che consente a chi esce a piedi di aprire il cancelletto senza bisogno della chiave, ma deve essere disabilitato o coperto con un carter protettivo in lamiera se le sbarre del cancello sono sufficientemente larghe da permettere a un malintenzionato di infilare il braccio dall’esterno per premere il pulsante e aprirsi il passaggio.
Quando convengono le serrature elettriche con codice numerico e tastierino?
L’impiego dei tastierini numerici a codice (PIN) ha rivoluzionato la gestione degli accessi, superando definitivamente la schiavitù della consegna materiale delle chiavi. Chi possiede seconde case locate come affitti brevi, gestisce bed and breakfast diffusi o amministra uffici condivisi con collaboratori e fornitori esterni conosce bene i costi e i rischi della gestione tradizionale, ovvero, chiavi smarrite da rifare, orari di arrivo degli ospiti imprevedibili che costringono ad attese estenuanti per il check-in e il timore costante che qualcuno realizzi un duplicato non autorizzato della chiave da usare in futuro.
Una serratura elettrica con codice risolve questi problemi trasformando una sequenza numerica memorizzata nella credenziale d’accesso. Il proprietario o l’amministratore dell’immobile non deve far altro che generare un codice sul proprio computer o sullo smartphone e inviarlo all’ospite tramite messaggio o email prima del viaggio. Il sistema permette di programmare codici con validità temporale personalizzata, la combinazione inizia a funzionare esattamente all’orario concordato per il check-in e scade automaticamente all’orario del check-out, disabilitando l’ingresso senza bisogno di interventi manuali sul posto.
I punti di forza tecnologici delle chiusure controllate da tastierino:
- Pannelli a sfioramento o con tasti meccanici retroilluminati: costruiti con leghe metalliche antivandalo e resistenti all’usura dei numeri per non lasciare impronte visibili.
- Generazione di codici dinamici sincronizzati tramite algoritmo: che funzionano anche in assenza di connessione internet Wi-Fi a bordo della serratura.
- Archiviazione interna dello storico cronologico degli accessi: per sapere esattamente l’ora e il minuto in cui ciascun utente ha sbloccato la porta.
- Sistemi di allarme anti-manomissione (Tamper): che bloccano il tastierino ed emettono segnali acustici se vengono inserite sequenze errate per più di tre volte consecutive.
I tastierini numerici possono essere cablati a filo verso una serratura elettrica tradizionale a incasso oppure presentarsi come unità autonome a batteria (Smart Lock) installate direttamente a ridosso della maniglia della porta. Le versioni più pratiche per le strutture ricettive utilizzano algoritmi crittografici simili a quelli dei token bancari. L’applicazione sul telefono genera codici temporanei validi per due giorni o una settimana basandosi sull’orologio interno del microprocessore, senza richiedere che la serratura sia costantemente collegata alla rete internet dell’appartamento.
Quando però si decide di collegare il tastierino o la serratura smart alla rete wireless per gestire aperture da remoto e integrare l’impianto con assistenti vocali e scenari di benvenuto, la sicurezza fisica della porta finisce per dipendere direttamente dalla stabilità dell’infrastruttura informatica domestica. In questi casi diventa fondamentale sapere come proteggere la tua rete domotica da hacker e intrusioni per isolare i dispositivi di sicurezza su una rete Wi-Fi dedicata (VLAN perimetrale), impostare password robuste ed evitare che una falla nel router o in una telecamera economica possa dare a terzi il controllo del varco principale di casa.
Oltre ai tasti numerici, molti dispositivi combinano il codice con un lettore di tessere a radiofrequenza (badge RFID) o con lettori biometrici di impronte digitali. Questa versatilità permette di differenziare i privilegi d’ingresso: gli ospiti usano il codice numerico a tempo per la loro vacanza, mentre il personale di pulizia o manutenzione può utilizzare un badge personale programmato per funzionare solo in specifiche fasce orarie settimanali, azzerando qualsiasi rischio di ingressi non autorizzati fuori servizio.
Dove si utilizzano le serrature a incasso e gli incontri elettrici a scomparsa?
Quando l’esigenza primaria è mantenere intatta l’estetica della porta senza installare ingombranti scatolati metallici o tastiere a vista, la soluzione d’elezione è la chiusura elettrica a incasso. In questa categoria rientrano due famiglie distinte di dispositivi: gli incontri elettrici (detti anche apriporta da telaio) e le elettroserrature complete da infilare all’interno del montante della porta. Sono i meccanismi invisibili che consentono di sbloccare con discrezione gli ingressi di studi notarili, studi medici, palazzine residenziali moderne e varchi interni di uffici open space.
L’incontro elettrico è un congegno estremamente compatto che non si monta sul battente mobile della porta, ma viene inserito a filo all’interno del telaio fisso, proprio nella posizione in cui va a battere lo scrocco della normale serratura meccanica già presente. Quando la bobina riceve tensione, l’aletta frontale di ritegno si sblocca e ruota su se stessa verso l’interno, permettendo al dente della porta di uscire anche senza abbassare la maniglia: basta una lieve spinta sulla porta per aprirla.
Le varianti operative più diffuse tra le soluzioni a incasso comprendono:
- Incontri elettrici con dispositivo di sblocco a memoria meccanica: che mantengono libera la porta dopo un singolo impulso elettrico finché il battente non viene aperto e richiuso.
- Alette basculanti radiali a scomparsa totale: progettate per ruotare su un asse interno riducendo la necessità di asportare materiale dallo stipite in legno o alluminio.
- Elettropistoni lineari di tenuta a caduta: cilindri a scomparsa che scendono dal traverso superiore del telaio penetrando direttamente nella testa dell’anta.
- Leva di sblocco manuale permanente (fermo a giorno): un piccolo interruttore meccanico integrato che consente di lasciare la porta sempre aperta e libera durante gli orari di ricevimento al pubblico.
Il vantaggio principale dell’incontro elettrico sta nella semplicità ed economicità di posa. Poiché il cablaggio elettrico rimane interamente confinato dentro il montante fisso della parete, non è necessario forare la porta o installare passacavi a molla tra anta e stipite. I fili scendono direttamente all’interno della canalina muraria fino al centralino o al pulsante di sblocco. Inoltre, la maniglia e la chiave originale della porta continuano a svolgere la loro normale funzione meccanica per chiudere il serramento a mandate complete a fine giornata.
Per gli ingressi in vetro temperato tipici dei locali commerciali o per le porte pesanti ad alto passaggio si impiegano invece gli elettropistoni a incasso. Questi componenti montano al loro interno un sensore che rileva l’allineamento perfetto tra telaio e porta: solo quando l’anta è immobile e perfettamente chiusa il motore fa fuoriuscire un perno cilindrico in acciaio temprato da 12 o 16 millimetri di diametro che penetra nella bocchetta sottostante. Il risultato è una chiusura di altissima rigidità, resistente alla torsione e completamente invisibile agli occhi di chi attraversa la soglia.
Quali sono le migliori marche di serrature elettriche e i prezzi di riferimento?
L’Italia vanta una tradizione manifatturiera di primo piano in questo comparto, con marchi che hanno definito gli standard dimensionali e di cablaggio adottati in tutta Europa, quelli di maggior rilievo sono:
- Cisa (gruppo Allegion): punto di riferimento per le elettroserrature da applicare per cancelli in ferro (celebre la serie Elettrika con scrocco a gancio rotante) e incontri elettrici industriali.
- Mottura Serrature di Sicurezza: leader indiscusso nelle serrature motorizzate elettroniche per porte blindate di alta gamma (serie X-Technology e X-Nova) ad altissima resistenza antieffrazione.
- Iseo Serrature (Iseo Ultimate Access): specializzata in soluzioni meccatroniche, maniglioni antipanico elettrici ed elettroserrature da infilare per profilati stretti in alluminio e metallo.
- Viro: storico produttore bolognese focalizzato sulla sicurezza meccanica pesante, noto per le serrature elettriche rotative per cancelli carrabili, portoni sezionali e serrande.
- Yale (gruppo Assa Abloy): punto di riferimento sia nell’impiantistica tradizionale sia nei sistemi smart lock a codice e app per l’ospitalità e la casa intelligente.
La tabella riepiloga le fasce di prezzo medie sul mercato italiano, suddivise per categoria di prodotto, marchio tipico e livello di complessità dell’installazione:
| Categoria di prodotto | Brand di riferimento | Fascia di prezzo (solo materiale) | Costo medio di manodopera | Livello di complessità posa |
|---|---|---|---|---|
| Incontro elettrico per citofono | Iseo, Cisa, Dorcas | 25 € – 65 € | 50 € – 100 € | Bassa (sostituzione su telaio) |
| Elettroserratura per cancello | Cisa Elettrika, Viro V90 | 70 € – 160 € | 80 € – 150 € | Media (fissaggio e cablaggio 12V) |
| Serratura smart con tastierino | Yale Linus, Nuki, Tedee | 180 € – 380 € | 0 € – 80 € (fai-da-te frequente) | Bassa (a batteria senza cavi) |
| Elettropistone motorizzato | Iseo, Opera, Yli | 140 € – 320 € | 120 € – 200 € | Medio-alta (fresatura telaio) |
| Motorizzata per blindata completa | Mottura X-Nova, Cisa Domo | 550 € – 1.200 € | 250 € – 450 € | Alta (smontaggio pannello e posa aste) |
Il costo complessivo di un impianto elettrico dipende in larga misura dalle opere accessorie necessarie per portare la corrente al serramento. Se per un semplice incontro elettrico o per una serratura a batteria il montaggio richiede poco tempo e un cablaggio minimo, per una porta blindata motorizzata la manodopera di un fabbro o di un tecnico specializzato incide sensibilmente sul preventivo finale. È necessario infatti smontare il pannello di rivestimento interno della porta, collegare i rinvii delle aste di chiusura, inserire il passacavo flessibile tra telaio e stipite e predisporre un alimentatore con batteria tampone posizionato in una scatola di derivazione a parete.
Sul prezzo incide anche la presenza del cilindro meccanico di alta sicurezza a profilo europeo e del relativo defender protettivo. Nelle serrature per porte blindate e per cancelli, il corpo elettromeccanico viene spesso fornito privo del barilotto cifrato, risparmiare acquistando un corpo motore da centinaia di euro e abbinarlo a un cilindro economico da pochi euro vanifica completamente l’investimento, lasciando il varco esposto alle tecniche di scasso più diffuse come il picking, il bumping o la rottura per torsione del rotore.
FAQ – Domande frequenti
Quale voltaggio serve per alimentare una normale serratura elettrica?
La grande maggioranza dei modelli per cancelli e portoni lavora a 12 volt in corrente alternata (AC); i sistemi per porte blindate e gli elettropistoni operano invece solitamente a 12 o 24 volt in corrente continua (DC).
Si può trasformare una porta tradizionale in elettrica senza sostituirla?
Sì, puoi installare un incontro elettrico nello stipite fisso per abilitare l’apertura a citofono oppure montare un dispositivo smart lock motorizzato sopra il cilindro europeo esistente all’interno.
Le serrature elettriche si possono lubrificare con olio spray comune?
No, gli oli liquidi e i grassi densi trattengono polvere e sporcizia impastando i contatti elettrici e le molle; per la manutenzione bisogna impiegare esclusivamente spray secco a base di grafite o PTFE.
Cosa succede se le batterie della serratura smart con codice si scaricano?
I modelli a batteria avvisano con largo anticipo tramite segnali acustici e notifiche su smartphone; in caso di esaurimento totale si usa la chiave fisica di soccorso o una presa esterna di emergenza a 9V.
Una serratura elettrica aumenta il consumo sulla bolletta di casa?
L’assorbimento è trascurabile: i modelli a solenoide assorbono corrente solo per la frazione di secondo in cui premi il pulsante, con un consumo annuo stimabile in pochi centesimi di kilowattora.



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