La pompa di calore funziona sotto zero? Fino a che temperatura esterna conviene

Temperatura limite di funzionamento pompa di calore

Se pensate di usare la pompa di calore come unica fonte di riscaldamento ed avete qualche dubbio, questo articolo vi toglierà tutti i dubbi se la pompa di calore funziona sotto zero in inverno e scopriremo, numeri alla mano, fino a che temperatura esterna conviene la pompa di calore. Con un dimensionamento corretto, anche in presenza di temperatura minima esterna, possiamo stare certi di non rimanere mai al freddo!

Se sei interessato ad un metodo semplice per verificare il corretto dimensionamento della tua pompa di calore puoi leggere il mio articolo sul Dimensionamento pompa di calore.

Prestazioni e consumi pompa di calore in inverno con temperatura sotto zero

L’installazione di una pompa di calore come unico generatore del nostro impianto di riscaldamento si sta diffondendo sempre più, ma spesso tecnici conservatori con esperienza un po’ datata fanno ancora terrorismo psicologico spingendo per una caldaia a condensazione: la pompa di calore funziona sotto zero in inverno? Fino a che temperatura esterna conviene la pompa di calore?

Ci sono certamente alcuni punti attenzione che differenziano il funzionamento di una pompa di calore da quello di una caldaia di cui è meglio essere consapevoli per ottenere prestazioni e consumi ottimali durante le varie modalità di funzionamento (riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria) ma la pompa di calore funziona sotto zero!

In linea generale l’efficienza ottimale di una pompa di calore in inverno dipende dalla combinazione dei fattori seguenti:

  • temperatura esterna dell’aria
  • temperatura di mandata nell’acqua verso il sistema di distribuzione del calore
  • regime di carico, ovvero la potenza termica erogata effettivamente rispetto a quella massima possibile

Prendiamo come esempio concreto la mia pompa di calore Daikin HPSU Compact, ma le considerazioni fatte sono del tutto generalizzabili a qualsiasi produttore o modello.

La pompa di calore funziona sotto zero in inverno?

Per scoprire se una pompa di calore funziona sotto zero in inverno analizziamo i dati, relativi a riscaldamento e produzione ACS, tratti dal manuale della mia pompa di calore Daikin HPSU Compact e delle più recente Daikin Altherma 3 R e Daikin Altherma 3 H HT.

Grazie a questi dati comprenderemo come una pompa di calore funziona sotto zero in inverno grazie a:

  • unità esterna con compressore
  • resistenza elettrica integrativa interna

Ovviamente quando il funzionamento è integrato o garantito dalla resistenza elettrica interna il rendimento può abbassarsi molto: scopriremo anche fino a che temperatura esterna conviene la pompa di calore.

Pompa di calore in inverno

La temperatura esterna alla quale il compressore dell’unità esterna viene spento e resta attivo il solo il generatore integrativo è chiamata temperatura di cut-off della pompa di calore.

I dati reali ci dimostreranno chiaramente come la pompa di calore funziona sotto zero in inverno.

Riscaldamento con pompa di calore e temperatura sotto zero

Daikin HPSU Compact

Temperatura limite di funzionamento pompa di calore

Dove:

  • TA temperatura esterna dell’aria
  • LWC temperatura di mandata dell’acqua verso l’impianto di riscaldamento
  • B area di funzionamento mediante resistenza integrativa
  • D area di funzionamento con compressore unità esterna (se set-point T mandata ≥ 25 ºC)
  • E area di funzionamento mediante compressore unità esterna (se TA > -20 ºC) e resistenza integrativa in parallelo

Come vedete l’area in cui il riscaldamento è assicurato mediante il solo compressore, evidenziata in verde e giallo, copre temperature esterne davvero rigide per le nostre latitudini.

Nel caso di riscaldamento con la Daikin HPSU Compact la temperatura di cut-off della pompa di calore è di -20 ºC.

Daikin Altherma 3 R

Dove:

funzionamento con resistenza integrativa funzionamento con compressore unità esterna (se set-point T mandata ≥ 25 ºC)
funzionamento con compressore unità esterna (se TA > -25 ºC) e resistenza integrativa in parallelo funzionamento con compressore unità esterna (se set-point T mandata ≥ 55 ºC e salto termico = 10 ºC)

Nel caso di riscaldamento con la Daikin Altherma 3 R la temperatura di cut-off della pompa di calore è di -25 ºC.

Daikin Altherma 3 H HT

Dove:

funzionamento con resistenza integrativa funzionamento con compressore unità esterna (se set-point T mandata ≥ 20 ºC)
funzionamento con compressore unità esterna (se set-point T mandata ≥ 55 ºC e salto termico = 10 ºC)    

Nel caso di riscaldamento con la Daikin Altherma 3 H HT la temperatura di cut-off della pompa di calore è di -28 ºC.

Come si vede da questo diagramma l’unità esterna della Daikin Altherm 3 H HT è la più avanzata per lavorare con bassissime temperature esterne.

Produzione ACS con pompa di calore in inverno

Daikin HPSU Compact

Dove:

  • TA è la temperatura esterna dell’aria
  • TDHW è la temperatura di produzione dell’acqua calda sanitaria
  • B e C area di funzionamento mediante resistenza integrativa
  • E area di funzionamento mediante compressore unità esterna (se TA > -20 ºC) e resistenza integrativa in parallelo

Come vedete l’area di funzionamento garantita mediante il solo compressore, evidenziata in verde, copre temperature esterne davvero rigide per le nostre latitudini.

Daikin Altherma 3 R

Dove:

area di funzionamento mediante resistenza integrativa

Nel caso di produzione ACS con la Daikin Altherma 3 R la temperatura di cut-off della pompa di calore è di -25 ºC.

Daikin Altherma 3 H HT

Dove:

area di funzionamento mediante resistenza integrativa

Nel caso di produzione ACS con la Daikin Altherma 3 H HT la temperatura di cut-off della pompa di calore è di -28 ºC.

La pompa di calore funziona sotto zero in inverno!

I riportati sopra ci dicono in estrema sintesi che una pompa di calore funziona sotto zero in inverno senza alcun problema:

  • il riscaldamento e la produzione di ACS funzionano col compressore dell’unità esterna fino ad una temperatura esterna sotto zero fino a -28 ºC; al di sotto continua a funzionare per quanto utilizzando una resistenza integrativa
  • la produzione di acqua calda sanitaria avviene con l’unità esterna fino ai 50 / 55 ºC; al di sopra esclusivamente con la resistenza integrativa

Per quanto abbiamo la certezza che la pompa di calore funziona sotto zero in inverno, cercate comunque di non abusare della resistenza elettrica di integrazione in modo da evitare consumi elettrici inattesi. Ricordate sempre che:

  • una resistenza elettrica ha efficienza pari ad 1, ovvero l’energia elettrica utilizzata si trasforma integralmente in energia termica
  • una pompa di calore ha una performance sempre superiore a 3: l’energia termica prodotta è tre volte superiore a quella elettrica consumata grazie al calore estratto dall’aria esterna

Direi che ora possiamo capire fino a che temperatura esterna conviene la pompa di calore.

Fino a che temperatura esterna conviene la pompa di calore: salto termico e regime di carico

Per quanto le pompe di calore ad inverter, sostanzialmente la totalità, assicurino di gestire condizioni di carico molto ampie per assicurare il massimo comfort durante tutto l’inverno, la performance non è uniforme in tutte le condizioni.

Come già anticipato, la performance di una pompa di calore dipende fondamentalmente da:

  • salto termico tra temperatura di mandata acqua calda e temperatura esterna aria: tanto è minore tanto maggiore sarà il rendimento della pompa di calore
  • regime di carico della pompa di calore, ovvero la potenza termica erogata rispetto alla potenza massima erogabile: avvicinandosi al pieno carico il rendimento si abbassa

Per ragionare sempre su dei dati concreti e non semplicemente sui concetti, nei due grafici seguenti ho elaborato i dati di targa da mia pompa di calore Daikin HPSU Compact rispetto alle variabili seguenti:

  • temperatura esterna di 2 °C e -2 °C
  • temperatura di mandata tra 30 °C e 50 °C
  • regime di carico tra 30 % e 100 %
Temperatura limite di funzionamento pompa di calore
Temperatura limite di funzionamento pompa di calore

Questi grafici della performance della pompa di calore ci dimostrano chiaramente:

  • grande flessibilità nei regimi di carico per adattarsi ai vari periodi dell’inverno in cui la potenza termica richiesta può essere molto differente
  • efficienza massima della pompa di calore nei regimi di carico intermedi

E’ proprio un corretto dimensionamento della capacità della pompa di calore che assicura il bilanciamento tra potenza e performance in tutti i momenti dell’inverno in cui utilizziamo il riscaldamento.

Esempio di riscaldamento con pompa di calore in inverno con temperatura esterna sotto zero

Partiamo con un esempio reale del funzionamento in riscaldamento della mia pompa di calore con temperatura sotto zero nel mese di gennaio:

Temperatura limite di funzionamento pompa di calore

Nel grafico sono rappresentate:

  • la potenza elettrica assorbita dalla mia pompa di calore Daikin HPSU Compact (area rossa)
  • temperatura interna (linea ambra)
  • temperatura esterna (linea blu)

Possiamo fare le considerazioni seguenti sul funzionamento della pompa di calore con temperatura sotto zero:

  • la temperatura esterna media è inferiore a -1 ºC
  • il funzionamento della pompa di calore è sostanzialmente continuativo
  • tutte le micro-interruzioni sono legate agli sbrinamenti
  • i vari picchi corrispondono ai cicli di reintegro dell’accumulo di acqua calda sanitaria
  • il comfort è assolutamente mantenuto

Come già scritto per la mia pompa di calore Daikin HPSU Compact la temperatura di cut-off è -20 ºC per quanto con quelle temperature, che trovereste comunque solo in Lapponia insieme alla renne, le prestazioni sarebbero talmente basso che potrebbe essere opportuno ricorrere ad una sorgente alternativa più tradizionale.

Esempio di raffrescamento con pompa di calore in estate

Per completezza prendiamo in considerazione anche un esempio concreto una giornata torrida nel mese di luglio, in cui il raffrescamento lavora molto e si consuma acqua calda sanitaria come e più del solito.

Le temperature esterne sono estremamente impegnative:

Temperatura limite di funzionamento pompa di calore

per la maggior parte del giorno si viaggia intorno ai 32 ºC, mentre la minima e’ intorno ai 23 ºC per pochissime ore.

In raffrescamento non ci sono sostanzialmente limiti fino ad una temperature esterna di 43 ºC (ricordiamoci che si parla di temperatura dell’aria). Ovviamente il discorso cambia se l’unita’ esterna fosse in pieno sotto il sole ! Attenti a dove la posizionate !!!

Nella produzione di acqua calda sanitaria (ACS) i limiti di funzionamento dell’unita’ esterna intervengono portando all’accensione del backup-heater.

Per temperature dell’accumulo fino a 45 ºC, la resistenza elettrica non opera fino a temperature esterne di 35 ºC.

Salendo ulteriormente il backup-heater interviene: attenzione alla corretta configurazione nel caso in cui la resistenza integrativa non sia disponibile oppure non risulti disponibile.

Se in questi giorni di caldo notate “fatica” nel raggiungere i setpoint acqua calda sanitaria potrebbe proprio dipendere da una configurazione non corretta del backup-heater.

 
 

54 commenti

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Igor Zeddita

“Per temperature dell’accumulo fino a 45 ºC, non ci sono problemi fino a temperature esterne di 35 ºC. Oltre interviene la resistenza elettrica a bordo macchina. Quindi occhio se non ce l’avete oppure e’ disattiva”

quindi se le temperature esterne superano i 35 avrei problemi nel produrre ACS? questi giorni le temperautre esterne quando produco ACS sono mediamente 38,5°C, a volte 40°C, ma non ho mai avuto problemi in produzione di ACS e ho setteto la temperatura dell’accumolo a 46° C.
Un problema che noto è il fatto che se alle 15 inizia a produrre ACS bloccando il raffrescamento, questa produzione dura circa 33 minuti, e il raffrescamento lo riprende solo dopo altri 30 minuri, quindi il raffrescamento nelle ore più calde viene bloccato per un’ora, sto pensando di spostare la produzione di ACS o alla tarda sera o alla mattina, tanto questi giorni le temperature esterne non scendono mai sotto i 26° C.

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    La mia Casa Elettrica

    Tu hai la resistenza attiva ? Probabilmente si’. Cosi’ non c’e’ problema alcuno.
    Io l’ACS l’ho spostata alla mattina alle 07:00. Piu’ tardi faccio un post in cui spiego la mia crono-programmazione estiva.

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    Andrea Lucchese

    Riprendendo Igor
    ” il raffrescamento lo riprende solo dopo altri 30 minuti, quindi il raffrescamento nelle ore più calde viene bloccato per un’ora”

    Nel mio caso, nella tua stessa ipotesi di funzionamento:
    raffrescamento interrotto da prod. acs nelle ore centrali della giornata con T esterne di 38,5° e acs impostato a 45°, impiega 30 minuti per recuperare il delta T di 5° su accumulo di 300 L e poi DOPO 3 MINUTI riparte in raffrescamento.
    Io insisto nel provare a impostare acs a 45° e verificare che succede. Non vorrei che questa differenza di 1° rispetto le tue impostazioni e quelle di La mia Casa Elettrica fosse la causa di un funzionamento non ottimale.

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Andrea Lucchese

Confermo il limite, anche se ho riscontrato che i 35° misurati su sonda macchina, non è così poi rigido.
Oggi alle ore 12. 00 con 34,5° esterni, passati a 36° durante i 30 minuti di carica acs, sembra, da letture emon, che la R sia partita all’inizio ( ma è un dato dubbio) .x pochi minuti per poi spegnersi
Spostare la produzione acs alla mattina può essere un vantaggio per non fare partire la R, un svantaggio se hai poca produzione del FV. Quindi andrebbe valutata caso x caso.
Io valutavo di spostarla alle 8.00 visto che ho già delle buone produzioni

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La mia Casa Elettrica

E’ gran vantaggio con fotovoltaico e raffrescamento a causa del “bug” della HPSU che blocca il raffrescamento a lunghissimo (e non produce l’ACS). Sto autoconsumando fino all’ultima goccia in questo luglio africano.

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Andrea Lucchese

io faccio raffrescamento durante il giorno e e acs quando l’accumulo scende di 5° sotto la soglia dei 45° , con imposto tra le 12 e le 15
Non ho notato blocchi o altro. Fal il suo compitino in circa 30 minuti riportando l’accumulo a 45° e poi riparte subito in raffrescamento. Tipo oggi.

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    La mia Casa Elettrica

    Ci deve essere una differenza tra le configurazioni.

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Igor Zeddita

La resistenza è staccata tramite configurazione software ma anche fisicamente.

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    Igor Zeddita

    Oggi da Emon 37° durante produzione acs

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Andrea Lucchese

Devo riguardarmi a bordo macchina le impostazioni, poi vedo di mandarti la tabella con i parametri miei per eventuali raffronti.
Questo è un inferno! Oggi pom. la sonda di T dell’unità esterna… all’ombra segnava 38,5°

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    Andrea Lucchese

    riporto quà quanto scritto via email, riguardo il test effettuato oggi con raffrescamento attivo e richiesta di produzione acs.
    T esterna misurata da Roncon = 38,5°
    Asc impostata 45°
    Me ne sono stato davanti al Roncon e confermo che la R, seppure attiva a menù, non è partita mai.
    Il raffrescamento interrotto dalla produzione acs è ripartito subito dopo.
    Il risultato è visibile http://emoncms.org/dashboard/view&id=20994 tra le ore 13,35-14,00

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Andrea Lucchese

direi guardando il monitoraggio di Igor, che il problema non si presenta neppure a lui ( ipotetico bug acs/raffrescamento )

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La mia Casa Elettrica

Vorrei avere la tua umidita’ esterna serigor …

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Igor Zeddita

Tu che umidità hai dentro casa con questo caldo?

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Andrea Lucchese

si pure io.
http://emoncms.org/serigor&id=19798
Umidità interna perfetta con radiante acceso in raffrescamento.
Non credo tu abbia un deumidificatore o almeno non risulta in firma dall’altra parte

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    Igor Zeddita

    Assolutamente niente deumidificatore.

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La mia Casa Elettrica

Devo emigrare dalla pianura padana.

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Matteo Castellani

Scrivo qui nella speranza che La mia Casa Elettrica o chi legge il blog si sia trovato nella mia stessa situazione e sappia che strada intraprendere per uscirne. Non di meno credo che sia un’esperienza utile per aumentare il know-how per quanto riguarda la conoscenza delle HPSU.
Partiamo dall’inizio: mercoledì per evitare problemi di comfort ho settato il seguente cronoprogramma per ACS:
00:00-11.15 Tnom1=40°C
11.15-17.30 Tnom2=48°C
17.30-00.00 Tnom3=43°C
Fino ad oggi nessun problema e programma rispettato perfettamente.
Questa mattina con accumulo a 41°C, sapendo che alle 11.15 l’HPSU sarebbe partita ho deciso di seguire la produzione di ACS. Con mia grande sorpresa dopo pochi minuti dalla partenza l’unità esterna si è fermata, andando a vedere il monitor della HPSU ho notato il seguente messaggio di errore:
E9010/AC
Err.STB
UNITà MODULO RISCALDAMENTO
INDIRIZZO 0
Ho chiamato il tecnico Rotex che mi ha fatto l’installazione e mi ha detto 1) che non conosceva il tipo di errore 2) che secondo lui si è staccata una qualche sonda nell’accumulo di ACS.
In poche parole quando la temperatura scende sotto quella Tnom-TDHW l’unità esterna parte ma l’errore che compare sul monitor (e quindi il software della PDC) blocca la produzione.
Ho notato che quando è presente il messaggio di errore la pompa di calore non è silenziosa come quando è in stand-by, a questo punto mi sono chiesto se in presenza del messaggio di errore (e quindi in richiesta di produzione ACS) l’HPSU non faccia partire l’unità esterna ma faccia funzionare la resistenza interna. Indizio che mi porta a pensare a questo è che dopo che viene visualizzato il messaggio di errore la temp di ACS è leggermente più alta rispetto a prima che si visualizzasse.
Domani farò ulteriori prove per avere conferma delle mie teorie.
Nel mentre se qualcuno avesse riscontrato lo stesso problema sulla sua e mi potesse dare qualche consiglio su come uscirne ne sarei grato..

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La mia Casa Elettrica

Ciao, premesso che non mi si e’ mai presentato l’errore.
Sul manuale Rotex c’e’ la spiegazione seguente per quel codice d’errore (9010 AC Errore STB):
Componente/denominazione => Ponticello sulla scheda elettronica A1P
Errori e possibili cause => Ponticello del connettore “X21A” sulla scheda elettronica A1P mancante.

Purtroppo sul manuale non ci sono spiegazioni sul connettore X21A (la scheda A1P e’ concettualmente interna, non serve a collegare elementi esterni).

Potresti aprire la macchina e scoprire se penzola qualcosa 🙂

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Matteo Castellani

Effettivamente avevi ragione tu La mia Casa Elettrica: si era staccato un contatto nella PdC per cui mi compariva il segnale di errore sopra indicato.
Ora tutto tornato nella normalità.

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Giacomo Brogi

Da quando nell’ottobre del 2015 ho messo la vmc puntuale, non dovendo più aprire le finestre per ricambiare l’aria, uso la curva climatica solo quando siamo via per più di un giorno con temp a 19,5°C.
Ho migliorato di anno in anno le prestazione dell’involucro edilizio (colabrodo anni ’60 tutto al piano di 144mq a tetto e esposto ai quattro venti) compreso gli infissi, e grazie infine alla vmc, accendo la pompa di calore la mattina alle 9, con 34°C di mandata per il pavimento, per raggiungere 21°C, d’inverno, e 25°C d’estate, con 7°C di mandata per 4 ventilconvettori e un po’ di pavimento. Al raggiungimento di tali temp si spegne tutto. In estate ci vogliono max 9ore con UR 55%. Nei gg d’inverno molto rigidi ci possono volere massimo 12-13 ore con UR 44%. In questo modo ho aumentato l’autoconsumo FV dal 41 al 50-55%.Iin questo modo ho limitato al minimo gli sbrinamenti.
La prossima settimana molto probabilmente dovrò affrontare temp minime di -9°C e max 0-!°C. Sarà una situazione eccezionale che forse mi costringerà a tornare alla curva climatica?
Abito nella pianura della provincia di Pisa.

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Giacomo, ottimi risultati. Vediamo nei prossimi giorni !

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Giacomo Brogi

Grazie.
Una risposta in pratica ce l’ho già da verificare. Se alle 7 di mattina in casa ci sono meno di 19°C, anche se ci fossero 18,5°C, come probabile, allora conviene tornare temporaneamente, e solo in queste condizioni meteo eccezionali, alla curva climatica con 19,5°C sul termostato zona giorno e 18,5°C su quello zona notte. Dall’ottobre 2015 non mi era mai capitato di dover tornare forzatamente alla curva climatica, seppure ci siano stati anche periodi meteo molto rigidi.

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Giacomo, Vediamo accade col freddo dei prossimi giorni !

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Giacomo Brogi

Buran o Burian a Ponsacco (PI)
Domenica 25 febbraio dopo quasi una settimana di vento forte da NE, è arrivata la neve senza però attaccare, perché la temperatura durante la tarda mattinata e il pomeriggio è scesa da 8°C a solo 2°C. Durante la notte fino alla mattina di lunedì è calata per arrivare a -2°C. Arco di durata della climatizzazione dalle 9 alle 22:30, da 19,6°C a 21,2°C, sia nella zona notte che in quella giorno che è a nord.

Lunedì alle 9:00, 19,5°C e accensione climatizzazione con fuori -1°C. A differenza della domenica c’è un sole splendente con una potenza FV non indifferente e una temp che al massimo è arrivata a 2°C! Arco di durata della climatizzazione dalle 9:00 fino alle 23:00, con 21°C in zona notte e 20,9°C in zona giorno. Alle 12:00 fatta anche la disinfezione settimanale con ACS da 45°C a 70°C.

Martedì minima -4°C, alle 9:00, 19,2°C in zona giorno e 19,3 in zona notte, con fuori -1,3°C e sole splendente con una temp che è arrivata a max 3°C. Arco di durata della climatizzazione dalle 9:00 alle 23:30, con 20,8°C in zona notte e 20,6°C in zona giorno.

Mercoledì minima -5°C, alle 9:00, 19,1°C in zona giorno e 19,2 in zona notte, con fuori -1,3°C e sole splendente con una temp. che è arrivata a max 5°C. Arco di durata della climatizzazione dalle 9:00 alle 23:30, con 20,5°C in zona notte e 23°C in zona giorno, grazie alla prima accensione stagionale del caminetto per grigliata! Nevicata nella Notte.

Giovedì minima -1°C, alle 9:00, 20,°C in zona giorno e 19°C in zona notte, con fuori 0,8°C e Tutto sotto c.ca 10cm di neve con una temp. che è arrivata a max 2°C. Arco di durata della climatizzazione dalle 9:00 alle 23:30, con 20,3°C in zona notte e 23°C in zona giorno, grazie alla seconda e ultima accensione stagionale del caminetto.

Venerdì minima 3°C, alle 9:00, 20,2°C in zona giorno e 18,7°C in zona notte, con fuori 5°C, con una temp. che è arrivata a max 10°C. Arco di durata della climatizzazione dalle 9:00 alle 21:30, con 20,9°C in zona notte e 21,1°C in zona giorno. L’UR è stata sempre al 40%. Ciao, ciao Burian.

Considerazioni finali. L’involucro edilizio in presenza di climi estremamente rigidi, seppur efficientato tende a raffreddarsi di giorno in giorno (figuriamoci un colabrodo energetico), tuttavia vedere la mattina presto fumare gli scarichi di caldaie e caminetti, mentre casa mia non emette nulla da più di 9 ore mi sembra già eccezionale. Poi col sole continua a non emettere nulla per quasi altrettante ore, anche con la climatizzazione accesa, senza sole o con la neve tutto sommato 14 ore di climatizzazione in clima quasi da montagna per una casa da 144mqx3m al primo piano e a tetto mi sembra buono.
In definitiva la curva climatica sarebbe divenuta necessaria se l’ondata di gelo si fosse protratta per qualche altro giorno, regolando il termostato notte a 18,5°C e quello giorno a 19°C.

Per questo dico sempre a chi si ristruttura la casa di non risparmiare in efficientamenti energetici dell’involucro edilizio, perché se la climatizzazione viene poi abbinata al FV in pratica i consumi si riducono al minimo e l’autoconsumo va al massimo, senza bisogno di sistemi di accumulo e con minimi sistemi di domotica intelligente.

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Giacomo Brogi

Nei prossimi gg stenderò sul solaio della soffitta uno strato di biobeton in canapa e calce di 20cm di spessore. Nella parte a sud della soffitta di c.ca 70mq, sono necessari 10mc di biobeton che in questo caso ha una trasmittanza di 0,25W/mqK, densità 200kg/mc, 50kg/mq, e uno sfasamento di 9 ore.
Tale spessore si aggiungerà a 12 cm di lana di roccia (che ho steso io 10 anni fa) su un solaio a pignatta che ha uno spessore di 22cm.
Questi 10mc costano 1500euro c.i. e trasporto e sono già pronti per essere stesi a mano anche in autocostruzione. La mia difficoltà sarà in quei 70mq, dove il tetto scende, districarmi per stendere il biobeton tra una paretina e l’altra; dovrò fare anche il muratore. Negli altri 70mq il tetto è a capanna e nel sottotetto tra un muretto e l’altro, dieci anni fa, ho messo pannelli di polisterolo da 10cm di spessore in modo da schermare sia il tetto bollente estivo che gelido d’inverno. Quando a settembre stenderò gli altri 10mc, prevedo un risparmio annuo di c.ca 300euro.

Il biobeton ha una resistenza termica notevole anche in estate e per questo non teme paragoni ad esempio con l’argilla espansa Leca, che per la stesura necessita di un impresa e sarebbe anche molto pesante.
Attualmente la resistenza termica estiva di tutta la soffitta è praticamente nulla.

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Antonio

Buongiorno,
intanto bella spiegazione. Io desideravo un approfondimento sui limiti di funzionamento in riscaldamento.
In particolare, con riferimento alla figura 3-5, perchè la pompa di calore non riesce a fare nulla nel campo B e “qualcosina” nel campo D? Chiedo perchè sembra una cosa molto legata alla temperatura di mandata più che alla temperatura Esterna e non capisco il motivo Fisico della cosa.
Voi avete qualche informazione a riguardo? Vi ringrazio.

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Antonio,
    sono fondamentalmente limiti nei salti termici e nel gas compresso oggetto di scambio.
    Ricorda che sono processi di scambio termodinamici e non meccanici.

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Loga

Ciao a tutti,
Mi trovo in questi giorni di caldo a dover combattere con la Pdc perché non porta l’acs a 48° come impostato, restando diverso tempo in produzione acs (più di un’ora) senza mai superare i 45,6° e di conseguenza il raffreddamento si interrompe. Ho scritto anche al tecnico daikin ma è come se ignorasse il fatto che la resistenza (3kW) non si attacca mai..tra l’altro nemmeno quest’inverno si è mai attaccata la resistenza.
Mi potete aiutare a verificare se i settaggi sono corretti?cosa devo guardare?
Grazie mille

    comments user
    La mia Casa Elettrica

    Ciao Loga,

    hai letto il mio articolo sul backup heater ?

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Loga

Ciao, certo che l’ho letto ed è proprio per questo che non capisco perché non intervenga mai la resistenza..

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Fabio

Salve, ho un impianto di riscaldamento a pavimento, casa di 120 mq, nel Salento (LE). Cosa mi consigliate?

    comments user
    La mia Casa Elettrica

    Ciao Fabio, dipende dalle tue esigenze e dall’isolamento della casa. Con la pompa di calore ci puoi pure fare il raffrescamento.

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Alessandro

Mi accingo a ristrutturare in primavera una casetta in sasso in montagna,2 piani e circa 140 mq calpestabili.farò sicuramente isolamento interno con pareti a Tavella e isolante trucciolare o styrodur, un bel tetto super isolato e ventilato il mio dilemma è impianto riscaldamento.Sicuramente non a pavimento ma radiatori anche perché sarà una casa abitata saltuariamente, ma in autunno inverno vorrei preriscaldarla in remoto.la mia scelta sicura è una termo cucina a legna con impianto ausiliario integrato e collegato con pompa di calore o caldaia a gas liquido.potrebbe essere che a volte accenda in remoto la caldaia ausiliaria alla sera per trovare al mattino confortevole la casa. (Tempesta esterna anche -5/-10.
Cosa mi consigliate.grazie

    comments user
    La mia Casa Elettrica

    Ciao Alessandro,

    il consiglio richiesto per cosa sarebbe ?

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Luigi Pompa

Salve, ho un piccolo locale seminterrato di circa 15mq per il quale vorrei montare un climatizzatore a pompa di calore. Ho bisogno che la funzione di deumidificazione sia attiva anche a 16°, ma non ne trovo che scendano sotto i 18°. Potreste consigliarmi un modello?
Grazie.

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Angelo

Salve, dispongo di un abitazione di 110mq che attualmente riscaldo con veltinconvettori. Vorrei installare una caldaia a pompa di calore ma trovo opinioni contrastanti sulla sua possibile applicazione con tale sistema di irradiazione. Saprebbe darmi una sua opinione in merito?
Angelo

    comments user
    La mia Casa Elettrica

    Ciao Angelo,

    può assolutamente funzionare. Ovviamente l’applicazione ideale per una pompa di calore e’ con un sistema di distribuzione del calore a bassa temperatura al fine di poter avere il rendimento ideale.
    Non ho esperienza diretta.

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Graziano

Salve, per il mio appartamento di Mq. 104,880 riscaldabili, dovendo sostituire la caldaia pensavo di installare una PdC .. applicando la formula: Mc. 271,458 (da riscaldare) * (T°int. 20°C + T°ext. -5°) * K 1,5-1,75 (coeficente dispersione) risultano 10,179 Kcal/h / 860,4 che diviso 860,4 mi da 11,831 KW (12KW) ..
Domanda base.. è giusta la formula ? sono giusti i calcoli ? Attendo e se la risposta fosse positiva beh mi sentirei un “grande” fortunato !!

    comments user
    La mia Casa Elettrica

    Ciao Graziano,

    premesso che questo commento non è pertinente all’articolo, di quale formula stai parlando?

comments user
Angelo

Ciao, sto iniziando a ristrutturare casa, ma non c’è riscaldamento e il mio tecnico mi ha detto di optare per un riscaldamento a pavimento ibrido. Ho letto in rete pareri negativi su pompa di calore + caldaia. Cosa mi consiglieresti?? Grazie

    comments user
    La mia Casa Elettrica

    Ciao Angelo,

    ti suggerisco di cambiare tecnico. Battute a parte, un sistema ibrido è solo più complesso e costoso e non porta vantaggi.
    Vai di pompa di calore, l’importante è:
    1) isolare bene l’abitazione
    2) se possibile usare il pavimento radiante per avere il rendimento miglior possibile della pompa di calore

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Morsalsi

buona sera
ho una pompa di calore istallata da tre anni, riscaldamento/raffrescamento/acqua sanitaria, e abbiamo un problema di acqua fredda verso le 19-21 di ogni sera, che sia inverno che sia in estate. Non ci è possibile fare la doccia ne lavare i piatti con acqua calda. non riusciamo a trovare la soluzione. Ha qualche idea in merito?
Grazie e Saluti

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Morsalsi,

    purtroppo le informazioni fornite sono un po’ generiche. Potrebbe darsi semplicemente che il volume dell’accumulo dell’acqua calda sanitaria è un po’ sottodimensionato.
    L’unico suggerimento che posso darti su questa basi è quello di aumentare il più possibile il set-point di temperatura dell’accumulo stesso.

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Paolo

Buonasera, il mio tecnico mi suggerisce di installare una pompa di calore aria acqua abbinata ad un sistema di ventilconvettore per fare caldo e freddo. L’abitazione si trova in provincia di Milano, temperatura alta d’estate e molto bassa in inverno, ma la casa sarà ben coibentata con cappotto e serramenti. Ho il timore che possa non essere la scelta giusta anche per via dell’uso del fan coil. Temo in particolare il raffrescamento estivo e la possibile rumorosità del fan coil, anche se sarà un canalizzato. Mi darebbe il suo parere? Grazie, Paolo.

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Paolo,

    personalmente associo sempre i fan-coil agli uffici, dove serve un intervento rapido sul clima interno e non continuativo.
    Per ragionare sulla percezione hai sicuramente l’esperienza degli split di un climatizzatore.
    In generale la climatizzazione ad aria è un’ottima soluzione ma il comfort è massimo se la velocità dell’aria è relativamente bassa (come nei molto moderni aggregati compatti).

    Per risponderti in modo compiuto bisognerebbe fare qualche ragionamento anche su:
    1) fabbisogno termico, sia invernale che estivo, che raggiungerebbe la tua abitazione dopo l’intervento sull’involucro
    2) budget a tua disposizione
    3) eventuali altri vincoli materiali

    A meno che non abbia una casa super isolata, in cui sarebbe l’ideale una soluzione tutt’aria, in termini di comfort e costi di esercizio il massimo è il pavimento radiante.

    Rispetto ai ventilconvettori, oltre alla piacevolezza del calore radiante, avrebbe il vantaggio di operare a temperature di mandata inferiori (30÷35 °C contro 45 °C) e quindi migliorare il rendimento della pompa di calore a parità di potenza termica e temperatura esterna risparmiando sulle bollette future

    In estate hai due opzioni col pavimento radiante:
    a) usare il pavimento anche in raffrescamento grazie ad una pompa di calore aria acqua reversibile
    b) installare una climatizzatore con qualche split

    Usando il pavimento radiante per raffrescamento devi per forza avere anche un deumidificatore. E regolarlo molto bene.

    Se nel tuo intervento metterai anche la ventilazione meccanica controllata (VMC) potresti virare ad una unità trattamento aria (UTA) che potrebbe svolgere efficacemente i lavori di ventilazione, filtrazione e deumidifica. Soluzione con comfort spaziale come quella che uso io. Ovviamente ha un costo addizionale.

    Per lo scenario (b) ci sono alcune soluzioni interessanti che mettono insieme una pompa di calore aria acqua e l’espansione diretta con degli split interni.

    In altre parole con una sola unità esterna puoi fare:
    1) aria-acqua: riscaldamento a pavimento e acqua calda sanitaria
    2) aria-aria: raffrescamento e deumidifica

    Soluzioni di questo tipo sono ad esempio il Samsung EHS ed il Mitsubishi Mr Slim+.

    Spero di averti dato opzioni e non aumentato la confusione.
    Personalmente non farei mai e poi mai il ventilconvettori in tutta la mia casa.

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roberto starna

buonasera.
il mio problema è questo: dovrei riscaldare un locale di circa 30 mq e sto valutando diverse soluzioni tra cui appunto un condizionatore con pompa di calore. Il locale si trova in Umbria dove qualche volta la temperatura va qualche grado sotto zero ma non frequentemente. Secondo te la soluzione pompa di calore è perseguibile ?? Io abito a Guidonia e vedo che il mio condizionatore, un Daikin commerciale, quando la temperatura si avvina a zero, perde abbastanza di efficienza e l’aria calda che esce è sempre meno calda rispetto a quando la temperatura esterma è attorno agli 8-10°. Esistono poi, eventualmente, brand e modelli particolari per lavorare nelle condizioni di cui sopra e che non richiedono grossi investimenti???
Grazie

Roberto Starna

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Roberto,

    vorrei chiarire subito i termini.

    Quando si parla di riscaldamento con pompa di calore si intende normalmente l’utilizzo di una macchina aria acqua (quindi con termosifoni, ventilconvettori o pavimento radiante).

    E’ comunque possibile pensare all’utilizzo di un climatizzare per il riscaldamento ma solo in integrazione alla fonte di riscaldamento principale.

    Che la capacità termica di una pompa di calore possa scendere al calare della temperatura esterna è normale. Ovviamente le macchine progettate specificamente per il riscaldamento, quindi pompe di calore aria acqua, mitigano e sostanzialmente eliminano questa caratteristica.

    Probabilmente quello che osservi è una capacità termica del climatizzatore insufficiente per il fabbisogno termico del locale.

    Nello specifico dovresti valutare la potenza termica necessaria per la tua abitazione (leggi ad esempio il mio articolo sul dimensionamento pompa di calore).
    Credo che per Guidonia la temperatura esterna di progetto sia 0 °C.

    A questo punto scegliere un sistema con capacità termica in riscaldamento adeguata al fabbisogno termico del locale.

    Giusto a titolo illustrativo ho dato un’occhiata al catalogo Daikin per i climatizzatori Ururu Sarara (FTX-N RXZ-N).

    Sono disponibili tre taglie:
    – FTXZ25N: capacità di riscaldamento nominale 3,6 kW ed SCOP 5,90
    – FTXZ35N con capacità di riscaldamento nominale 5,0 kW ed SCOP 5,73
    – FTXZ50N con capacità di riscaldamento nominale 6,3 kW ed SCOP 5,50

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Cinzia

Buonasera,
a marzo inizierò i lavori Ecobonus 110% nella mia villetta a schiera di circa Mq 120 (6o Mq circa a piano) situata in zona Crema.
I lavori comprenderanno cappotto 12 cm con VMC, cambio infissi, pannelli fotovoltaici con accumulo e sostituzione termosifoni esistenti in ghisa con termosifoni in alluminio.
Unico enigma da risolvere.. la caldaia.
Posso scegliere tra una caldaia ibrida e una caldaia solo pompa di calore.
Vorrei scegliere la soluzione GREEN per eccellenza, staccandomi definitivamente dal bisogno di combustibili fossili, ma alcuni tecnici del mestiere hanno sconsigliato questa scelta, alludendo alla possibile poca efficienza dell’impianto nelle giornate con temperature sotto lo zero.
Problema che il suo articolo sembra ridimensionare in modo decisivo..
Help.. Si accettano consigli
Grazie!!

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    La mia Casa Elettrica

    Ciao Cinzia,

    hai letto il mio articolo su pompa di calore per termosifoni? Trovi tante risposte spero.

    Con termosifoni in alluminio sicuramente puoi mettere la pompa di calore senza problema alcuno (anche di convenienza).
    Una pompa di calore ibrida è solo un modo di spendere più soldi dai tecnici del mestiere.
    E’ sicuramente vero che il rendimento di una pompa di calore scende con la temperatura esterna ma è ancora altissimo.
    Mettere fotovoltaico con batteria di accumulo senza avere la pompa di calore è senza senso tecnico ed economico. Ma ai tecnici del mestiere probabilmente non interessa vista che paga pantalone.

    Leggi anche la mia guida (da finire) su fotovoltaico con batteria di accumulo.

    Personalmente mi sento di darti i seguenti consigli:
    1) se hai la possibilità aumenta ulteriormente lo spessore del cappotto
    2) se puoi migliora anche l’isolamento del tetto (è ancora + importante delle pareti)
    3) se ne avessi la possibilità metti il riscaldamento a pavimento (ma so che probabilmente sarà una strada impraticabile)
    4) metti la piastra ad induzione e togli il gas

    Una domanda: come farai il raffrescamento estivo? Temo che a Crema sia ben + che indispensabile.

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      Leonardo

      Vorrei riportare la mia esperienza avendo da poco terminato i lavori di ristrutturazione. Spero che possa aiutare altre persone a farsi un’idea sull’approccio migliore per la propria abitazione e confermo che i consigli indicati nel messaggio precedente da “la mia casa elettrica” sono ottimi.

      Riassumo brevemente gli interventi fatti a casa mia:
      1) Cappotto da 12cm in lana di roccia
      2) Isolamento tetto 8cm. CONFERMO CHE E’ POCO (purtroppo…)
      3) Sostituzione infissi e persiane
      4) Impianto fotovoltaico da 6kWp + accumulo da 7.2kWh
      5) Pompa di calore (riscaldamento e raffrescamento)
      6) impianto a pavimento
      7) piastra a induzione
      8) Nessun impianto di ventilazione meccanica

      Ho una casa full electric e in 10 mesi ho consumato in media 60-70€/mese (con bollette elevate a dicembre e gennaio e bollette quasi a zero in estate).
      Casa a temperatura costante intorno ai 24°C di inverno e 25°C d’estate.
      Per ora non sento la mancanza dell’impianto di ventilazione, ma devo aprire le finestre per cambiare aria, quindi sto sicuramente spendendo di più per la climatizzazione.

      In INVERNO, la pompa di calore ha lavorato bene, anche se nelle giornate più fredde e/o nebbiose può aver faticato (lo vedo dai consumi) non ho mai sentito freddo né è mancata l’acqua calda sanitaria (impostata a 50°). Preciso però che la mattina presto la pompa di calore lavora per 2 o 3 ore a pieno regime per scaldare l’acqua sanitaria e l’impianto a pavimento. La notte i termostati sono impostati ad un grado in meno rispetto al giorno e grazie al buon isolamento è rarissimo che l’impianto sia entrato in funzione durante la notte. Ho definitivamente archiviato il piumone invernale, dormo con il lenzuolo e una coperta pesante (prima della ristrutturazione il piumone invernale era il mio migliore amico).

      Preciso inoltre che con l’impianto a pavimento puoi scordarti la percezione del calore/fresco come ce l’avevi prima. Vivi in una primavera perenne, ma non hai fonti di calore ad alta temperatura (termosifone, camino ecc…) che ti possono dare sollievo se magari hai i piedi o le mani congelate dopo essere stato fuori sulla neve. Idem d’estate, non hai un flusso di aria molto fredda che ti rinfresca come quello del climatizzatore tradizionale.

      Per quanto riguarda l’impianto fotovoltaico, l’accumulo da 7kwh è preciso per i miei consumi estivi, mi copre tranquillamente fino al giorno successivo.
      D’inverno invece le batterie si caricano raramente, perché l’impianto produce pochissimo e prelevo quasi tutto dalla rete.

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        Pietro Bassani

        24 gradi in casa d’inverno? Tu vuò fà l’americano…

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