Sbrinamenti Daikin: questione di asterischi ?

Nel caso vogliate leggervi tutte le puntate precedenti, potete partire da Defrost Daikin: e’ primavera.

Oggi, come promesso, e’ arrivato il rapporto tecnico di Daikin Italia in merito al sopralluogo effettuato sul mio impianto:

Quello che trovo di gran lunga piu’ interessante e’ questo paragrafo introduttivo:

Gli sbrinamenti, il cui tempo minimo di frequenza tra uno e l’altro può scendere sino a 25 minuti, sono influenzati principalmente dalle seguenti condizioni :

Esterne– Temperatura *
– Umidità relativa *
– Posizionamento dell’unità moto condensante
Interne– Layout distribuzione lato acqua
– Portate acqua
– Delta T acqua
– Bypass sul circuito idraulico (non regolabili)
– Regolazioni locali
Di sistema– Quantitativo di refrigerante
– Efficacia dello sbrinamento precedente *

Non essendo presenti, al momento della visita, le condizioni indicate con * (quali temperatura, umidità relativa, efficacia degli sbrinamenti precedenti), necessarie per poter verificare direttamente la funzione di sbrinamento, ci si è focalizzati su quanto disponibile per poter analizzare al meglio le condizioni esterne, interne e di sistema.

[Ho evidenziato in grassetto i fattori che potrebbero essere rilevanti ma su cui Daikin non ha dato riscontro specifico in merito ai requisiti / limiti dell’impianto per un corretto funzionamento della pompa di calore]

Direi che questo incipit si commenta da solo: e’ vera qualsiasi cosa.
Non importa quanto e quando sia rilevante.

Aspettiamo il prossimo inverno per togliere qualche asterisco e mettere dei punti. Esclamativi.

Trovo paradossalmente divertente che con l’abbassamento di temperatura di ieri 19 aprile 2017, questa mattina sia comparso uno sbrinamento: una sorta di presagio.

Buona primavera a tutti !

Sbrinamenti Daikin: è primavera

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Sta finalmente tornando la primavera che, con le sue temperature più miti, si porta via il freddo ed il gelo invernale. Ed anche gli sbrinamenti della mia Daikin HPSU Compact, per lo meno fino al prossimo inverno.

Vi racconto gli ultimi aggiornamenti per quanto, purtroppo, non ci sia quasi nulla di sostanziale.

Le puntate precedenti

Nel caso non lo abbiate ancora fatto, Vi raccomando la lettura preliminare di questi articoli che aiutano a comprendere la situazione:

Riscaldamento invernale e pompa di calore aria-acqua- attenzione agli sbrinamenti

Rotex HPSU Compact: come funziona lo sbrinamento ?

Defrost Daikin: una scelta consapevole ?

Consumi casa elettrica – Gennaio 2017

Tutto questo mi ha spinto a realizzare un sistema di monitoraggio estremamente avanzato:

Hack my Daikin HPSU Compact: terza parte

La visita fiscale

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Il 22 febbraio 2017 Daikin Italia e’ tornata a farmi visita, con forze ancora più numerose della prima volta, mostrando sicuramente estrema attenzione, preparazione e serietà.

L’obiettivo era di raccogliere dati sul mio impianto nella sua interezza, ma abbiamo speso ore a parlare. E’ anche stato fatto anche un intervento sull’impianto stesso (non sulla pompa di calore) che pero’ non ha sortito beneficio alcuno sugli sbrinamenti precoci.

Impianto termico con pompa di calore

Parto da una premessa basata su una coppia di domande in apparenza semplici che mi stavo ponendo da diverse settimane:

  • quali sono i valori corretti di portata e salto termico lato acqua  (differenza tra temperatura di mandata e temperatura di ritorno) da utilizzare in un impianto di riscaldamento con pavimento radiante ?
  • qual’e’ la corretta regolazione del pavimento radiante con la pompa di calore ?

La risposta e’ in realtà articolata e dipende dall’interazione di tutte le componenti che costituiscono l’impianto termico:

  • involucro:  fabbisogno termico dipendente dalla temperatura esterna
  • generatore di calore (pompa di calore): il rendimento dipende dalla temperatura di mandata dell’acqua, dalla temperatura esterna e dal regime di carico (potenza termica erogata rispetto a quella nominale)
  • sistema di emissione del calore (pavimento radiante): il rendimento dipende da portata e salto termico dell’acqua

In altre parole il rendimento complessivo e’ la combinazione del rendimento di involucro, pompa di calore e pavimento radiante.

Quindi, se osservate consumi elettrici effettivi non consistenti col vostro attestato di certificazione energetica, la causa e’ da ricercare nell’insieme involucro/generatore di calore/sistema di emissione e non solo nella pompa di calore.

Tutto questo e’ riassunto nella documentazione che dovrebbe accompagnare ogni abitazione:

  • attestato di certificazione energetica (obbligatorio in ogni compravendita)
  • progetto termico (relazione tecnica ex legge 10)
  • progetto del pavimento radiante (contenente portata e salto termico atteso per ogni anello)

E quanto progettato dovrebbe poi essere conformemente realizzato, configurato e verificato.

Per l’utente finale la realtà e’ che quasi certamente si dispone dell’ACE, mentre tutto il resto dovrebbe essere parte di un lavoro fatto a regola d’arte della cui documentazione non si dispone (non essendo obbligatoria come ad esempio la dichiarazione legge 46/90 per l’impianto elettrico).

Giustamente questa e’ la documentazione che Daikin Italia mi ha chiesto durante la sua visita per fare un assessment dell’impianto termico.

Nella mia realtà:

  • il documento legge 10 non era aggiornato: era stata depositato in Comune alla richiesta di autorizzazione alla costruzione fatta dal costruttore quando aveva avviato il cantiere di 3 vilette sinole – tutte le variazioni successive specifiche della mia abitazione non erano state registrate
  • il progetto del pavimento radiante non era disponibile: richiesta copia al termo-tecnico ma non se sia emersa
  • durante la chiamata al termo-tecnico il medesimo ha dichiarato che il mio impianto a pavimento era stato progettato inizialmente per una caldaia a condensazione e che lui non sapeva che era collegata anche una UTA !
  • probabilmente non era mai stata fatta una configurazione iniziale di pompa di calore e pavimento radiante con parametri tra di loro perfettamente consistenti

Provando a mettere a fattore comune altre segnalazioni simile alle mie, penso che possiamo avere gli elementi seguenti in comune:

  • involucro con basso fabbisogno termico
  • pompa di calore sovra-dimensionata (leggermente) rispetto al fabbisogno termico
  • sistema di emissione (pavimento radiante) sovra-dimensionato rispetto alla potenza termica necessaria alla temperatura di progetto
  • caratteristiche particolari / mal regolazione del sistema di emissione (pavimento radiante)
  • mancata regolazione iniziale della pompa di calore in coerenza al progetto termo-idraulico

Ahia. Sembra davvero che il mio impianto ne esca con le ossa rotte. Ma manca la relazione di tutto quanto descritto con gli sbrinamenti precoci che determinano un crollo repentino delle prestazioni sotto i 4 ºC circa a causa della frequenza troppo elevata.
Ne riparliamo più tardi.

Pompa di calore sovra-dimensionata ?

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Qualche tempo fa avevo pubblicato Pompa di calore – dimensionamento semplificato un metodo semplificato per determinare il taglio della pompa di calore dato il fabbisogno dell’involucro.

Era evidente che per la mia casa una macchina da 4 kW sarebbe stata sufficiente. La scelta era ricaduta sul modello di Daikin HPSU Compact da 6 kW per due ragioni fondamentali:

  • il modello di HPSU da 4 kW ha solamente l’accumulo da 300 l insufficiente per le mie esigenze familiari
  • il costruttore mi proponeva di montare la 11 kW e dovetti insistere io per avere il taglio inferiore (una sorta di compromesso all’italiana)

La conseguenza di questa scelta ? Che la pompa di calore lavorerà in riscaldamento per la maggior parte del tempo ad un regime di carico inferiore al 100%. Per capire se sia un male od un bene occorre analizzare la documentazione relativa alle prestazioni della pompa di calore nelle differenti condizioni.

Quanto e’ sicuro, in caso di sovradimensionato della pompa di calore, e’ che le temperature esterne di inizio e fine inverno richiedono di lavorare per un numero limitato di ore al giorno (da gestire mediante crono-programmazione). Ma questo accade con qualsiasi generatore di calore che per quanto possa modulare mediante un inverter non avrà mai una gamma di funzionamento in grado di coprire tutta la stagione.

Prestazioni Daikin HPSU Compact ai carichi parziali

Vediamo quindi come variano capacita’ nominale e rendimento in riscaldamento della Daikin HPSU Compact con differenti condizioni per:

  • temperatura di mandata
  • temperatura esterna
  • regime di carico parziale (potenza termica erogata rispetto a quella nominale)

Daikin, come previsto dalla normativa, ci fornisce i dati integrati inclusivi di sbrinamenti e tutti i consumi elettrici necessari al funzionamento (inclusa la pompa di circolazione integrata). Nella pagina Documentazione Daikin/Rotex trovate il documento completo, riporto solo i valori pertinenti al mio caso:

parziali

Mattiamo ora su un grafico il fabbisogno del mio involucro con le potenze nominali dichiarate:

pow30pow35

Questi grafici ci dicono che:

  • per il fabbisogno termico del mio involucro
  • con una temperatura di mandata tra i 30 ºC ed i 35 ºC 
  • con una temperatura esterna compresa tra i -5 ºC ed +5 ºC
  • il regime di carico della HPSU Compact sara’ sempre compreso tra il 30% ed il 70%

Questo lieve sovra-dimensionamento per una pompa di calore ad inverter e’ un male ? Non necessariamente.

Mettendo su un grafico i rendimenti a carico parziale ci si può dare una risposta:

cop-2 cop2

Con temperature esterna compresa tra i -2 ºC ed i +2 ºC e temperatura di mandata compresa tra i 30 ºC ed i 35 ºC, minore e’ il regime di carico e maggiore e’ il rendimento della Daikin HPSU Compact.

Questo ci dice che sovra-dimensionando leggermente in realtà si e’ migliorato il rendimento medi con cui la pompa di calore opera ! Un apparente problema e’ diventato una opportunità.

Attenzione a non generalizzare troppo pero’: i dati Daikin con una mandata inferiore ai 30 ºC o regime di carico inferiore al 30% non sono disponibili. Non e’ quindi detto che scendendo ulteriormente con la portata e/o col regime di carico si migliori ancora il COP. Osservando il grafico per temperature di mandata superiori il comportamento e’ esattamente l’opposto.

Pompa di calore leggermente sovra-dimensionata !

Mettiamo tutto insieme e traiamo le conclusioni in merito alla congruenza del dimensionamento della mia pompa di calore rispetto al mio impianto:

  • per il fabbisogno termico del mio involucro
  • con una temperatura di mandata tra i 30 ºC ed i 35 ºC
  • con una temperatura esterna compresa tra i -2 ºC ed i +2 ºC
  • il regime di carico della HPSU sara’ sempre compreso tra il 30% ed il 70%
  • il COP della HPSU sara’ sempre il massimo possibile !

Ottima conclusione per il momento ! Abbiamo eliminato una delle possibile cause di rendimento complessivo dell’impianto termico non in linea con le aspettative.

Pavimento radiante sovra-dimensionato ?

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Proviamo a fare due calcoli alquanto semplici.

Il fabbisogno termico del mio involucro alla temperatura di progetto e’ di circa 4 kW, che dividendo per la superficie indica un fabbisogno termico specifico di circa 35 W/m², valore tipico per una qualsiasi casa a basso consumo.

Prendo un prestito dal sito di Eurotherm un sinottico relativo alla norma UNI EN 1264-3 che ci indica la temperatura di mandata necessaria per una determinata potenza termica specifica con diverse combinazioni di passo del pavimento radiante e di materiale superficiale:

rese

La conclusione di massima e’ che:

  • per il fabbisogno termico specifico del mio involucro (di circa 35 W/m²)
  • con un salto termico pari a 5 ºC con rivestimento in ceramica
  • con un passo del pavimento radiante di 10 cm la temperatura di mandata deve essere intorno ai 28-30 ºC
  • con un passo del pavimento radiante di 15 cm la temperatura di mandata deve essere intorno ai 29-32 ºC
  • con un passo del pavimento radiante di 20 cm la temperatura di mandata deve essere intorno ai 29-33 ºC

Direi che anche in questo caso ci siamo, anche se al limite. Eliminata anche la seconda causa di rendimento complessivo dell’impianto termico non in linea con le aspettative.

Occorre pero’ riflettere un attimo perché c’e uno spunto estremamente importante: la temperatura di ritorno di un pavimento caldo a regime non può mai scendere sotto un certo limite (altrimenti non scalderebbe l’aria). Nel mio caso ho verificato sperimentalmente intorno ai 26,6 ºC.

Se alla temperatura esterna di progetto, quindi con potenza termica massima, la temperatura di mandata e’ bassa, figuratevi cosa può succedere quando il fabbisogno termico, e quindi la temperatura di mandata, si abbassa. L’impianto dovrebbe funzionare con un salto termico bassissimo. Sicuramente complesso da regolare.

La conclusione e’ con case a basso consumo e’ opportuno operare con passi meno fitti per rendere più facile la gestione di un range di salti termici e massimizzare il rendimento del pavimento. Ma non dimenticavi di non esagerare perché poi andreste a ridurre il COP di funzionamento della pompa di calore.

Insomma serve equilibrio nelle componenti dell’impianto ed e’ proprio il lavoro di un progettista.

Salto termico e portata per HPSU Compact

Visto che nel sinottico precedente si parlava di salto termico lato acqua, a questo punto e’ interessante comprendere quali siano valori attesi dalla Daikin HPSU Compact in base ai valori di potenza nominale dichiarati.

Sul manuale della mia versione e’ indicato che la portata minima del circuito di riscaldamento per la HSPU Compact 4-8 kW e’ di 720 l/h.

Nel caso di circuito diretto, ovvero in cui la pompa di circolazione integrata alimenta direttamente tutto il pavimento radiante, possiamo ora determinare il salto termico massimo corrispondente alla portata minima ed alle potenze nominali dichiarati ai vari regimi di funzionamento:

tabella

 

Ovviamente alcune di queste combinazioni non sono materialmente raggiungibili perché incompatibili con una temperatura di ritorno che non può scendere sotto un certo limite.
Ho evidenziato in grigio quelle non possibili con una temperatura di ritorno di 26,6 ºC (quella che ho rilevato sperimentale col mio pavimento radiante caldo): in questi casi la portata deve inevitabilmente salire per poter erogare le potenze nominali dichiarate (oppure dobbiamo innalzare la temperatura di mandata).

La conclusione di massima applicata al mio involucro e’ dunque la seguente:

  • per il fabbisogno termico del mio involucro
  • con una temperatura di mandata tra i 30 ºC ed i 35 ºC
  • con una temperatura esterna compresa tra i -2 ºC ed i +2 ºC
  • il regime di carico della HPSU sara’ sempre compreso tra il 30% ed il 70%
  • il COP della HPSU sara’ sempre il massimo possibile !
  • il salto termico massimo lato acqua deve essere compreso tra i 2,5 ºC ed i 5,4 ºC

Direi che i valori di normale funzionamento del mio impianto continuano ad essere assolutamente in linea con quelli nominali. Eliminata anche questa.

Mal regolazione del pavimento radiante

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Qui’ invece abbiamo toppato, almeno in apparenza. L’ispezione dell’impianto da parte dei tecnici Daikin ha infatti rilevato che:

  • i rubinetti dei termo-arredi dei bagni erano totalmente aperti
  • la derivazione che alimenta la UTA era totalmente aperta con flusso effettivamente circolante (nonostante in questa stagione non serva a nulla)

Di fatto era come se ci fossero due by-pass in parallelo agli anelli del pavimento radiante.

Chiusi tutti e tre i rubinetti si e’ ottenuto il risultato seguente sulla portata erogata dalla pompa di circolazione integrata:

  • prima: Δ pompa 1% => Δ portata 15,7 l/h
  • dopo: Δ pompa 1% => Δ portata 10,0 l/h

Di conseguenza il salto termico, a parità di portata, nel pavimento si e’ innalzato. Migliorando quasi certamente il rendimento del pavimento radiante.

Ottima conclusione per l’ottimizzazione di base dell’impianto nel suo complesso: grazie Daikin !

Ma come si collega tutto questo col mio problema originale (sbrinamenti troppo frequenti sotto i 4 ºC) e conseguente crollo del rendimento della pompa di calore) ?

Daikin Italia mi ha spiegato (senza riuscirci per i miei limiti di conoscenza nel campo termodinamica applicata) che innalzando in riscaldamento il salto termico lato acqua si innalzerebbe la temperatura media di evaporazione riducendo, a parità di potenza termica erogata e temperatura esterna, la possibilità di sbrinamenti troppo anticipati (secondo l’algoritmo Daikin).
Confrontandomi con esimi frigoristi che frequentano il forum cercaenergia non ho trovato conferma.

Vediamo allora se l’evidenza sperimentale a valle dell’intervento di chiusura rubinetti conferma l’indicazione di Daikin sul salto di temperatura.

Come prima più di prima

Ho sfruttato gli ultimi spruzzi di inverno per monitorare le condizioni “ottimali” per gli sbrinamenti, facendo una crono-programmazione che facesse lavorare la pompa di calore con le temperatura più fredde.

Purtroppo, pur lavorando con un salto termico lievemente maggiore, la situazione degli sbrinamenti non e’ cambiata (riporto i dati del 01 marzo 2017):

Potenza e salto termico

tre

deltatdue

COPuno

deltat

Reintegri ACS

acs

Osservazioni sui dati riportati:

  • potenza termica erogata in situazione di sbrinamento e non sostanzialmente la medesima (tra i 3,0 ed i 3,5 kW)
  • salto termico lato acqua perfettamente in linea con le specifiche nominali (tra i 3,5 ºC ed i 4,5 ºC)
  • si nota la sensibilità estrema alla temperatura esterna degli sbrinamenti
  • il COP e’ sensibilmente ridotto nei primi 20 minuti dopo la riaccensione (quindi gli sbrinamenti da 25 minuti sono deleteri sotto questo punto di vista)
  • ci sono i noti impatti sui reintegri dell’accumulo

Ho anche fatto un monitoraggio su una gamma temporale maggiore dei rendimenti sintetizzando i dati disponibili online:

tabella

Anche questa vista conferma quanto scrivevo sopra: osservate le perfetta corrispondenza dei pallini rossi ed amber sul numero di defrost ed i corrispondenti COP.

Si vede per bene come i defrost molto numerosi determinino:

  • importante riduzione del COP complessivo (Exchanger COP)
  • riduzione del COP in riscaldamento (Floor COP)
  • drammatica riduzione del COP in ACS (Tank COP)

Ricordo che questi COP sono misurati direttamente sulla macchina e non sono quindi affetti da eventuali inefficienze del pavimento radiante. Quindi l’impianto non c’entra nulla (in modo diretto).

Valvola a 3 vie

Non posso dimenticare che Daikin ha sostituito l’attuatore di una delle valvole a 3 vie: il rumore si e’ drasticamente ridotto. Direi problemi chiuso. Grazie Daikin !

Conclusioni

La visita di Daikin Italia mi ha portato diversi elementi:

  • ha dimostrato l’impegno di Daikin stessa per definire la natura del problema in senso lato, anche al di fuori delle proprie responsabilità dirette; e’ stata anche garantita una estensione di garanzia fino a marzo 2018 durante l’analisi del mio problema
  • per un impianto di climatizzazione invernale/estiva basato su pompa di calore e pavimento radiante, la filiera cliente/impresario/termo-tecnico/idraulico/Daikin e’ troppo lunga:
    • responsabilità/complessità di progettazione e realizzazione
    • ci dovrebbe essere una figura unica chiave competente in grado di supervisionare il tutto (Daikin stessa comincia ad offrire un servizio del genere)
    • commistione di responsabilità per lavori non eseguiti a regola d’arte (il collaudo da parte dei CAT Daikin non prevede controlli sull’avvenuta configurazione della pompa di calore secondo l’impianto)
    • competenza diffusa ancora limitata
    • il cliente finale paga tutte le conseguenze in caso di problemi
  • e’ facile additare la pompa di calore perché e’ l’unico elemento misurabile direttamente delle componenti dell’impianto involucro/generatore di calore/sistema di distribuzione
  • azioni di ottimizzazione generale del mio impianto non specificamente legati agli sbrinamenti precoci
  • la valvola a tre vie non fa + più rumore
  • ho acquisito una serie di nozioni che riverserò nel software di controllo automatico della mandata, alternativo alla climatica, per massimizzare comfort e prestazioni
  • il problema degli sbrinamenti troppo frequenti non e’ imputabile direttamente od indirettamente al mio impianto ma al mio esemplare di Daikin HPSU Compact:
    • il problema si manifesta lavorando con valori “normali” di portata, salto termico e potenza termica
    • la misura diretta del COP della HPSU conferma la drastisca riduzione “a scalino” al di sotto dei 4 ºC

Non rimane che aspettare l’esito della visita a tutti gli “utenti sfortunelli”, ma temo che dovremo rimandare al prossimo inverno (finora Daikin non ha ancora catturato dati relativi ad un “pettine” di sbrinamenti ogni 25 minuti).

La mia speranza in un difetto di qualche componente del mio esemplare di HPSU e non un problema di prodotto scarsamente adatto ad operare su abitazioni con basso fabbisogno termico continua.

Per fortuna che la primavera mette di buon umore ma soprattutto allontana gli sbrinamenti precoci:

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Consumi casa elettrica – Gennaio 2017

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E siamo finalmente arrivati a poter fare dei bilanci sul primo inverno con temperature normalmente basse. Nella pratica e’ il primo “vero inverno” gestito mediante la mia Daikin HPSU Compact.

I dati pubblicati sono i consueti (a cui ho aggiunto per leggibilità la differenza tra i parametri climatici interni ed esterni)

  • Esterno
    • temperatura esterna effettiva (misurata con un’unita’ esterna dell’OpenEnergyMonitor)
    • umidità esterna effettiva (misurata con un’unita’ esterna dell’OpenEnergyMonitor)
  • Interno
    • temperatura interna effettiva (misurata con un’unita’ interna dell’OpenEnergyMonitor)
    • umidità interna effettiva (misurata con un’unita’ interna dell’OpenEnergyMonitor)
  • Delta
    • differenza di temperatura effettiva tra interno ed esterno (misurate con OpenEnergyMonitor)
    • differenza di umidità effettiva tra interno ed esterno (misurate con OpenEnergyMonitor)
  • Energia elettrica
    • prodotta dal fotovoltaico
    • consumata complessivamente dalla casa
    • prelevata dalla rete
    • immessa in rete
  • PVGIS
    • produzione di energia elettrica teorica prevista per il fotovoltaico
    • confronto con la produzione effettiva
  • Dettaglio Energia elettrica consumata
    • pompa di calore (che si occupa di riscaldamento, acqua calda sanitaria e raffrescamento)
    • UTA (ventilazione meccanica controllata, deumidifica, eventuale integrazione in riscaldamento/raffrescamento)
    • tutti gli altri consumi elettrici (inclusa la piastra ad induzione della cucina)

gennaio-2017

Direi che i tempi sono finalmente maturi per fare qualche confronto tra i dati dei fabbisogni termici previsti nel mio Attestato di Certificazione Energetica (ACE) ed i consumi elettrici effettivi della pompa di calore.

Suggerisco innanzitutto di rileggere Pompa di calore – dimensionamento semplificato.

Il mio ACE (vedi Informazioni) ci dice:

  • Fabbisogno annuo di energia termica per climatizzazione invernale ETH = 66,11 kWh/m²a
  • Fabbisogno annuo di energia termica per acqua calda sanitaria ETW = 18,59 kWh/m²a
  • Superficie utile = 114,35 m²
  • Gradi Giorno = 2.544 GG
  • Periodo di attivazione dell’impianto = 15 ottobre – 15 aprile ⇒ 184 GG

Come di consueto possiamo ricavare una formula, mediante semplici proporzioni, per determinare il fabbisogno termico di un determinato mese conoscendo le temperature interne ed esterne medie:

  • Fabbisogno mensile di energia termica per riscaldamento = ETH * Superficie Utile * Giorni Mese * (Temperatura interna media – Temperatura esterna media) / Gradi Giorno
  • Fabbisogno mensile di energia termica per ACS = ETW * Superficie Utile * Giorni Mese / 365

Applicandole per semplicità ai mesi invernali completi (novembre → marzo) disponibili possiamo ottenere i fabbisogni termici effettivamente attesi e confrontarli con i consumi elettrici effettivi ottenendo un valutazione del COP effettivo:

alfaNon parrebbe nulla di particolarmente esaltante. Ma dobbiamo confrontare con i dati nominali del generatore di calore, ovvero della pompa di calore.

Recuperiamo la documentazione di prodotto della Daikin HPSU Compact (PRESTAZIONI AI CARICHI PARZIALI UNITA’ A BASSA TEMPERATURA RRLQ/RVLQ/ERLQ E ALTA TEMPERATURA RRRQ/ERRQ – 12/09/2013) su cui si trovano i COP dichiarati dal produttore.

Riporto per comodità solo i dati rilevanti per il mio caso specifico:

rrlq1 rrlq2

[Mi permetto di osservare che le unita’ esterne ERLQ e RRLQ hanno esattamente le stesse performance …]

Alcune osservazioni importanti sui valori indicati nel documento delle prestazioni nominali:

  • Dati integrati indica che sono incluse anche le perdite per sbrinamento
  • La normativa EN 14511 per la misura dei rendimenti delle pompe di calore per riscaldamento / ACS prescrive che sia inclusa nella potenza elettrica assorbita anche la pompa di circolazione

Abbiamo ora tutti gli strumenti per fare un confronto completo: per essere ancora più pedantico del solito ho stimato la temperatura media di mandata in riscaldamento richiesta dal mio involucro (che opera con curva climatica 0,5 e scorrimento 20,5 ºC) per una scelta del COP nominale la più precisa possibile dare una valutazione del COP teorico ultra-precisa.

Ho ipotizzato, in modo conservativo per il COP, che l’energia per il riscaldamento sia distribuita su 20 ore giornaliere, mentre la produzione di ACS su 2 ore. Questo ha permesso di identificare il regime di funzionamento atteso per la pompa di calore.

Possiamo rappresentare in un paio di grafici come i fabbisogni del mio involucro si confrontino con i dati nominali della mia Daikin HPSU Compact 6kW;

potenza

Questo grafico ci dice semplicemente che la mia pompa di calore, in una gamma di temperature esterne rappresentativa, dovrebbe lavorare sempre con un carico inferiore al 70% della potenza nominale disponibile.

Possiamo vederlo facilmente con una tabella riepilogativa:

percent

Vediamo il grafico dei COP nominali corrispondenti:

grcop

Il COP Pesato teorico, da confrontare con quello effettivo determinato in precedenza, e’ determinato pesando i COP Riscaldamento ed ACS nominali in base ai rispettivi fabbisogni termici:

COP Pesato Teorico = (E Term. Risc.  + E Term. ACS) / (E Term. Risc. / COP Nom. Risc. + E Term. ACS / COP Nom. ACS)

Ecco il risultato dove ho ordinato in base alla temperatura esterna media ed evidenziato in giallo le colonne con i dati chiave:

tabellacop

Se non ho commesso errori grossolani, da questa valutazione emerge che:

  1. parrebbe che sul mio sistema, il COP effettivo sia inferiore anche del 35% / 40% rispetto a quello nominale (dichiarato dal produttore) nei mesi piu’ freddi (e che quindi richiedono piu’ energia)
  2. E’ sicuramente certo che scendendo sotto temperature esterne medie di 4 ºC / 5 ºC l’efficienza effettiva si riduce drammaticamente rispetto a quella prevista nominalmente
  3. A temperatura esterne medie “relativamente alte” (maggiori di 8 ºC) la differenza si riduce ad un 15%

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Non e’ che forse tutto questo c’entra con quanto ho riscontrato in Defrost Daikin: una scelta consapevole ? e su cui, al momento della redazione di questo articolo, aspetto ancora una risposta definitiva ?

Proviamo a rappresentare in un diagramma per rendere le cose semplici:

graficocop

La sostanza non cambia guardano i dati nell’ovale arancione: scendendo sotto temperature esterne di 4 ºC / 5 ºC l’efficienza effettiva si riduce drammaticamente rispetto a quella prevista nominalmente.

Direi che ci saranno puntate ulteriori su questo argomento, anche grazie a quanto emergerà col progetto di monitoraggio in corso di realizzazione:

Hack my Daikin HPSU Compact: prima parte

Hack my Daikin HPSU Compact: seconda parte

Stay tuned, se ne vedranno delle belle !

Daikin Defrost: a conscious choice ?

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As you already know I am trying to understand my heat pumpt defrost cycles by few winters. And I am trying to optimize the configuration to minimize consumption and maximize comfort.

I am trying to escape from defrost cycles by few winters.

Current winter I actually realized that something is not working as expected. Daikin Italy cheered me up writing me that based on the data collected onto my system everything is working as it should.

Unfortunately it was not explained why I should be calm. Something does not come back to me. So I am not calm.

The beginnings

I reccomend the following preliminary readings (unfortunately in Italian only at the moment) to understand how I reached my conclusions:

Riscaldamento invernale e pompa di calore aria-acqua- attenzione agli sbrinamenti

Rotex HPSU Compact: come funziona lo sbrinamento ?

This behaviour was already clear past winter.

Starting point is a ticket (200344216) opened to Daikin Italy on 27th December 2016.

On 8th January 2017, without any answers to explain my problem, I wrote a summary email to  infotecno@daikin.it (as suggested on Daikin Italy website in case of “Hai dubbi di natura tecnica o desideri semplicemente approfondire degli argomenti tecnici? Se nessuno dei canali di contatto sopra elencati è adeguato alla tua richiesta”).

The “phenomenon”

My system, as many other people frequenting italian technical forum cercaenergia, has realtime electric power monitoring of my Daikin HPSU Compact: different heat pump behaviours are clearly highlight.

A data example of 8th January 2017 (but any of the previous winters would be the same):

1483960618

Heat pump defrost cycles can be easily identified thanks to electric power realtime monitoring. Zooming into 8th January 2017 you can recognize univocally defrost cycles:

1483960725

My Daikin HPSU Compact evidences, and of many other HPSU Compact users of cercaenergia forum and also of Dutch customer that found this article in italian, are the following:

  • defrost cycles, when starting, have almost always a 25 minutes frequency independently of outdoor temperature or outdoor humidity
  • so frequent defrost cycles lead to a fast hot water tank exhaustion with resulting very frequent DHW cycles
  • the only action apparently improving the heat pump behaviour is a huge increase in external unit thermal power generation

This Daikin HPSU Compact behaviour is bad for the following reason:

  • very frequent DHW cycles increase greatly electric consumption
  • the two three way valves are very noisy very frequently => it is annoying and I imagine that components will have really shorter life
  • not continuous heating, especially when required thermal power is limited

The turn

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My reasonable certainty started at the Christmas vacation end when I found, thanks to my Google search black belt, Daikin Altherma Service Manuals (Daikin Group hungarian company – you can find them in blog documents section).

Unexpected I discovered that Altherma external unit (ERLQ04-08CAV3) is identical to the one used by the Daikin HPSU Compact current version (now called also Daikin Altherma integrated solar unit).

I reasonable believe that the manual perfectly applies also to my HSPU Compact external unit (RRLQ006CAV3). This assumption backfired me and made me really restless.

The Daikin Altherma manual perfectly describes (finally !!!) external unit defrost algorithm:

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The manual would explain that my Daikin HPSU Compact (also of all other users complaining with ERLQ04-08CAV3) when defrost cycles start, never exits, as designed, from “Defrost Requesting Area” because defrosts frequency is almost always a cycle every 25 minutes.

As explained above, greatly increasing thermal power (raising flow temperature setpoint) the frequency reduces slightly but never closer to the 2 hours documented in the manual.

This behaviour is found also by other customers complaining and it seems wrong: increasing thermal power is expected defrost frequency increase in order to prevent increased frost risk.

We made also some stats on the forum about users having Daiking HPSU Compact real time monitored:

  • 4 kW model => 1 user, no issues
  • 6 kW model => 2 users affected by the problem (including myself)
  • 8 kW model => 2 users affected by the problem
  • 11 kW model => 2 users, no issues

With our stats: 4 users out of 7 are affected by the “apparent” problem (60%).

The escalation

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Strengthened by Altherma manual and without any answers from Daikin Italy, I boldly tried an escalation. On 12th January 2017 I opened a formal complaint through Daikin Group website.

Incredibly the following day I was contacted by Daikin Italy Technical Support manager who assured me that technician of Genova Centre of Excellence would come to my home ! Simply AMAZING !

Anyway quite hard to be listened.

Here comes the cavalry

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Defrost battle royal day was 17th January 2017: 2 Daikin Italy technicians travelling from Genova + local Technical Support Centre owner worked on my heat pump most of the day.

Really very kind and expert. I was declared to be first case to be analyzed in order to collect data and hopefully solve frequent defrost problem. They answered to any of my question (with a simple language).

They performed following activities:

  1. internal unit verification
  2. external unit behaviour analysis with PC data collection – 2 x 25 minutes defrosts observed
  3. refrigerant gas quantity verification: found 1.330 grams instead of 1.600 grams (nominal quantity for 6 kW external unit)
  4. internal unit factory reset to clean any “noise” due to any strange configuration performed by the customer (myself)
  5. internal tank addition of 20 liters water (not an issue, latest check was done 12 months ago)
  6. refrigerant circuit emptying to remove any humidity
  7. new refrigerant gas load (1.600 grams nominal quantity)
  8. system restart and monitor with PC data collection
  9. 2 x 25 minutes defrosts observed just after restart – no defrosts in following minutes
  10. external unit sounds becamed regular as per Genova’s technician
  11. evaporator temperature increased of few degrees after gas addition (no actual data provided)
  12. consider that outdoor temperature increased in the meantime of all operations
  13. reccomended seasonly external heat exchanger cleaning

We agreed to be in touch in order to:

  • observe system behaviour
  • collect feedback on external unit collected data analysis (performed by Daikin Italy and Daikin Europe N.V.)
  • define if noisy three way valves replacement is required

The “un-questionable” results

Few hours after technician left my home, joint to outdoor temperature fall, were enough to understand that things were not significantly changed.

Never ring bells too early.

I decided to free my numbers passion monitoring in a microscopic way defrost cycles for the following 7 days in order to produce indisputable statistics:

  • 174 defrost cycles in 7 days => 25 defrosts / day on average
  • average interval between defrost cycles is 44 minutes
  • defrost cycles are NEVER more distant than 1 hour and 10 minutes
  • defrost interval seems to increase slightly with outdoor temperature decrease

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Unfortunately comparing these data with product documentation (Daikin Altherma Service Manual) I can only conclude that my Daikin HPSU Compact is not working as per product specification (defrost frequency).

I sent this analysis back to Daikin Italy on 24th January 2017.

Here you can find all the data defrost_daikin.

The answer

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Given the data collected your sistem is working properly, we sent information and data recorded to parent company, we are waiting for a further confirmation that we’ll happily share with You. For your information the documentation about defrost operations included in the Manual You retrieved does not appy to GBS units (like your RRLQ006CAV3).

One row answer, non fact based but self-declaration based, to justify everything I explaind above.

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Something still does not come back to me. And I am really restless.

Now I’ll explain why in more detail.

Frequent DHW cycles increase electric consumption

As usual, let’s start from electric consumption data:

  • my Daikin HPSU Compact used 198 kWh (electric) in 7 days
  • 174 defrosts in 7 days
  • 44 minutes average defrost interval
  • on average one DHW cycle is required every 6 defrosts
  • one DHW cycle requires 2,0 kWh (electric)

Now few assumtions to make estimates:

  • a perfect behaviour would require, when necessary, one defrost cycle every 2 hours => 64 defrosts in 7 days => 11 additional DHW cycles in 7 days
  • an average behaviour would require, when necessary, one defrost cycle every 80 minuts => 96 defrosts in 7 days => 16 additional DHW cycles in 7 days
  • actual behaviour of 174 defrosts in 7 days => 29 additional DHW cycles in 7 days

So:

  • with a perfect behaviour I’d saved 18 (29-11) additional DHW cycles in 7 days => 36 kWh (electric) saving
  • with an average behaviour I’d saved 13 (29-16) additional DHW cycles in 7 days => 26 kWh (electric) saving

Electric consumption summary:

  • actual behaviour => 198 kWh (electric)
  • average behaviour => 172 kWh (electric) => 13% less than actual
  • perfect behaviour => 162 kWh (electric) => 18% less than actual

Conclusion: due to too frequent defrosts electric consumption could be increased of about13% / 18%.

Keep in mind this is best case scenario because I don’t have data on COP reduction due to continuous on/off of the system !

Three way valves noise (and reduced life ?)

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I’ll let you listen to this video recorded close to my Daikin HPSU Compact internal unit while one defrost cycle was operated (please do not increase the volume)

Daikin Italy technician during the visit confirmed me this noise is regular. Confirmed also by email.

Imagine your internal unit placed inside your wardrobe in your bedroom as suggested in a Rotex brochure. Or in the living room:

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But the best option to handle defrosts (stress relief) is the following:

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Choose the best option for you.

Not continuous heating

Now let me underline another behaviour caused by 25 min defrosts bursts:1484858458

The joint effect of defrosts and long delay of compressor restart heavily reduces heating operation time: the actual thermal energy is reduced even with an higher thermal power available.

Again we can put figures considering the example interval 17:31 (first de-frost) -> 21:05 (fifth defrost):

  • total time: 3 hours 34 minutes
  • active heating time: 1 hour 32 minutes => 43% of total time

So, in this example, thermal power/energy was 57% cut vs power/energy available.

So no heat curve can fit for all outdoor temperatures and it is required to increase flow temperature (reducing COP).

Keep in mind this is best case scenario because I don’t have data on COP reduction due to continuous on/off of the system !

Findings

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This journey made me really tired as customer / consumer. First for the complexity to access and to be listened by a big international company. At the end, reading the answer, because not considered at all.

I found extremly interesting the opportunity provided by internet to share intelligence and knwledge of many people (social intelligence).

Which findings for people owning an heat pump or evaluating to buy a new one ?

Anyway it is a very good option. The choice should be based on what best fit for us and to select a company who provide the best technical support. And then for the costs.

Unfortunately winter defrost are not a neglible factor and can lead to unpleasant surprises. If the choice is not conscious.

Based on multiple cases collcted into fourm, not all Daikin HPSU Compact are affected by the issue I explained in this article. But I wasn’t able to find any 6 / 8 kW model not affected by the “defrost precox” problem.

Users of other brands / models tell of neglible defrost frequency compared to mine (in some case different order of magnitude).

When you choose an heat pump please make a conscious choice (ask and don’t accept not fact based answers) also about defrosts. In winter time they are unavoidable and healthy. But when you overdo it …

Would I buy again Daiking ? I’ll let you choose !

Disclaimer

  • every number or analysis of this article is based on data public available on my monitoring system
  • no “defrost precox” was damaged to write this article

Sbrinamenti Daikin: una scelta consapevole ?

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Come sapete sono inverni che cerco di capire gli sbrinamenti della mia pompa di calore. E che cerco di ottimizzare la configurazione per minimizzare i consumi e massimizzare il confort.

Sono inverni che cerco di fuggire dagli sbrinamenti.

Questo inverno sono arrivato alla conclusione che qualcosa non torna. Daikin mi ha rasserenato scrivendomi che in base ai dati che ha raccolto il mio sistema funziona correttamente.
Peccato che non mi abbia spiegato perché dovrei essere sereno. Qualcosa continua a non tornarmi. E quindi non sono affatto sereno.

Gli inizi

Vi raccomando la lettura preliminare di questi articoli che aiutano a capire come sia arrivato alle mie conclusioni:

Riscaldamento invernale e pompa di calore aria-acqua- attenzione agli sbrinamenti

Rotex HPSU Compact: come funziona lo sbrinamento ?

Tutto questo emergeva già lo scorso inverno.

Il punto di partenza e’ stato un ticket (200344216) aperto mediante call center Daikin il 27/12/2016.

L’8/1/2017, in assenza di risposte per poter spiegare il problema, ho anche scritto una mail riepilogativa all’indirizzo  infotecno@daikin.it (come indicato sul sito Daikin nel caso che “Hai dubbi di natura tecnica o desideri semplicemente approfondire degli argomenti tecnici? Se nessuno dei canali di contatto sopra elencati è adeguato alla tua richiesta”).

Il “fenomeno”

Il mio impianto (come quello di altri utenti con cui mi confronto sul forum cercaenergia) ha la potenza elettrica assorbita dalla HPSU monitorati in tempo reale: questo ben evidenzia le principali fasi di funzionamento.

Un esempio con i dati del 08/01/2017 (ma potrebbe andare bene uno qualsiasi dei mesi invernali precedenti):

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Grazie a questo monitoraggio e’ possibile riconoscere con certezza gli eventi di sbrinamento effettuati dalla macchina. Uno zoom del 08/01/2017 in cui si riconoscono perfettamente gli sbrinamenti:

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Le evidenze sulla mia HPSU Compact e delle persone che hanno il medesimo comportamento sono le seguenti:

  • gli sbrinamenti, quando presenti, avvengono praticamente sempre con una frequenza di circa 25 minuti indipendentemente dalla temperatura esterna o dall’umidità esterna
  • gli sbrinamenti cosi’ costantemente frequenti comportano un rapido esaurimento dell’accumulo di acqua tecnica con conseguente ciclo di ricarica ACS piuttosto frequente
  • l’unica azione che sembra ridurre la frequenza di sbrinamento e’ un aumento importante della potenza termica generata dall’unita’ esterna

Questo comportamento appare come problematico per i motivi seguenti:

  • elevata necessita’ di cicli di reintegro ACS che aumentano in modo importante i consumi elettrici
  • rumore molto frequente delle 2 valvole a tre vie => fastidioso ed immagino che i componenti siano soggetti ad usura
  • discontinuità nel funzionamento del riscaldamento, soprattutto quando la potenza termica richiesta dalla curva climatica non e’ particolarmente elevata

La svolta

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La mia ragionevole certezza nasce alla fine delle vacanze natalizie quando trovo, grazie alla cintura di Google Search, i manuali di servizio della Daikin Altherma (sul sito ungherese di una società del gruppo Daikin – li trovate comunque nella sezioni documenti del blog).

Fantasticamente scopro che l’unita’ esterna usata dalla Altherma (ERLQ04-08CAV3) e’ identica a quella utilizzata dalla versione corrente della Rotex HPSU Compact (che ora si chiama Daikin Altherma integrated solar unit).

Ritengo quindi ragionevolmente che il manuale sia perfettamente applicabile anche all’unita’ esterna del mio modello (RRLQ006CAV3). Questa assunzione mi si ritorcerà contro per rendermi sereno, anzi sempre più inquieto.

Su questo documento e’ perfettamente descritto (finalmente !!!) l’algoritmo di sbrinamento dell’unita’ esterna:

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Interpretando tale manuale, sembrerebbe che l’unita’ esterna della mia HPSU Compact (e tutte quelle degli utenti apparentemente afflitti dal problema) quando partano i de-frost non esca, come previsto, sostanzialmente mai dalla “Defrost Requesting Area” poiché la frequenza degli sbrinamenti rimane quasi costantemente a un ciclo ogni 25 minuti.

Come scrivevo sopra, alzando molto la potenza termica (tramite la temperatura di mandata) la frequenza si abbassa, nel mio caso, intorno all’ora ma mai alle 2 ore indicate nel manuale.
Anche questo comportamento e’ presente anche sugli altri utenti che manifestano il problema e sembra anomalo: alzando la potenza termica ci si aspetterebbe un aumento della frequenza di sbrinamento anziché una riduzione.

Sul forum abbiamo anche provato a fare una statistica sugli utenti monitorati (con cruscotti simili al mio):

  • Modello 4 kW => 1 utente, non affetto dal problema
  • Modello 6 kW => 2 utenti, affetti dal problema (incluso il sottoscritto)
  • Modello 8 kW => 2 utenti, affetti dal problema
  • Modello 11 kW => 2 utenti, non affetti dal problema

Quindi sul nostro campione statistico: 4 utenti su 7 affetti dal problema apparente (ovvero il 60%).

L’escalation

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Forte del manuale Altherma ed in assenza totale di risposte (sia dal Centro Assistenza Tecnica Daikin locale che in mail) ho baldanzosamente tentato di fare escalation (stile “Il Milanese Imbruttito”). Il 12/01/2017 ho aperto un reclamo tramite il sito di Daikin Gruppo.

Incredibilmente il mattino dopo vengo contattato dal responsabile assistenza di Daikin Italia che mi rassicura che verranno a casa mia addirittura dei tecnici dal mitico centro di eccellenza tecnica di Genova ! WOW ! Semplicemente FANTASTICO !

Per quanto piuttosto faticoso accedere all’ascolto.

Arrivano i nostri

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Il giorno 17/01/2017 la giornata campale: 2 tecnici dell’assistenza Daikin venuti da Genova ed il responsabile del CAT Daikin della mia zona hanno lavorato sulla mia pompa di calore per buona parte della giornata.

Davvero gentili e preparati. Ero il primo campione da analizzare, per raccogliere dati ed auspicabilmente risolvere il problema degli sbrinamenti costantemente frequenti (aka ogni 25 minuti sempre). Hanno risposto ad ogni mia domanda (usando anche un linguaggio adatto alla mia ignoranza).

Svolte le attività seguenti:

  1. verifica configurazioni unita’ interna
  2. analisi comportamento unita’ esterna mediante raccolta dati con PC – osservati 2 sbrinamenti da 25 minuti
  3. verifica del quantitativo del refrigerante (mediante estrazione dello stesso): riscontrati 1.330 grammi rispetto ai 1.600 grammi previsti per l’unita’ da 6 kW
  4. factory reset unita’ interna per eliminare eventuali “rumori” dovuti a strane configurazioni effettuate dal cliente (me)
  5. aggiunta di circa 20 litri d’acqua nell’accumulo interno (il galleggiante rosso non si vedeva, non anomalo, in 12 mesi e’ possibile)
  6. messa a vuoto dell’unita’ esterna per eliminare eventuale umidità
  7. caricamento nuovo gas nel peso previsto nominalmente (1.600 grammi)
  8. riavvio macchina e monitoraggio per raccolta dati
    appena riavviata 2 cicli defrost da 25 min e poi tutto pulito
    il suono dell’unita’ esterna e’ diventa regolare secondo l’orecchio assoluto del super tecnico di Genova
    la temperatura dell’evaporatore risulterebbe diversi gradi più alta rispetto a prima dell’aggiunta del gas
    la temperatura esterna era salita di 1,5 C rispetto a prima dell’aggiunta del gas
  9. raccomandata la pulizia scambiatore esterno ad inizio stagione (sia invernale che estiva)

Concordiamo di rimanere in contatto nei giorni successivi per:

  • vedere come si comporta la macchina (io)
  • feedback dall’analisi dei dati raccolti sul funzionamento dell’unita’ esterna prima e dopo l’aggiunta del gas (da parte di Daikin Genova e supporto di terzo livello in Belgio)
  • eventuale necessita’ di sostituzione della valvola a 3 vie 3UVDHW per la rumorosità

I risultati “in-discutibili”

Mi bastano purtroppo poche ore dalla partenza dei tecnici ed il calare della temperatura esterna per capire che purtroppo le cose non erano cambiate in modo significativo.

Mai suonare le campane a festa troppo presto. Ho dato libero sfogo alla mia passione per i numeri monitorando in modo iper puntuale gli sbrinamenti per i 7 giorni e traendone statistiche non discutibili:

  • in 7 giorni ci sono stati 174 sbrinamenti ! => la bellezza di 25 sbrinamenti / giorno in media
  • l’intervallo medio tra uno sbrinamento e quello successivo e’ di 44 minuti
  • non ci sono praticamente MAI cicli di sbrinamento distanti oltre 1 ora e 10 minuti
  • l’intervallo tra gli sbrinamenti sembra crescere leggermente col diminuire della temperatura esterna

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Purtroppo confrontando questi dati con la documentazione di prodotto (Service Manual Daikin Altherm), l’unica conclusione che posso reiterare e’ che il mio esemplare di HPSU Compact non sia in linea con le specifiche (frequenza sbrinamenti).

Invio questa nuova analisi a Daikin il 24/01/2017.

Il file con tutti i dati defrost_daikin.

La risposta

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“Premetto che in base ai dati raccolti il suo sistema funziona correttamente, abbiamo inviato info e registrazioni alla casa madre, rimaniamo quindi in attesa di una loro ulteriore conferma, appena ricevuta saremo lieti di condividerla con Lei. Per completezza le segnalo che le informazioni sulla logica di defrost, contenute nel Service Manual da Lei reperito, non riguardano le unità GBS (come la sua RRLQ006CAV3).”

Una riga di risposta, non basata su fatti ma su una auto-dichiarazione, per tutto quanto ho raccontato sopra.

maturit___risultatir375

Qualcosa continua a non tornarmi. E non sono affatto sereno (eufemismo). Vi spiego meglio perché.

Elevata necessita’ di cicli di reintegro ACS

Partiamo dai fatti osservati sugli andamenti degli assorbimenti elettrici:

  • il consumo elettrico totale della HPSU e’ stato di 198 kWh in 7 giorni
  • 174 sbrinamenti in 7 giorni
  • intervallo medio tra gli sbrinamenti di 44 minuti
  • mediamente ogni 6 sbrinamenti e’ necessario un ciclo di reintegro ACS
  • il consumo elettrico di un ciclo ACS e’ di circa 2,0 kWh elettrici

Possiamo ora fare delle assunzioni per fare delle stime:

  • un comportamento ideale prevederebbe, quando necessari, un defrost ogni 2 ore => avremmo avuto 64 defrost in 7 giorni => 11 reintegri ACS in 7 giorni
  • un comportamento medio prevederebbe, quando necessari, un defrost ogni 80 minuti => avremmo avuto 96 defrost in 7 giorni => 16 reintegri ACS in 7 giorni
  • il comportamento effettivo ha avuto 174 defrost in 7 giorni => 29 reintegri ACS in 7 giorni

Quindi:

  • con un comportamento ideale avrei “risparmiato” 18 reintegri ACS in 7 giorni => 36 kWh elettrici
  • con un comportamento medio avrei risparmiato 13 reintegri ACS in 7 giorni => 26 kWh elettrici

Sintesi:

  • comportamento effettivo => 198 kWh elettrici
  • comportamento medio => 172 kWh elettrici => il 13% in meno rispetto al reale
  • comportamento ideale => 162 kWh elettrici => il 18% in meno rispetto al reale

Conclusione: a causa degli sbrinamenti troppo frequenti i consumi elettrici potrebbero essere accresciuti tra il 13% ed il 18% rispetto al necessario.

Attenzione: questo non e’ lo scenario peggiore ! Purtroppo per ora non dispongo di dati sulla riduzione del COP in fase di riscaldamento dovuto ai continui on/off del sistema.

Rumorosità/usura valvole a 3 vie

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Preferisco lasciarvi ascoltare questo video registrato in prossimità dell’unita’ interna durante uno dei 178 sbrinamenti (mi raccomando di non alzare il volume):

Durante la visita dei tecnici Daikin mi e’ stato detto che questa rumorosità e’ normale. E confermato anche via mail.

Immaginatevi l’unita’ interna posizionata nel vostro armadio in camera da letto come suggeriva una brochure Rotex. Oppure in soggiorno:

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Ma forse la soluzione migliore per gestire (sfogarsi) gli sbrinamenti e’ questa:

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Decidete voi la soluzione più adatta.

Discontinuità nel riscaldamento

Volevo far osservare uno dei comportamenti indotti dalle raffiche continue di sbrinamenti da 25 min:

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Come si vede la sommatoria dei de-frost continui collegata ai tempi lunghi di ripartenza del compressore riduce di molto il tempo operativo effettivo del compressore e quindi di fatto tagliando drasticamente l’energia termica che e’ possibile produrre (pur disponendo di una potenza termico di picco molto più ampia).

Esprimendolo in numeri relativamente all’intervallo 17:31 (primo de-frost) -> 21:05 (quinto defrost) di questo esempio, abbiamo:

  • tempo totale: 3 ore 34 minuti
  • tempo compressore attivo in riscaldamento: 1 ora 32 minuti => 43% del tempo totale

Quindi, nella pratica di questa situazione, la potenza/energia termica viene tagliata del 57% rispetto a quella disponibile ! Per questo la climatica “corretta” non va più e per compensare occorre alzare la temperatura di mandata.

Conclusioni

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Questa esperienza mi ha provato come cliente/consumatore. In primis per la difficoltà nell’accedere all’ascolto da parte di una grande azienda multinazionale. In definitiva, vista la risposta, per non essere comunque preso in considerazione.

Nonostante comprenda perfettamente molte logiche lavorando a mia volta in una grande azienda multinazionale.

Trovo invece incredibilmente interessanti e stimolanti le opportunità date dalla rete per mettere a fattor comune l’intelligenza e le competenza di tante persone (intelligenza sociale).

Che concludere per chi ha una pompa di calore o e’ interessato all’acquisto di una pompa di calore ?

Nonostante tutto e’ una scelta molto valida. La scelta deve essere basata sulle caratteristiche a noi necessari ed una azienda che ci garantisca il supporto tecnico. Oltre che per i costi.

Purtroppo gli sbrinamenti invernali sono un fattore assolutamente non trascurabile in inverno e possono portare spiacevoli sorprese. Se la scelta non e’ consapevole.

Dal piccolo dei casi raccolti nei forum, non tutte le Compact paiono affette dal comportamento che ho raccontato. Ma non ho trovato nessun “fortunello” col modello da 6 o kW.

Utenti di altre marche e modelli raccontano di una frequenza degli sbrinamenti molto inferiore alla mia (in alcuni casi di ordini di grandezza).

Quando scegliete una pompa di calore fate una scelta consapevole (chiedete e non accontentatevi di risposte generiche) anche in merito agli sbrinamenti, che d’inverno sono inevitabili e sani. Ma se si esagera …

Comprerei nuovamente Daikin ? Lascio a voi, che avete resistito fino a qui’, decidere la risposta !

Disclaimer

  • tutti i numeri e le mie analisi riportate in questo articolo sono basati sui dati pubblicamente disponibili sul mio sistema di monitoraggio
  • per la redazione di questo articolo non e’ stato fatto alcun maltrattamento su nessun esemplare di sbrinamento precoce