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Quanto consuma una pompa di calore in raffrescamento ?

Quanto consuma una pompa di calore in raffrescamento ?

Visto l’interesse suscitato, pubblico dei dati flash per chiarire concretamente quanto consuma una pompa di calore in raffrescamento in queste giornate “africane”.

Impianto

I componenti del mio impianto sono:

  • pompa di calore Daikin HPSU Compact: produce acqua calda sanitaria ed acqua fredda per il raffrescamento mediante pavimento radiante
  • Unita’ Trattamento Aria VMC Italia LET:
    • effettua il ricambio d’aria 24 x 7 (Ventilazione Meccanica Controllata)
    • de-umidifica l’aria mediante l’acqua fredda (prodotta dalla Daikin HPSU Compact) ed un compressore interno

Potete consultare i dettagli della mia abitazione su Informazioni.

Dati

Potete vedere l’andamento di:

  • consumi elettrici giornalieri della Daikin HPSU Compact ed VMC Italia LET
  • temperatura esterna media giornaliera

QUANTOCONSUMA

Quanto consuma una pompa di calore in raffrescamento

In estrema sintesi si vede quanto consuma una pompa di calore come la mia Daikin HPSU Compact abbinata alla Unita’ Trattamento Aria LET (deumidificatore), inclusivo della produzione di acqua calda sanitaria e ventilazione meccanica controllata: non ha quasi mai superato i 24 kWh / giorno.

Direi eccellente risultato rispetto a split tradizionali grazie al comfort sicuramente superiore (effetto cantina asciutta e non aria sparata sulla cervicale).

Leggi tutti i miei articoli su Consumi elettrici:

15 commenti su “Quanto consuma una pompa di calore in raffrescamento ?”

  1. Buongiorno,
    una domanda da inesperto.
    La temperatura dell’acqua che arriva dall’acquedotto, di solito si aggira tra i 12 e 17 gradi (almeno così ho trovato in rete). Se la PDC è impostata per una temperatura di mandata di 20 gradi per il raffrescamento estivo su impianto radiante a pavimento, questo vuol dire che che dovrà “lavorare” per scaldarla e portarla alla temperatura impostata, corretto? In questo senso, non è più conveniente abbassare il più possibile? Si otterrebbe più fresco in casa e meno consumi. Quale sarebbe il limite? Quello di creazione condensa sul pavimento (pur con VMC che deumidifica)? Come si fa a calcolare?
    Pongo questo quesito perché da poco mi è stato attivato impianto (PDC + radiante pavimento + VMC) e noto che in casa ci sono sempre 27/28 gradi (fuori dai 30 ai 34), con UR 45%. Non si sta male, ma mi sembra che l’impianto non sia ottimizzato a dovere. Io vorrei far abbassare la temperatura di mandata a 18 (attualmente è sui 20 in andata e 22 in ritorno) e puntare ad ottenere almeno 26 gradi in casa e anche far ridurre un po’ la ventilazione perché 45% di umidità mi sembrano un po’ pochi. Sbaglio? Per me un buon valore è di 55%. Ringrazio anticipatamente.

    1. Mi rispondo da solo sulla questione acquedotto … il radiante è un circuito chiuso quindi la domanda è un non senso. Mi rimane però il dubbio su come debba essere correttamente settata la temperatura di mandata per ottenere il giusto bilanciamento tra consumi e comfort. Normalmente a quanto si imposta per il raffrescamento? Che aspettative ci sono nella norma su temperatura in casa e umidità relativa? Quale sarebbe l’ideale? Aggiungo che la VMC in mio possesso ha anche deumidificatore e compressore per raffrescare l’aria (fa poco, ma qualcosa contribuisce)

        1. Buongiorno, prima di tutto grazie per le risposte, sempre gentile. Dopo due mesi di utilizzo posso trarre qualche dato sull’impianto, ma faccio fatica a capire se la regolazione è corretra o no. Prima di tutto ho scoperto che è la VMC (Eurotherm con sistema 365) che regola T mandata radiante attraverso delle apposite pompe di circolazione secondo una sua curva climatica che bypassa quella dea PDC (Daikin ECH20 8kw). Non la posso controllare perché questa parte sw è sotto password e non mi è stato dato accesso da centro assistenza. In pratica, quando setto temperature per un ottimo comfort (25/26 gradi in casa in ogni stanza) , noto accensioni continue, ogni 5 min, dell’unità esterna PDC e la T mandata scende da 22/23 a 16/17 in pochi secondi, per poi risalire subito. Nei collettori la T è sempre 20/21. In casa non c’è caldo ma sicuramente siamo molto lontani dal comfort ottimale. Ho guardato i consumi e noto che PDC in una giornata tipo nella quale ha “spinto” parecchio si arriva a tra i 16 e i 20 Kw, invece Vmc in solo ricambio, in un giorno, 1.5 Kw, se parte integrazione ci sono 4 Kw aggiuntivi e se deumidifica ce ne sono altri 8 (totale 13). Quindi nella giornata peggiore (fuori 37 gradi) ho consumato 33Kw, in una giornata media 25, in una giornata nuvolosa non calda anche 12/13.
          Volevo chiederti un parere. Quanto hai mediamente come T mandata e se questi consumi ti sembrano eccessivi. Per me si, anche considerando che il comfort è modesto. Ringrazio anticipatamente

      1. Ciao La mia Casa Elettrica e complimenti per il nuovo Blog.
        Porto la mia esperienza. PDC HPSU compact 8 KW, radiante pavimento per l’invernale e ventilconvettori canalizzati per l’estivo.
        La mia casa è una villetta singola di 166 mq , consumo stimato circa 36 kwh/m2 anno.
        In questi gg di gran caldo accendo la PDC con i ventilconvettori dalle 8 del mattino fino alle 11 di sera. L’acqua di mandata a punto fisso 12 gradi. I ventilconvettori fanno anche un po da deumidificatori.
        La temp interna è 25,5 – 26, umidità dal 60 al 70 %. Si sta bene e non si sente aria fastidiosa ( forse perché le mie bocchette sono posizionate sotto soffitto a 3 mt. di altezza.
        Il consumo giornaliero all inclusive della casa si aggira sui 25 kw al giorno, mentre la PDC, che ora fa solo raffrescamento perché ACS prodotta dal solare, è di circa 1,3 kwh quindi dipende da quante ore tengo acceso ( ieri di sola PDC ho consumato 18 kw ).

        1. La mia intenzione iniziale era di installare la pdc e sfruttare la vmc per scambiare e filtrare l’aria e come mezzo di deumidificazione.

          Sono sorti due incovegnenti.
          Il primo di natura economica, il sistema di vmc con relativo deumidificatore centralizzato opportunamente dimensionato mi veniva a costare ben 10500€…(a cui si sommavano i dubbi sul reale beneficio ottenuto da parte dell’idraulico)…..i condizionatori classici, 3 split è una unità esterna, mi costano 2000€….la vmc con recuperatore di calore e batteria di post trattamento mi viene 5500€….quindi diciamo che già di presenza ci sono 3000€ di differenza a livello di impianto (a cui si sommavano i dubbi sulla reale capacità della vmc/deumidificatore di garantire la giusta umidità da parte del tecnico che doveva certificare il lavoro).

          Oltre la natura economica di base, si è sommato il fatto che, essendo fuori casa praticamente 10ore al giorno, in consumi del radiante in raffrescamento che va di continuo sarebbero stati certamente superiori ad un sistema a split.

          Da un punto di vista estetico e funzionale mi sarebbe piaciuto cercare di portare avanti l’idea iniziale ma a fronte dei costi e della titubanza dei tecnici preposti abbiamo optato per questa alternativa (sarebbe stato impossibile pensare di convincere la compagna e andar contro i chi fa di professione impianti per case…..è già stata dura imporre il fatto che bastava tranquillamente una Pdc da 6km invece che da 8 su una casa da 180mq, 450mc ed Epi=21kw/h m2 calcolato senza considerare eventuali fonti rinnovabili….per cui ho evitato di proseguire battaglie inutili e dannose……..a maggior ragione se poi, fatti gli impianti, venisse fuori che avevano ragione loro)

        2. Quindi al momento abbiamo deciso di fare impianti radiante con pdc rotex compact da 6kw con accumulo da 500l.
          Impianto di vmc centralizzato con batteria di post trattamento collegata indipendentemente alla pdc (così da poter impostare una temperatura di mandata a se). E predisporre gli attacchi per i climatizzatori.

          Mi piacerebbe capire (a tempo debito, prima di acquistare unità esterna e split) se e quanto possa essere efficace la batteria di post trattamento nel raffreddare l’aria in ingresso. E a che temperature possa dare effetti concreti.

          Iniltre, attraversando una batteria fredda l’umidità tenderà a condensare per cui dovrei avere anche un beneficio in quel senso.

          In sostanza mi piacerebbe capire se, secondo quello che hai potuto vedere a casa tua, mettendo mandando acqua a 18°C sulla batteria di post trattamento ho benefici tangibili….se invece la mandassi a 10°C come pensi cambierebbe il quadro complessivo a livelli di condizionamento e deumidificazione?

          Infine se, impostando la mandata a 18-19°C sul radiante combinata al sistema sopra elencanto ci sia la possibilità di evitare di installare gli split e l’unità esterna. O se invece, i livelli di deumidificazione richiesti obblighino aminirsi di deumidificatore/split dedicati (e quindi tornare all’impianto originale).

        3. Ciao La mia Casa Elettrica!

          Una curiosità, se con la PDC dovessi alimentare sola la LET in raffreddamento, ipotizziamo a 18°C. Che consumi pensi avresti?

          I litri di acqua da raffreddare sarebbero pochi e la differenza tra temperatura di mandata e ritorno sarebbe anch’essa ridotta penso.

          Chiedo perché sarei interessato a capire quanto consuma la pdc nel caso questa venga utilizzata per raffreddare una batteria di post trattamento sulla vmc. Capire di quanto riesce a raffrescare l’aria in entrata nei locali e quanto la sola vmc con batteria di post trattamento può aiutare a deumidificare l’aria in entrata.

          In relazione ai consumi che hai riportato direi, ammesso che il confort del radiante sia superiore, ritengo che il sistema sia comunque più energivoro di un set di climatizzatore/deumidificatori di ultima generazione. Ad oggi i climatizzatori di ultima generazione hanno un rendimento e un’efficenza molto elevata ed inoltre; cosa più importate, hanno sviluppato flussi d’aria e velocità d’aria tali da rendere quasi impercettibile il loro funzionamento in certe modalità.

          1. Non essendo un tecnico del settore e’ una domanda difficile a cui rispondere.

            Dipende da cosa la useresti a fare. Il consumo elettrico dipende fondamentalmente dall’energia termica che devi scambiare.
            Se devi raffrescare (buttare fuori casa una certa quantita’ di calore) i numeri non sarebbero molto diversi secondo me.

            Sul confronto consumi raffrescamento/radiante con split non ho un riferimento diretto concreto (ma nemmeno tu mi pare).

            Come scrivevo nel mio post sono molto soddisfatto del comfort sicuramente superiore agli split. L’ultima esperienza di split era stata in hotel ad Atene in cui tutta la famiglia si e’ raffreddata a causa degli split addosso (oltre ai litigi notturno sul tenere acceso o meno).

            Come gia’ dicevo altrove, se oggi dovessi rifare gli impianti di casa adotterei comunque un aggregato compatto ad aria (macchina unica per riscaldamento, raffrescamento, ACS, VMC, deumidifica, filtrazione con unita’ esterna) eliminando totalmente il radiante. Tutto questo per semplificare l’impianto e renderlo ulteriormente efficiente (eliminazione di passaggi inutili di energia tra mezzi diversi).

            Il mio calvario per integrare HPSU e LET e’ stato alquanto lungo.

            1. Diciamo di voler utilizzare la pdc solo per raffreddare una batteria di post trattamento sulla vmc. Lo scopo principale è di stemprare l’aria in ingresso e togliere (se e per quanto possibile) un po di umidità in eccesso sull’aria in ingresso.

              Magari se quando avrò la pdc proverò il sistema radiante per il raffrescamento, e utilizzerei gli split per togliere l’umidità in eccesso. In ogni caso, sotto consiglio dell’idraulico, ho deciso di optare per un sistema di condizionamento tradizionale. Quindi, nonostante la vmc centralizzata e canalizzata in tutti i locali, la deumidificazione e climatizzazione la farei principalmente con i classici condizionatori.

              Il sistema totalmente ad aria mi era stato sconsigliato in fiera a Bolzano salvo avere una casa in classe A certificata casalima.

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