Ventilazione meccanica controllata e umidità: facciamo attenzione !

Ventilazione meccanica controllata e umidità: no muffa ma attenzione !

Una casa moderna ha una grande efficienza termica abbinata con il ricambio dell’aria mediante ventilazione meccanica controllata (VMC): d’estate come d’inverno occorre un po’ di attenzione alla relazione tra ventilazione meccanica controllata e umidità. La ventilazione meccanica controllata decentralizzata può diventare una arma efficace per combattere il problema della muffa nella vostra abitazione.

Ventilazione meccanica controllata

Per partire vi consiglio di leggere Ventilazione meccanica controllata: opinioni, pro e contro, decentralizzata ?

Le scelte progettuali considerate ormai “obbligate” per una casa efficiente per il riscaldamento invernale e la climatizzazione estiva sono le seguenti:

  • ottimo isolamento invernale dell’involucro che consente di risparmiare sul riscaldamento
  • ventilazione meccanica controllata con recupero di calore per garantire l’opportuno ricambio d’aria senza “mai” aprire le finestre (e quindi risparmiare sul riscaldamento)
  • involucro con massa/inerzia elevata al fine di ritardare il più possibile la penetrazione del caldo (e quindi risparmiare sulla climatizzazione estiva)

Se hai qualche dubbio su cosa respiri in casa puoi leggere come Misurare qualità aria casa con sensori qualità aria casa.

Il risultato, oltre al risparmio garantito, e’ l’elevato comfort in tutte le stagioni dell’anno. Questo risultato può essere raggiunto anche in una casa esistente installando un impianto di ventilazione meccanica controllata decentralizzata.

C’e’ pero’ un piccolo “dettaglio” che non deve essere dimenticato: il diagramma di Carrier.

Questo dettaglio può venirci in aiuto per l’inverno ma deve essere preso in considerazione durante la stagione estiva.

Ventilazione meccanica controllata e umidità teoria

In una casa con ventilazione meccanica controllata sempre attiva, il diagramma di Carrier ci dice semplicemente che la differenza di umidità relativa tra interno ed esterno e’ direttamente proporzionale alla differenza di temperatura tra esterno ed interno.

Ho provato a sfruttare la massa enorme di dati misurati nella mia casa in cui e’ installata una Unita’ Trattamento Aria VMC Italia LET 50-25 DC, utilizzata di fatto come impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore centralizzata sempre acceso.

Rappresentando ed interpolando temperatura ed umidità interne ed esterne nel periodo 05 settembre 2014 – 7 luglio 2015 otteniamo esattamente questo grafico:

Ventilazione meccanica e umidità

Detto in altre parole, maggiore e’ il salto termico, maggiore e’ la differenza di umidità.

Ventilazione meccanica controllata e umidità in inverno

Applichiamo praticamente il risultato ottenuto precedentemente ad una situazione tipica di freddo invernale:

  • Temperatura esterna = 3 ºC
  • Temperatura interna = 20 ºC
  • Umidità relativa esterna = 81 %

Da cui:

  • Umidità relativa interna = 41 %

In sostanza questo ci dice che in inverno la ventilazione meccanica controllata tende ad “asciugare” l’ambiente interno rispetto a quello esterno.

Nel caso di una nuova abitazione questo comportamento può portare alla necessita’ di un umidificatore per evitare un’aria troppo secca.

Questa caratteristica diventa invece una eccellente opportunità per risolvere problemi di muffa ed umidità !

Ventilazione meccanica controllata e muffa

La prima causa del problema di muffa e umidità nelle abitazioni è proprio l’assenza di un corretto ricircolo dell’aria e la conseguente incapacità di eliminare condensa dei vapori ed umidità.

Il problema della muffa può presentarsi sia nelle case di nuova costruzione, caratterizzate da un elevato isolamento termico, che in quelle meno recenti dove è facile trovare problemi di condensa.

La ventilazione meccanica controllata con recupero di calore è proprio ciò che serve per combattere efficacemente il problema della muffa in casa. Si tratta di una tecnologia semplice e pulita che contribuisce a creare un microclima sano in tutta la casa unendo comfort abitativo, protezione della struttura dell’edificio ed efficienza energetica. Gli impianti di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore controllano il ricambio d’aria in casa in modo da avere un ricircolo continuo e misurato senza dover aprire le finestre ed evitando inutili dispersioni di calore.

Ventilazione meccanica controllata decentralizzata

Una unita’ di ventilazione meccanica controllata decentralizzata è la soluzione ottimale in casi di interventi di ristrutturazione, costruzione ex-novo oppure si voglia semplicemente migliorare la salubrità degli ambienti interni.

Il ricambio costante dell’aria previene la formazione di muffe, favorendo l’eliminazione degli inquinanti interni, allergeni e COsenza dispersione di calore, ovvero, contribuendo al risparmio energetico.

L’installazione della ventilazione meccanica controllata decentralizzata può avvenire in una singola stanza oppure in più ambienti con più unita’ che lavorano insieme.

La maggior parte dei modelli di unita’ di ventilazione meccanica controllata decentralizzata e’ costituita da:

  • ventilazione assiale ad alta efficienza
  • scambiatore di calore ceramico ad alto rendimento
  • filtro a bassa perdita di carico
  • elettronica di controllo

Ventilazione meccanica controllata decentralizzata

Il funzionamento dell’unita’ di ventilazione meccanica decentralizzata e’ il seguente:

  • l’aria interna viziata e calda viene espulsa all’esterno attraversando lo scambiatore di calore posto all’interno dell’apparecchio
  • lo scambiatore di calore conseguenza si riscalda e immagazzina il calore che altrimenti andrebbe perso
  • dopo un breve intervallo di tempo, l’apparecchio inverte la direzione del flusso di modo che l’aria fredda all’esterno possa scaldarsi passando attraverso l’accumulatore ceramico
  • il ciclo ricomincia

La frequenza del ciclo di immissione/estrazione viene stabilito in base alle condizioni termiche:

  • se la differenza di temperatura tra interno ed esterno è elevata, per garantire il rendimento termico, il tempo ciclo deve essere il minore possibile
  • quando la differenza di temperatura è prossima allo zero, il ciclo deve durare il più possibile

Ci sono anche soluzioni di ventilazione meccanica controllata decentralizzata in cui, pur garantendo dimensioni limitate, il recupero di calore avviene in continuo:

ventilazione meccanica controllata decentralizzata

L’installazione di una unita’ di ventilazione meccanica controllata decentralizzata risulta essere relativamente poco invasiva e discretamente semplice:

ventilazione meccanica controllata decentralizzata

 

Il ricambio d’aria necessario per una stanza di 25 m² di un appartamento e’ di circa 30 m³/ora (ricambio del 50% del volume d’aria ogni ora).

Per facilitarvi ho identificato alcune soluzioni di ventilazione meccanica controllata decentralizzata con recupero di calore che potrebbero fare al caso vostro come alternativa molto più efficiente di un semplice estrattore per bagno.

Ventilazione meccanica controllata e umidità in estate

Quando dobbiamo combattere il caldo estivo, magari utilizzando il raffrescamento a pavimento anziché il classico climatizzatore, con la presenza di ventilazione meccanica controllata (VMC) ci sono alcuni punti di attenzione.

Nel caso del caldo umido estivo con i valori medi di inizio luglio:

  • Temperatura esterna = 29,3 ºC
  • Temperatura interna = 24,6 ºC
  • Umidità relativa esterna = 66 %

Da cui:

  • Umidità relativa interna = 83 %

In sostanza col caldo estivo la ventilazione meccanica controllata (VMC) tende a “tirare dentro” umidità dall’esterno (in misura tanto maggiore quanto più grande e’ la differenza di temperatura tra esterno ed interno).

Quindi, utilizzando la ventilazione meccanica controllata (VMC), in estate potrebbe servire un bel deumidificatore !!!

Questa conclusione e’ indipendente dal sistema utilizzato per raffrescare: nel caso di utilizzo del pavimento radiante si aggiunge all’esigenza di gestire il rischio di condensa superficiale mediante un deumidificatore.

Nel mio caso specifico e’ sempre la VMC Italia LET 50-25 DC, ad operare anche come deumidificatore: in effetti si tratta di una unita’ trattamento aria (UTA).

Ventilazione meccanica controllata e umidità

Un esempio concreto della relazione tra ventilazione meccanica controllata e umidità l’ho vissuto lunedì scorso (picco della calura africana):

Ventilazione meccanica e umidità

In sostanza alle 11 di mattina la de-umidifica e’ andata in blocco (vedi la potenza assorbita dalla UTA). Poiché la chiamata alla moglie non ha sortito effetti per farla riavviare (oppure spegnere la ventilazione meccanica controllata), l’umidità interna e’ inesorabilmente salita a quanto il diagramma di Carrier prevede.

Meditate gente meditate: ventilazione meccanica e umidità !

Soprattutto se abitate in pianura padana. Ma non solo !

La ventilazione meccanica controllata e’ una ottima opportunità in inverno per garantire il ricambio dell’aria risparmiando; la ventilazione meccanica controllata decentralizzata potrebbe risolvere i problemi di muffa nella vostra abitazione esistente; in estate perfetta per avere aria fresca e pulita ma va gestita con attenzione l’umidità.

Ventilazione meccanica controllata e umidità: no muffa ma attenzione ! ultima modifica: 2015-07-08T16:25:00+00:00 da La mia Casa Elettrica
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30 pensieri su “Ventilazione meccanica controllata e umidità: no muffa ma attenzione !

  1. Massimiliano mura

    Ciao Emiliano, è un vero piacere scoprire che il gran lavoro da te fatto nel forum CE non è andato a ramengo ma ha preso soltanto un’altra “direzione”: ultimamente sono stato assente dal forum (avevo giusto un matrimonio a cui presenziare come coprotagonista..) quindi non ho ben compreso il motivo del “dramma”, anche se era evidente che ultimamente si viaggiasse “col coltello tra identi”..peccato, quel forum ha perso molto senza di te, anche se son sicuro che tornerai, fosse solo per farti bannare ancora! 🙂
    Gran bell’articolo comunque, ho testato con mano giusto in questi giorni le problematiche da te evidenziate: avendo una VMC Zehnder senza deumidifica sono arrivato alla conclusione che sia meglio tenerla spenta di giorno (tutti assenti causa lavoro) e attivarla solo in notturna ove il Free Cooling garantisce un minimo di refrigerio.
    Non voglio però creare illusioni: il Free Cooling ben poco può in queste calde notti in quanto la differenza di temperatura tra interno ed esterno è troppo ridotta, mentre l’inerzia dell’abitazione è molto elevata rispetto ai volumi di ricambio coinvolti; indubbiamente, ladri permettendo, l’apertura delle finestre batte a mani basse il Free Cooling!
    Ps: spero che la famiglia si allarghi: EmilianoM, Irisplus, Serigor, Ingmaxim…

    Rispondi
  2. Matteo Castellani

    Per non so quale motivo (probabilmente mi è stato chiesto al momento della progettazione degli impianti di casa) ma la mia PdC è stata settata con funzioni unicamente di riscaldamento. Risultato: con queste temperature tropicali la HPSU e l’impianto radiante non mi servono proprio a nulla. Ora stavo prendendo in consierazione l’idea di installare i condizionatori standard (magari con inverter per scaldare nelle mezze stagioni quando l’impianto di riscaldamento è fermo), ma leggendo post vari mi avete messo la pulce nell’orecchio e vorrei valutare se è possibile tornare indietro e (sbloccando le funzioni del sw relative al raffrescamento) utilizzare la HPSU anche per raffreddare. Premetto che non ho a disposizione una VMC per il ricircolo dell’aria (un anno fa mi ero spaventato sia per gli alti costi sia per l’idea di avere bocchettoni e tubi in giro x tutta casa), so che il grande problema è la condensa che si può venire a formare a livello di pavimento (durante tutte le valutazioni il termotecnico mi disse che se intendevo raffreddare doveva predisporre dei deumidificatori in giro per casa).
    Utilizzare la HPSU per raffreddare senza VMC è così impossibile? Anche dotandosi di deumidificatori tipo il Tasciugo delonghi è infattibile? mi sapete dire qualcosa in più a riguardo?

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    1. La mia Casa Elettrica

      Diciamo che un de-umidificatore ti serve quasi sicuramente. Non penso che un tiasciugo possa bastare. La VMC fa invece un altro lavoro.
      Occorrerebbe fare una stima di quanta umidita’ dovrebbe smaltire nel tuo caso. Molto dipende dall’umidita’ esterna.

      Rispondi
  3. Andrea Lucchese

    Qualcuno avrebbe avuto la piscina in casa se non avesse avuto il de—–umidificatore.
    Igor può benissimo farne a meno, Emiliano e io no !
    Raffresscare e avere t di 25° con soglie dell’ 80% di umidità interne non è comfort ( parlo x me )
    Io confermo, …. casa mia necessita di vmc e di deumidificatore con qualche accessorio.
    ……. forse è troppo a tenuta d’aria.
    Una “scoreggia” resta per delle ore 🙂

    Rispondi
  4. Massimiliano mura

    Due le soluzioni a mio parere:
    1) UTA
    2) 🙂 Trasferire l’intera abitazione in qualsiasi luogo che non sia.. la pianura padana! Scherzi a parte, vengo da una vacanza in Costa Rei e l’impatto con l’umidità padana è stato quasi traumatico: come ti diceva Andrea ancor prima che il fresco a tutti i costi occorre cercare innanzitutto di ridurre l’umidità per avere comfort.
    A tal proposito ho avuto occasione di testare in questi giorni un deumidificatore portatile: i volumi trattati sono molto bassi, quindi l’umidità dell’intera abitazione non subisce sigificative variazioni se non forse giusto nella stanza in cui è ubicato il dispositivo. Quello che invece si percepisce in maniera molto evidente e fasidiosa è il calore generato, non essendo lo stesso dotato di tubo esterno: l’aria generata dal dispositivo esce deumidificata ma anche leggermente riscaldata e questo in estate è un forte limite; a mio parere il suo utilizzo è confinato unicamente al periodo autunno/invernale e giusto per trattare una singola stanza particolarmente umida (es. cantina).

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  5. parolin88

    Ciao Emiliano!

    Secondo l’esperienza che hai maturato con il monitoraggio del tuo impianto. Su una casa da 450metri cubi di volume d’aria (180mq con altezza media di 2,5m)…sita in provincia di Padova…una vmc zehnder comfortair 350 abbinata al deumidificatore zehnder comfortdew 350 possono esser sufficienti per garantire la giusta deumidificazione (quindi tenere livelli attorno al 50/60% di umidità relativa) abbinati al sistema di raffrescamento radiante a pavimento considerando di non mandare mai acqua in mandata a temperature inferiore ai 18°C?

    Rispondi
  6. Marco Rampon

    Salve sig. Emiliano,
    intanto grazie per gli innumerevoli consigli, vorrei se possibile un consiglio per l’acquisto di una vmc, in quanto ho un problema di muffa, in inverno regolarmente si forma e mi costringe a passare un prodotto a base di ammoniaca su praticamente tutta casa, anche io ho un HPSU compact a cui oltre il pavimento radiante ho abbinato 4 fan coil che uso esclusivamente d’estate per raffreddare e deumidificare sempre gestiti dalla Rotex, l’involucro è fatto con blocchetti termici da 35 più un doppio isolamento del tetto, mi perde circa 2 gradi dalle 24 alle 7 la notte con pdc spenta. Lei pensa che con 3 vmc di quelle “autonome” cioè singole non centralizzate, potrei risolvere? Può suggerirmene una?
    Grazie Mille
    Marco Rampon

    Rispondi
  7. Francesco Savelli

    Ciao Emiliano,
    da quello che ho capito utilizzi una VMC (o UTA) che ricambia aria e ti consente di deumidificare quando ne hai bisogno. Potrei gentilmente avere qualche info tecnica in più sul tuo impianto (marca, modello ecc..)? O lo trovo in qualche articolo? grazie mille in anticipo!

    Rispondi
    1. La mia Casa Elettrica

      Quella e’ la base di una qualsiasi VMC con recupero di calore per evitare:
      – in inverno di “buttare fuori” calore
      – in estate di “tirare dentro” calore
      Per risolvere il problema bisogna inevitabilmente intervenire “attivamente” sul tasso di umidità dell’aria.
      Oppure “chiudere” il flusso.

      Rispondi
  8. Davide Toffetti

    Ma essendo quindi lo sbalzo termico poco elevato non dovrebbe formarsi molta umidità, no? Comunque avendo gli split del condizionamento in ogni stanza dove sono presenti le bocchette del VMC la soluzione può essre quella di far funzionare gli split in modalità deumidificazione?

    Rispondi
  9. La mia Casa Elettrica

    L’umidità dipende in primis da quella esterna (e quindi dove abiti). Il salto termico può amplificarla. Sicuramente con gli split puoi risolvere il problema (assumendo che non siano sottodimensionati).

    Rispondi
  10. Manolita Fiore

    Ciao a tutti vi porto la mia esperieza o evoluzione energetica. Più che casa elettrica direi casa solare.
    Dal settembre 2008, di anno in anno, ho riqualificato enertgeticamente un colabrodo anni 60, con cappotto in polisterolo di 4 cm, 12 cm di lana di roccia in tutta la soffitta, fv da 5,4 kWp a sud (giu 2009), pompa di calore Daikin Altherma per acs a 45°C, climatizzazione invernale a pavimento radiante e estiva con 4 split, persiane in pvc (tutto nel giu 2009), caminetto e forno a legna poco usati (1,5q di legna all’anno) e chiusi quando non in uso, cappa piano cottura con scarico esterno (giu -sett 2009), infissi (giu 2012) e portoncino (dic 2015) in pvc basso emissivi, vmc puntuale con recupero di calore ceramico (ott 2015).
    Mai avuto problemi di muffe, a da quando ho la vmc puntuale, d’inverno non apro più le finestre per il ricambio d’aria. Con la vmc non utilizzo più la curva climatica, ma temp fissa di mandata a 34°C. Ottengo così 21°C e la mattina min 19°C. Solo nei mesi freddi sotto la media per raggiungre 21°C ci vogliono 12ore a partire dalle 9 di mattina. In estate per raggiungere 24°C scarsi ci vogliono 8 ore e mezzo con gli anticicloni africani a partire dalle 10 di mattina (24°C-25°C). L’umidiotà in inverno è sotto il 50%.

    In estate l’umidità va dal 55 al 60% e si alza anche superando di poco il 60% quando tra le 14 e 15 faccio raffreddare anche il pavimetnto radiante solo per 2 max tre ore, alzando la temp di mandata da 8°C a 15°C, per evitare che condensi. Quando intorno alle 18:00 spengo tutto la % di umidità tende leggermente a diminuire. In questo modo, anche con gli anticicloni africani dormiamo a finestre chiuse. Si aprono solo la mattina o, se la temp esterna non è > di quella interna, verso le 23, sempre con persiane chiuse, solo le due del soggiorno e metto tutte e sei le vmc puntuali in estrazione; la mattina l’umidità può scendere tra il 50-55%. Durante il girono uno o due vmc in scambio e gli altri in estrazione.

    La casa di 144mqx3h è al primo piano con scala esterna, a tetto, esposta su tre lati, confinante a nord e al piano terra con locali non riscaldati. Abbiamo due bambini piccoli e abitiamo a Ponsacco (PI). A metà giornata alzo la temp dell’acs per fare la doccia la sera, questo sia in estate che in inverno. Gestisco la disinfezione una vola alla settimana quando c’è potenza fv.
    Risultato: autoconsumo tra il 50-55%. Fabbisogno totale e complessivo di energia senza il fv di c.ca 5500kWh/anno. Con la vmc il prelievo Enel è sceso decisamente sotto il muro dei 3000kWh/anno, e niente gas.
    Ciao e grazie a tutti.
    Giacomo Brogi

    Rispondi
    1. Mirco Molinari

      Selve,
      ho VMC Zehnder Comfo­air 350 da Maggio 2017 che conto di sfruttare al massimo quest’inverno.
      In quest’estate però ho sofferto parecch­io il caldo, cosa che m’ha portato ad in­stallare un condizio­natore a parte. Il free cooling m’aspett­avo meglio sincerame­nte, se non erro vie­ne attivato da un by­pass che fa uscire direttamente all’este­rno l’aria calda, by­passando lo scambiat­ore di calore e quindi evitando di reimmettere caldo.
      Secondo voi quando è tanto caldo, di gio­rno, spegnendo il ve­ntilatore che immette l’aria posso trarre benefici? O addiri­ttura è bene spegnere tutto, anche al fi­ne di non rischiare di far immett­ere umidità?

      Rispondi
      1. La mia Casa Elettrica

        Ciao, la mia UTA non ha by-pass o crono-programmazione per lo spegnimento. Credo che potrebbe essere un’opportunità quella di limitarne il funzionamento in certi orari, per quanto limitati al fine di non perdere il beneficio del ricambio continuo dell’aria.

        Rispondi
  11. Paolo

    Buongiorno, seguo il blog da tempo, ho un a casa in legno con pompa di calore HPSU 516 e VMC Zehnder 350, ora vorrei fare la modifica mettendo una batteria di post-riscaldamento alimentato con l’acqua del riscaldamento/raffreddamento a pavimento così da riuscire ipoteticamente a scaldare dei locali in cui non abbiamo il riscaldamento e a mitigare meglio l’aria della vmc che in questo periodo(inverno) mi butta aria in casa a 14-15°C facendomi di conseguenza partire il riscaldamento.

    Il mio dubbio è: ha senso spendere €1300 per la batteria considerando che ho l’acqua a 30-35°C in inverno e 17°C in estate? Sarà sufficiente per alzare/abbassare di 4-5°C l’aria della vmc?

    Grazie a tutti per la risposta

    Rispondi
    1. La mia Casa Elettrica Autore articolo

      Ciao Paolo,

      purtroppo non riesco ad aiutarti direttamente.
      Sicuramente bisogna valutare se la potenza termica che potrebbe dare la batteria sia sufficiente per il fabbisogno mancante.
      Sono scettico che comunque possa assicurarti il comfort necessario in alcune stanze prive di riscaldamento.
      Mi pare una situazione di comfort molto poco equilibrata.

      Rispondi
  12. Giacomo Brogi

    Dall’ottobre 2015, come già scritto, ho messo sei vmc puntuali con recupero di calore e a inversione di flusso, e pur tenendo in pieno inverno e piena estate tutto chiuso, non abbiamo mai sentito il benché minimo bisogno di aprire le finestre per ricambiare l’aria viziata. Di conseguenza l’autoconsumo da fv è salito dal 41% al 50-55%.
    Servono a ricambiare l’aria per tutta la casa e le imposto in maniera alternata, quando tre immettono le altre tre estraggono l’aria.

    Rispondi
  13. Cristina

    Buongiorno a tutti. Vorrei cortesemente un consiglio visto che siamo in procinto di riqualificare il ns. appartamento. Trattasi di appartamento di circa 70 mq h.2,70 a Ferrara (umidità alle stelle!). Essendo in un condominio degli anni 60 costruito in pietra piena tot.30 cm, faremo un cappotto termico di 12 cm per risolvere (spero) i ponti termici che mi causano muffa sulle pareti esterne a nord-est che per altro sono le due camere da letto ed il bagno. Da anni ho notato che l’umidità del bagno e della cucina si vanno proprio ad annidare negli angoli delle pareti esterne delle due camere da letto e nulla ha fermato la formazione della muffa. Ora speriamo con il cappotto ma molti mi hanno suggerito di installare la VMC (sono all’ultimo piano e posso passare con i tubi in soffitta senza distruggere casa) e che questo avrebbe risolto il problema dell’umidità in casa e della muffa. Premetto che io apro molto le finestre per fare ricambio di aria ma evidentemente non è sufficiente. Leggo qui i vostri commenti e mi pare di capire che essendo io in Pianura Padana, non risolverò con questo i miei problemi. Scusate le lungaggini ma non saprei che strada prendere se non affidarmi ad un termotecnico ma rimane comunque il fatto che non vorrei buttare dalla finestra più di 4000 euro e non risolvere i miei problemi. Poi mi hanno suggerito varie marche da Zhender a Aldes, a Eco Air System. Grazie per chi vorrà darmi suggerimenti. Buona giornata.

    Rispondi
    1. La mia Casa Elettrica Autore articolo

      Ciao Cristina,
      per la mia esperienza personale, surrogata dai dati messi in questo articolo, la ventilazione meccanica controllata e’ un’arma eccezionale contro la muffa.
      Se oltretutto la abbinerai ad un cappotto termico che dovrebbe eliminare i punti più freddi sulla parete ritengo sarai a posto.
      Non sottovalutare il comfort superiore che otterrai. Per limitare la spesa, essendo la tua una casa esistente, potresti pensare ad una soluzione di ventilazione meccanica controllata decentralizzata. Per quanto riguarda le marche hai citato ottimi nomi. Aggiungerei VMC Italia con cui mi trovo bene.

      Rispondi
  14. Giacomo Brogi

    Cappotto e vmc puntuale distruggeranno ogni formazione di muffa. Siccome sei all’ultimo piano pensa bene a coibentare la soffitta almeno con lana di roccia da 10cm o meglio con due strati. Perché di sicuro è un notevole ponte termico. Le soffitte delle costruzioni anni ’60 sono generalmente a tavella sottilissima. Un altro consiglio che posso darti, è che se fosse possibile sarebbe bene incappottare anche il sotto gronda. Nelle abitazioni anni ’60 di sicuro la gronda è in laterizio, che è molto meglio del cemento armato; un eccezionale autostrada termica, delle costruzioni anni ’80, e ’90, che i costruttori perpetuano ancora oggi!

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