Climatizzazione estiva: attenzione agli apporti interni

Climatizzazione estiva: attenzione agli apporti interni

Con l’avvicinarsi dell’afa estiva molti decidono di dotarsi di un sistema di climatizzazione estiva. Tuttavia la scelta non è banale perché bisogna capire quale sistema è più adatto alle condizioni ambientali del proprio contesto senza trascurare gli apporti interni.

Vediamo concretamente come gli apporti interni possa influenzare pesantemente le prestazioni ed il comfort di un sistema di climatizzazione estiva.

Impianto di climatizzazione estiva

Un impianto di climatizzazione estiva è un sistema che permette di regolare la temperatura e l’umidità degli ambienti interni di un locale.

I fattori principali che determinano il corretto impianto di climatizzazione estiva, sia per tipologia che potenza, sono le caratteristiche dell’edifico da climatizzare:

  • dimensioni
  • pareti esposte
  • quantità finestre e porte-finestre
  • persone che vi abitano

Nel mio esempio specifico, la climatizzazione estiva e’ assicurata da:

  • pompa di calore aria acqua reversibile Rotex HPSU Compact della Daikin abbinata al pavimento radiante
  • unita’ di trattamento aria VMC Italia LET per la deumidifica

Potete trovare le caratteristiche della mia casa in Informazioni.

Assunzioni

  1. la temperatura interna e’ costante: di fatto lo e’ visto che l’ambiente e’ climatizzato, ovvero presenta un’escursione termica marginale rispetto a quella esterna.
  2. l’energia termica utilizzata per la produzione di ACS sia costante giorno per giorno (sicuramente differente a seconda del numero di persone presenti)
  3. la sottrazione di energia “raffrescante” prodotta dalla PdC da parte della UTA segua l’andamento dei consumi della PdC stessa – e quindi un invariante rispetto a questo ragionamento

Dati reali sulla climatizzazione estiva

Ho dunque confrontato, a partire dal 2 luglio 2015, il consumo elettrico della pompa di calore nei periodi in cui eravamo fuori casa (14 giorni completi) con i giorni in cui eravamo in casa (29 giorni).

I risultati sono particolarmente interessanti (ricordando che il consumo elettrico della pompa di calore include sia il raffrescamento che la produzione di acqua calda sanitaria):

0_Presenti

4_Presenti

E’ visivamente evidente come i consumi siano drasticamente ridotti: proviamo a vederlo in numeri come al solito.

Consumi elettrici produzione di acqua calda sanitaria

Storicamente ho osservato che il consumo elettrico medio della pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria, niente riscaldamento o raffrescamento, e’ di circa 1,8 kWh/giorno.

Assumiamo che nei giorni senza persone il consumo elettrico medio si riduca al consumo base della pompa di calore (circa 32 W sulle 24 ore) ovvero 0,8 kWh/giorno. Non e’ esattamente vero perché ci sono comunque i reintegri dell’accumulo di acqua calda sanitaria (se interessati potete leggere Accumulo termico e dispersione pompa di calore Rotex HPSU Compact.

Consumi elettrici climatizzazione estiva

Ora possiamo esplodere i 2 casi.

Nessuna persona presente

E_PdC = 0,54 * T_out_avg – 7,7 ⇒ E_raffr = 0,54 * T_out_avg – 8,5

4 Persone mediamente presenti

E_PdC = 1,1 * T_out_avg – 17,8 ⇒ E_raffr = 1,1 * T_out_avg – 19,6

Proviamo ora a simulare una giornata molto calda (temperatura media esterna di 31 °C):

Nessuna persona presente ⇒ E_raffr = 0,54 * 31 – 8,5 = 8,2 kWh/day

4 Persone mediamente presenti ⇒ E_raffr = 1,1 * 31 – 19,6 = 14,5 kWh/day

La differenza dei consumi elettrici per raffrescamento e’ di ben 6,3 kWh/giornoovvero di 1,6 Eur/giorno: su un mese potrebbe fare una differenza ben oltre che percepibile.

Proviamo ora a simulare una giornata estiva fresca (temperatura media esterna di 26 °C):

Nessuna persona presente ⇒ E_raffr = 0,54 * 26 – 8,5 = 5,5 kWh/day

4 Persone mediamente presenti ⇒ E_raffr = 1,1 * 26 – 19,6 = 9,0 kWh/day

La differenza dei consumi elettrici per raffrescamento e’ di 3,5 kWh/giornoovvero di 0,9 Eur/giorno: parliamo comunque di 1 caffè al giorno.

Non mi lancio a fare un confronto simile sui consumi della unita’ trattamento aria, che ricordo si occupi della de-umidifica, perché ci sono troppe variabili in relazione tra loro (umidità e temperature interne ed esterne).

Se vuoi approfondire la configurazione estiva del mio sistema leggi .Pompa di calore Rotex HPSU Compact Daikin: raffrescamento.

 

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8 pensieri su “Climatizzazione estiva: attenzione agli apporti interni

  1. Andrea Lucchese

    Bel lavoro Emiliano, però ricordiamo che è un calcolo che deriva dai tuoi dati.
    Una noticina ,,, il calcolo fatto con 31° di t media x un mese trova il tempo che trova .. la situazione sarebbe preoccupante.
    Sicuramente gli apporti interni hanno il loro peso sia in estate che in inverno.
    Provo a ribaltare il discorso sul periodo invernale, gli apporti interni nel mio specifico caso di 3 persone, durante i 183 giorni sono 1900 kwh/a ( calcolo casa clima ) circa 10,38 kwh/day termici. Per sopperire giornalmente a questi mancanza di apporti servirebbero, con pdc e un cop presunto a ribasso di 3, circa 3,50 kwh/giorno elettrici. Non so se sia possibile fare raffronti ma i tuoi calcoli in versione estiva potrebbero sostanzialmente essere presi come riferimento … a meno che tu non abbia un surplus di apporti legati ad attività extra, ginnastica … ginnastica da camera

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