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La mia Casa Elettrica Informazioni

Questo blog nasce dalle mie esperienze di costruzione ed ottimizzazione della mia casa elettrica, ovvero un’abitazione alimentata esclusivamente da energia elettrica che si sono successivamente estese ad approfondire prodotti e soluzioni di domotica WiFi a basso costo come Sonoff, Shelly e Tuya Smart Life.

In questa pagina trovate le caratteristiche costruttive ed impiantistiche della mia casa elettrica, realizzata nel 2013, con cui fare qualche confronto.

Quali sono le informazioni fondamentali che caratterizzano le nostra abitazioni dal punto di vista energetico ? Sicuramente gli aspetti più importanti sono:

  • involucro, ovvero tutte le superfici in contatto con l’ambiente esterno: le pareti, il tetto, le porte e le finestre. Non è altro che la “pelle” dell’edificio, determinando gli scambi di materia ed energia con l’esterno. Tanto più è energeticamente efficiente, tanto più fa risparmiare energia.
  • impianti, ovvero tutti i sistemi che si occupano di assicurare la climatizzazione invernale ed estiva della nostra abitazione. Riscaldamento e raffrescamento rappresentano sicuramente le voci più importanti della nostra bolletta energetica. Ma non bisogna dimenticare la ventilazione meccanica controllata che migliora la qualità dell’aria e consente di recuperare energia termica.
  • piano cottura induzione: per non dover essere allacciati al gas e massimizzare l’autoconsumo del fotovoltaico
  • domotica: per controllare e rendere intelligente la nostra abitazione
  • fonti energetiche: la rete elettrica in primis ma sicuramente fotovoltaico e magari una batteria di accumulo per aumentare il nostro grado di autonomia e non essere nelle mani di chi possiede le risorse fossili ma soprattutto ridurre il nostro impatto sull’ambiente

Poiché il tempo passa velocemente, scopri la nuova casa che costruirei oggi leggendo La mia Casa Elettrica 2.0.

Involucro

Provo a fare una sintesi delle caratteristiche costruttive della mia casa elettrica, una villetta singola costruita in economia:

  • pareti: pannelli in lastre sagomate di EPS di 16 cm con reti metalliche interne ed esterne e strato superficiale di betoncino di 4 cm per lato Sytem+ MetroWall
  • tetto: in legno lamellare a vista, con assito in perline di 22 mm, isolamento con fibra di legno 16 cm, barriera al vapore e ventilazione
  • porte e finestre: serramenti in PVC triplo vetro Sistema Leonardo
  • portoncini di ingresso: Gasperotti Klima B

Ma vediamo i risultati raggiunti in termini di efficienza energetica tramite i dati tratti dall’Attestato di Certificazione Energetica (che non include il fotovoltaico poiché aggiunto successivamente):

PARAMETROVALORE
ProvinciaPavia
ComuneVigevano
Periodo di attivazione dell’impianto15-ott ÷ 15-apr
Gradi Giorno2.544 GG
Superficie utile114 m²
Fabbisogno annuo di energia termica
Climatizzazione invernale (ETH)66 kWh/m²a
Acqua calda sanitaria (ETW)19 kWh/m²a

Pompa di Calore Daikin HPSU Compact 508 6 kW

Assolve le funzioni di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria.

Pompa di calore Rotex HPSU Compact

Ti consiglio di leggere:

Unità Trattamento Aria VMC Italia LET 50-25 DC

Nella mia casa elettrica assolve le funzioni di ventilazione meccanica controllata e de-umidificazione. E’ in grado di effettuare anche integrazione al riscaldamento ed al raffrescamento.

VMC Italia LET

Ti consiglio di leggere:

Energia elettrica

Fotovoltaico 3 kWp (1,5 kWp Est + 1,5 kWp Ovest – Inverter Power-One)

Contatore Enel 4,5 kW

Scambio Sul Posto (SSP)

Ti consiglio di leggere:

Monitoraggio consumi e produzione fotovoltaico

OpenEnergyMonitor

Sistema di monitoraggio open-source per potenze elettriche, temperature ed umidità. Altamente espandibile e personalizzabile. Richiede conoscenze non sempre alla portata di tutti.

OpenEnergyMonitor

Elios4You

Effettua il monitoraggio della potenza prodotta dal fotovoltaico, della potenza prelevata dalla rete ed infine della potenza immessa in rete. Consente in modo programmabile di attivare un contatto per migliorare l’autoconsumo del fotovoltaico.

4noks Elios4you

Ti consiglio di leggere:

Piano cottura induzione Ariston KIO 744 DD Z

Piano cottura induzione

Puoi approfondire la mia esperienza leggendo Piano cottura induzione consumi kWh elettrici: quanto consuma ?


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238 commenti su “La mia Casa Elettrica Informazioni”

  1. Ciao, complemti per i tuoi articoli! Sto iniziando ad approcciarmi al mondo della casa elletrica e seguendo il tuo sito sto scoprendo ed imparando molto.
    Al momento sto valutando l’acquisto di una viletta a schiera centrale, finita di costruire nel 2021 e non ancora abitata, 130 mq su due piani, riscaldamento a pavimento, completamente elettrica, classe dichiarata A4. Sto aspettando di avere informazioni sulla pompa di calore installata, pannelli e inverter, l’unica informazione che ho attualmente è che ha 1.5 kw di pannelli senza accumulo che sembrano un po pochini quindi immagino già di dover aumentare la potenza dell’impianto. La casa ha una falda a sud e una a nord; senza considerare la falda a nord, lo spazio su quella a sud ad occhio e croce è abbastanza al massimo per un impianto da 4,5kw. Da ignorante su molti aspetti, la domanda che mi faccio è se convenga o meno l’installazione di una batteria di accumulo (che fa variare di molto il prezzo). Leggendo la descrizione della tua casa elettrica mi sembra di capire che non hai l’accumulo, questa decisione da cosa è stata influenzata? Mi piacerebbe avere un qualche suggerimento se sia il caso o meno di investire su di una batteria di accumulo.
    Grazie mille!

    1. Ciao Mattia,

      per la mia esperienza ti suggerirei, di massima, di prendere in considerazione di portare il fotovoltaico a 6 kWp con i dati che hai indicato.

      Oggi come oggi una batteria di accumulo non è ancora conveniente (per quanto i costi dell’energia siano saliti enormemente).

      Per il mio caso tieni conto dei seguenti fattori:
      1) la casa è stata finita del 2013 e quindi i prezzi di fotovoltaico e batterie erano molto diversi
      2) il mio fotovoltaico è sottodimensionato (dovrebbe essere di 6 kWp)

      Tieni comunque conto che una batteria la potrai sempre mettere successivamente.

      Nel tuo caso procederei in quest’ordine:
      a) sottoscrivi lo scambio sul posto
      b) dotati di uno strumento di monitoraggio e controllo carichi
      c) espandi il fotovoltaico il + possibile sulla falda a tua disposizione
      d) monitora ed ottimizza i consumi

      Leggi anche questi miei articoli:
      guida allo scambio sul posto
      guida a Shelly EM
      dimensionamento batteria di accumulo fotovoltaico
      fotovoltaico e pompa di calore smart grid

  2. Ciao,
    io ho un videocitofono https://catalogo.bticino.it/BTI-344824-IT

    Guardando la scheda tecnica secondo te c’è modo di intercettare il campanello per agganciarlo ad una eventuale notifica? Vorrei ad esempio intercettare l’evento del campanello per poi far attivare le telecamere + notifica su cell

    Scusa la domanda diretta ma non riesco a trovare chi mi può dare un consiglio.
    Grazie mille
    Riccardo

    1. Ciao Riccardo,

      bisogna approfondire ulteriormente facendo anche qualche prova ma l’unica cosa a cui agganciarsi, poiché il sistema funziona a bus, è l’uscita per una suoneria supplementare esterna presente nel posto interno (morsetti 1 e 5 sulla morsettiera).

      Purtroppo non sono riuscito a capire esattamente che tipo di uscita sia (tensione).
      L’idea è quella di collegarci un piccolo relè il cui contatto pulito d’uscita potrebbe fare da ingresso per un Sonoff Mini R2 oppure uno Shelly Plus 1.

      E’ comunque tutto da provare perché il segnale per la suoneria supplementare potrebbe non essere sufficiente ad eccitare un relè.

      Eventualmente leggi la mia guida all’apriporta WiFi.

  3. Ciao, sto iniziando da poco a cercare di capirne qualcosa dell’impianto che mi hanno installato. Il tutto è iniziato quando abbiamo notato consumi elevati (1200kw per gen-feb) contando che stiamo attenti a utilizzare gli elettrodomestici in presenza di luce.
    Viviamo da un anno in una casa di 140 mq in due piani, classe A4, pianura veneta.
    Abbiamo una pompa di calore Clivet, un sistema di VMC, un inverter marca Fronius (senza segnale Wifi) e un termostato in ogni stanza.
    Vorrei riuscire a monitorare i consumi e riuscire a settare l’impianto in modo tale che la notte vada per inerzia (in bolletta la maggior parte dei consumi sono in fascia F3).
    Cosa serve per questo?
    Scusa per la domanda molto “sempliciotta” rispetto alle precedenti ma ho provato a documentarmi e ancora ho molte lacune.

    Grazie
    Martina

    1. Ciao Martina,

      non ci sono mai domande sempliciotte, al massimo risposte poco comprensibili.
      Premesso che non conosco “operativamente” le pompe di calore Clivet (signora azienda), posso fare le seguenti considerazioni:
      1) se 1.200 kWh sono i consumi elettrici complessivi per i due mesi più freddi dell’anno sarei ottimista per quanto si possa sicuramente migliorare
      2) dotati di uno strumento che possa facilmente monitorare i consumi (ed eventualmente controllare carichi), leggi ad esempio la mia guida a Shelly EM
      3) documentati su come programmare il tuo modello di la pompa di calore (non hai specificato quale), in particolare verificare la temperatura di mandata corrente e la curva climatica
      4) cerca di far funzionare la pompa di calore con la minor temperatura di mandata possibile (compatibile con la distribuzione del calore che hai) sfruttando le ore con temperature esterne maggiore e produzione fotovoltaico maggiore (quindi indicativamente tra le 10:00 e le 21:00)
      5) aggiusta man mano curva climatica ed orari di funzionamento

      Ti suggerisco di leggere questi miei articoli:
      Fotovoltaico e pompa di calore: guida ed esperienza pratica
      Curva climatica: impostare temperatura pompa di calore
      Curva climatica inversa

      1. Ciao e grazie per la risposta,
        la pompa di calore è una Clivet SPHERA EVO – T Comfort, settata da installatore a 30° per riscaldamento e 45° per acqua calda.
        L’inverter (ma non so se c’entra qualcosa) è un Fronius Primo Light (senza scheda per il Wi-fi – devo acquistarla o basta lo Shelly?)
        Alla fine lo Shelly leggo essere un Energy meter corretto? Avevo visto lo Smart Meter della Fronius da abbinare alla scheda per il Wifi ma cosa cambia esattamente?
        In internet ho trovato venditori di centraline per il monitoraggio della pompa… hanno costi esorbitanti, qual’è la differenza tra lo Shelly e queste centraline?

        Grazie
        Martina

        1. Ciao Martino,

          ma hai il modello nuovo (con gas refrigerante R32) ? Dovrebbe già avere la connessione WiFi e la gestione remota.

          Da quanto mi scrivi sembrerebbe che l’installatore ti ha impostato una temperatura di mandata fissa.

          Ci sono due modi di monitorare i consumi:
          1) quello che non mente mediante un misuratore di consumi elettrici (come lo Shelly EM che non è invasivo perché usa pinze amperometriche)
          2) mediante i dati, principalmente termici, forniti dalla pompa di calore stessa (magari mediante app)

          Anche lo Smart Meter Fronius appartiene alla prima categoria, con un costo sicuramente più alto e sensato solo se volessi fare un sistema di gestione energia complessiva (fotovoltaico, batteria di accumulo, wallbox, gestione carichi elettrici).

          Non so di quale centraline parli ma probabilmente si tratta di oggetti esterni che si integrano con la pompa di calore (quindi seconda categoria). Io partire comprendendo prima cosa mettere a disposizione Clivet senza comprare altro.

  4. Buongiorno,
    prima di tutto … grazie! Il tuo blog è una fonte di informazioni e di spunti PREZIOSA. Mi è stato utile molte volte.
    Ti volevo chiedere un parere.
    Ho appartamento ristrutturato (125mq). Ho messo Daikin ECHO2 8Kw, VMC e radiante Eurotherm con loro pompa a 3 vie per la regolazione della mandata. Ho anche fotovoltaico da 6Kw ma non collegato diretto alla PDC.
    La casa, da progetto energetico iniziale, è stata coibentata per arrivare ad una classe A2. Cappotto interno, serramenti nuovi performanti, coibentazione cassonetti, taglio ponti termici ecc..
    Ora mi trovo nella spiacevole situazione che dopo un inverno di “prove” ho riscontrato un fabbisogno termico per riscaldare la casa, che doveva essere di circa 3000 Kwh, ad un valore reale di quasi 10.000Kwh. Da qualche veloce calcolo, quindi la casa sembra essere invece in classe D. Sono certo che tutte le opere sono state eseguite. Magari ci potranno essere piccoli difetti (qualche ponte termico ancora non corretto) ma una differenza di 3 volte mi pare veramente troppo. Ci deve essere qualcosa di molto grande che sfugge alla mia comprensione. La legge 10 sembra essere corretta.
    Da tua esperienza, il problema potrebbe risiedere nell’installazione della PDC? Ho notato che il COP medio da ottobre ad oggi (quindi inizio marzo) è di 3,52. Mi sembra quindi in linea con macchine di questa categoria. Certo quello nominale è di 4,56, ma mi aspettavo che fosse più basso. Quello che non mi è chiaro, perché mi manca l’esperienza di un termotecnico, è se la PDC possa registrare un fabbisogno termico eccessivo perché i collegamenti tra la macchina, unità esterna, e sistema Eurotherm possono essere non corretti o “inefficienti”.
    Sicuramente tutti i tubi sono coibentati, ma mi è stato detto che ad esempio, usare una pompa Eurotherm e non mandare la PDC in diretto al radiante potrebbe essere una causa.
    Da ignorante in materia a me sembra strano, perché il fabbisogno termico registrato dalla PDC non penso dipenda da quello, ma da come la casa in se e come è coibentata.
    Cosa ne pensi? Secondo te quale potrebbe essere il maggiore indiziato del problema (tenendo appunto conto che si tratta di 3 volte il fabbisogno stimato inizialmente).
    Ultima cosa. Ho letto che hai collegato il FV via smartgrid alla PDC. Mi potresti dare una stima in % di quanto è migliorato il tuo autoconsumo? Dall’articolo non sono riuscito a trovare questo dato. Insomma, vorrei valutare se ne vale la pena. Io userei lo shelly.
    Grazie di tutto

    1. Ciao Davide,

      ti faccio la prima domanda molto banale ma dovuta: siamo sicuri che non confondiamo energia termica ed elettrica nei confronti viste le differenze (rapporto 3:1)?
      Assumendo che non sia così vediamo.

      Parto con le domande:
      1) come hai determinato il fabbisogno termico reale (10 kWh t)? Come hai calcolato quello atteso (3 kWh t)?
      2) come hai calcolato il COP medio? Non sono comunque numeri da buttare per quanto non eccelsi (ma dipende dalla temperature)
      3) come funziona la regolazione della temperatura di mandata nel tuo impianto?
      4) com’è regolata la produzione di acqua calda sanitaria?

      Le piccole inefficienze dell’impianto che descrivi non così fanno grandi differenze.
      Se un problema ci fosse, ma sicuramente non delle dimensioni che descrivi, vedo solo queste spiegazioni (in ordine di priorità):
      a) temperature di mandata troppo elevate e funzionamento On-Off per tutto l’inverno
      b) resistenza di backup attiva più del dovuto

      Io punto su un errore di valutazione calcolo dei consumi attuali.

      In merito allo Smart Grid direi che del maiale non si butta mai via nulla. Difficile stimarlo (e non mi ero posto l’obiettivo di monitorarlo) ma dipende molto da un paio di fattori:
      1) surplus del fotovoltaico rispetto ai consumi anche in inverno
      2) utilizzo dell’acqua calda sanitaria
      Uno Shelly EM ti può servire anche a monitorare i consumi se già non lo fai (ma non so come hai misurato le prestazioni della pompa di calore).

      1. Ciao, ti rispondo e grazie del tempo che mi dedichi.

        1) ho preso consumi termici da pannello PDC (Energia HP riscaldamento) e gli attesi da legge 10 fatta dal mio termotecnico. Nel dettaglio sono 3162 attesi, e registrati da PDC da ottobre anno scorso al 23/2 di quest’anno sono 9360.
        2) Il COP l’ho calcolato sempre da pannello PDC dividendo il consumo termico totale diviso consumo energia elettrica totale, quindi compreso di acqua calda sanitaria (energia elettrica c’è solo il totale)
        Tieni presente che ho anche misuratori energia elettrica di bticino con sua app dedicata che corrispondono perfettamente a quelli sul pannello PDC.
        Le temperature esterne sono quelle di Milano Ovest, non sono state particolarmente fredde.
        3) La temperatura mandata dovrebbe essere fissa da PDC a detta termotecnico (a me non pare vedo oscillazioni continue ma non corrispondono a nessuna curva climatica da manuale) e a seguire c’e pompa miscelatrice 3 vie Eurotherm che grazie al loro software 365 gestisce la mandata per ogni stanza (che ha sensori temp. e umidità dedicati). la mandata nei 2 collettori (zona notte, zona giorno) oscilla sempre tra i 20 e i 32 gradi. Da PDC ho visto anche un 36, ma non di più.
        4) Acqua calda non è utilizzata, la casa tutto inverno è stata disabitata, ma ho lascito acceso tutto come se ci abitassi per verificare l’impianto. La casa ha subito ristrutturazione completa durata un sacco di tempo.

        Ti posso dire in più che ho notato che l’unità esterna continua ogni 10 minuti a partire e poi fermarsi (sono questi gli on off?) Inoltre ho notato che ultimamente, (in passato molto meno) dalla linea AUX a quadro elettrico, che sinceramente non ho mai capito a cosa serve realmente, ci sono consumi importanti. Es oggi, giornata molto mite, ho avuto prelievo di 3,17Kw da linea “normale” e 13,63 Kw da AUX.
        Ultima cosa, ma che centro Daikin ha detto essere ininfluente, l’unità esterna mi è stata posizionata a 11cm dal muro (da dove pesca aria) mentre da manuale doveva essere > 25cm.

        Perdona se sono stato prolisso, ho cercato di darti più info possibili.

        Io veramente più mi scervello, più non capisco dove stia il problema.

        To dico anche che ho rifatto calcoli trasmittanza muri, serramenti ecc e sono giunto stesse conclusioni del termotecnico, sembrano corrette.

        Grazie di tutto.

        1. Ciao Davide
          assumiamo allora che i dati siano corretti (la mia Daikin HPSU Compact non è precisissima ed ovviamente sottostima i consumi termici, ma certamente con errori “piccoli”).

          Sulla base delle informazioni aggiuntive faccio qualche considerazione e domanda:
          a) devi assolutamente capire con certezza, verificando visivamente da pannello macchina/app, su che tipo di regolazione della temperatura di mandata è impostata la macchina
          b) devi verificare, visivamente da pannello macchina/app, quale sia la temperatura di mandata mentre il compressore è acceso e poi mentre è spento; ci vuole un po’ di tempo e pazienza per farlo visto che non hai strumenti che storicizzano i dati
          c) devi chiare meglio come funziona l’impianto di distribuzione che potrebbe contribuire a non far funziona in modo ottimale la macchina:
          c.1) c’è un puffer (di quanti litri) oppure la mandata diretta dalla pompa di calore verso il radiante?
          c.2) perché hai un impianto di distribuzione così complicato per una casa così piccola e ben isolata?
          c.3) quali sono temperatura di mandate e ritorno su una zona quando il compressore della pompa di calore è acceso?
          c.4) quindi ci sono termostati che aprono e chiudono le zone oppure una modulazione delle valvole in base alla temperatura ambiente?

          Qualche prima conclusione:
          A) una temperatura di mandata fissa di 36°C per una casa così ben isolata con pavimento radiante NON ha senso alcuno: implica sicuramente consumi significativamente più elevati (ma non giustifica quelle differenze)
          B) la casa è disabitata e quindi mancano tutti gli apporti termici gratuito che, con un isolamento così elevato, potrebbero essere significativi (ma non giustifica quelle differenze)

          Qualche primo suggerimento:
          0) spegni/togli quel diavolo di sistema di distribuzione del tutto inutile per una casa così piccola e ben isolata
          1) abbassa drasticamente la temperatura di mandata (sotto i 30°C di sicuro) e fai funzionare il tutto 24×7
          3) metti la regolazione climatica della temperatura di mandata in modo che si aggiustino le cose automaticamente nel corso dell’inverno

          Con questi accorgimenti i consumi scenderanno sicuramente drasticamente (non saprei se in linea con le attese).
          Per spiegartela con una metafora, per gli elementi forniti, ora il tuo impianto è se ora fosse un autoveicolo a motore termico che dovrebbe trasportare senza particolari vincoli di tempo delle persone tra due punti ma:
          a) lo si fa funzionare a 5.000 giri/min ad una velocità di 300 km/h (mandata 36 °C) facendo il percorso in 1 minuto (compressore acceso)
          b) il veicolo aspetta per 6 ore le persone (off)
          c) non ci sono persone da trasportare
          Secondo me devi prendere a calci chi ha progettato il tuo autoveicolo.

          1. Ciao,
            prima di tutto GRAZIE, mi dai più supporto tu di alcuni professionisti (pagati).
            Rispondo alle domande :

            a) Non ho accesso alle funzioni di installazione (serve pwd e il centro assistenza non me la da). In ogni caso, nel menu “Riscaldare” vedo che la “Temp. mandata esercizio risc.” è impostata a 36.
            Il termotecnico mi ha detto che è fissa e la curva climatica è disabilitata, ma questo non lo posso confermare senza le credenziali. In ogni caso la curva sarebbe “0.50”, che da manuale non dovrebbe mai toccare temperature così elevate… se non al polo nord!

            b) Ieri ho fatto qualche verifica. Con compressore acceso la T Mandata è arrivata a 38,9. Con compressore spento scende piano piano fino a 34 circa.
            Il compressore sta acceso circa 2 minuti e porta da 34 a 39 in poco tempo, poi si spegne anche per 1 ora (corrisponde al tuo esempio della macchina :-D). Fuori c’erano circa 12 gradi con sole.
            Ho anche recuperato una serie di foto che ho fatto al pannello principale nel corso dell’inverno (sono stato previdente), quindi ho ricostruito un po’ di statistica.
            In pratica la mandata è stata nel range 29 – 40. La media tra tutte è circa 35,6. Ho anche fatto un grafico confrontando temp. esterna con mandata, e sembra che nonostante le oscillazioni della mandata, questa sia slegata dalla T. esterna, infatti la linea di tendenza della serie del grafico è bella dritta e sta vicino ai 36 teoricamente impostati.
            Ho anche il dato del compressore (da prima schermata è visualizzato lo stato, quindi è nella foto), e ti posso dire che non vedo alcuna differenza dipendente dal suo stato. Da questi “carotaggi”, noto temperature simili tra on/off. Ma penso dipendi dal fatto che se la foto è stata fatta da “appena spento”, è chiaro che il valore sia simile allo stato “on”. Cmq rimane il fatto che il range è bello ampio … cioè arriva anche a 40 e scende anche sotto i 30.

            c1)
            Si c’è un puffer di 26 litri (41W, classe energetica C). Si posiziona tra la PDC e la poma miscelatrice Eurotherm (Nuova Compamat R a 3 vie), che a sua volta va all’impianto radiante.

            c2) Bella domanda. Io ho solo suggerito di valutare la PDC Daikin ECH2O e Euroterm come VMC. La pompa miscelatrice me l’hanno messa a metà ristrutturazione perché “è necessaria per il funzionamento”. Poi dopo la ristrutturazione, con tutti questi dubbi, ho chiesto a Eurotherm direttamente e mi è stato detto che poteva anche essere evitata. Nel caso Eurotherm avrebbe fatto solo da VMC senza regolare la mandata.
            Forse l’equivoco è stato dovuto al fatto che ho chiesto, se possibile, una regolazione temp. per ogni stanza e non solo 1 per casa.

            c3) Ieri, durante le verifiche, ho visto che nei due collettori le temperature erano di circa 24 gradi in andata e 19 in ritorno. Compressore acceso o no non faceva alcuna differenza. Sono rimaste più o meno queste temperature per tutto il tempo. In pratica Eurotherm con la sua pompa miscelatrice le regola indipendentemente da cosa fa la PDC. Ho anche verificato che la temperatura sulla pompa miscelatrice (ci sono termometri anche li) è pressoché identica a quella dei collettori, quindi non ci dovrebbero essere dispersioni.

            c4) Ogni stanza ha un sensore temperatura e umidità. Eurotherm, con la sua centralina smart365 e delle testine elettriche nei collettori, apre e chiude le varie linee del radiante delle stanze. Ogni stanza è indipendente. Ovviamente i due collettori (zona giorno e notte) ricevono l’acqua ad una temperatura simile, poi le testine aprono o chiudono le stanze. Penso ci sia il concetto di stanza “sfavorita” che poi determina un fabbisogno energetico e quindi richiesta di acqua più calda. Penso che il concetto sia … do alla PDC una temp. mandata abbastanza alta da poter coprire richiesta eventuale di Eurotherm, ma poi quest’ultima regola effettivamente cosa arriva al radiante. Ora, nel corso dei mesi ho verificato che nei collettori (zona notte e giorno) non è mai arrivato più di 31 gradi.
            Tieni presente che Eurotherm ha una regolazione della temperatura in base ad una sua curva climatica che si adatta non solo quindi all’esterno ma anche ad altri fattori, quindi dovrebbe “imparare” dall’utilizzo e ottimizzare i consumi / comfort. In sostanza, se tu gli dici che voi 20 gradi, lui accende un po’ prima il riscaldamento in modo da farti avere la T desiderata al momento giusto. Ha molta “logica” al suo interno, in pratica è il “cervello” dell’impianto.

            Detto questo, io avrei anche questi dubbi :

            1) Mi è stato detto che anche se PDC ha temperatura alta, questa non incide minimamente sui consumi perché se Eurotherm non richiede “energia”, il calore rimane dentro la PDC quindi il “consumo” è minimo. Per dirla in altre parole, è il fabbisogno della casa che determina quanto si consuma. In effetti, se spengo Eurotherm (come fossi in vacanza), la PDC fa sempre il suo lavoro di sempre, ma i consumi si azzerano o quasi.
            Che ne pensi?

            2) Sul display della PDC noto un simbolo che non è citato nel manuale. Un quadrato con all’interno la scritta “EXT” e il simbolo del radiante di fianco. Non ho capito cosa dovrebbe indicare. Tu mi sai dire di più? E’ acceso praticamente sempre, ma a volte scompare.

            3) Quale dovrebbe essere il funzionamento corretto di una PDC? Mi spiego, ad oggi, sia estate che inverno (in raffrescamento), c’è questa continua accensione e spegnimento del compressore. Mi pare di capire che sia molto sbagliato. L’ottimale dovrebbe essere quello di farlo rimanere sempre acceso con temperature molto più basse (o più alte in estate) in modo che mantenga costante la temperatura … quindi nel mio caso la mantenga a 28 gradi ( < 30 come mi hai detto)? Non sono un po' pochi 28 gradi? Da cosa dipende questa continua oscillazione?

            P.S. non posso togliere la pompa Eurotherm, ad oggi ho speso migliaia di euro e vorrebbe dire rifare mezzo impianto (a mie spese). Se poi si viene a scoprire un problema nella coibentazione, avrei speso questi soldi inutilmente. Vorrei prima capire dove sta il problema effettivamente ma è come cercare l'ago in un pagliaio.

            Ti ringrazio per tutto.
            Domanda : come posso ricambiare il tempo che stai perdendo per me?

            1. Ciao Davide,

              ormai sono certo che i professionisti che ti seguono non sono tali. Per il tempo perso parliamone, accetto emolumenti copiosi (non scherzo).

              Hai un impianto assurdo che ti hanno realizzato per farti spendere soldi e che va ricostruito buttando (o rendendo inoffensivi) i componenti che stanno facendo danni enormi sui consumi.

              Interpreto e sintetizzo quanto scrivi:
              a) se la temperatura di mandata della pompa di calore arriva anche 40 °C vuol dire che NON è in mandata fissa a 36°C
              b) hai una casa ben isolata, piccola e con VMC: la regolazione per stanza della temperatura ha davvero poco senso (basta regolare i rubinetti di flusso delle varie zone una volte per tutte per bilanciarle tra di loro) e poi ci pensa la VMC e tenere la temperatura uniforme
              c) i tuoi professionisti NON conoscono le basi del funzionamento di una pompa di calore e del suo rendimento (COP)

              In parole semplici il rendimento (COP) in riscaldamento, rapporto tra energia termica prodotta ed energia elettrica consumata, è tanto maggiore quanto minore è il salto termico tra temperatura di mandata dell’acqua calda e temperatura esterna dell’aria.
              Prendendo i dati dal sito ufficiale Daikin per la combinazione unità esterna ERGA08EVH e unità interna EHSH08P50D3 hai:
              – T esterna = 2 °C, T mandata = 30 °C => COP = 3,79
              – T esterna = 2 °C, T mandata = 40 °C => COP = 2,99
              Questo vuol dire che con temperatura esterna di 2 °C con mandata di 40 °C consumo oltre il 21 % in più rispetto a mandata di 30 °C per produrre la stessa quantità di calore. Pensa se scendi ulteriormente con la mandata della pompa di calore com’è possibile nel tuo caso.

              d) il funzionamento ottimale della pompa di calore è quello di funzionare alla minor temperatura di mandata possibile (ed alla maggior temperatura esterna possibile); in pratica compressore sempre acceso per più ore possibile
              e) se nel tuo radiante hai visto una mandata di massimo 31 °C vuol dire che è quella la temperatura necessaria per soddisfare il fabbisogno termico
              f) se proprio vuoi se hai un grave problema di coibentazione potresti fare un semplice esperimento: porta la temperatura interna ad un certo valore e poi stacca il riscaldamento. A questo punto monitora precisamente per vedere in quanto tempo scende la temperatura interna (sapendo quella esterna). Più la casa è isolata e maggiore sarà il tempo necessario alla discesa.

              PS se tuo non hai obbligato i progettisti a metterti quella roba sono tenuti a ripristinare il corretto funzionamento dell’impianto (e dovrebbero pure ridarti i soldi spesi per nulla)

              La soluzione per migliorare l’efficienza dell’impianto è:
              A) rimuovere il puffer
              B) mandare la pompa di calore direttamente sul pavimento radiante
              C) togliere (o bypassare) la centralina di regolazione Eurotherm
              D) impostare una temperatura di mandata “bassa” con curva climatica molto piatta

              Comunque non penso che questo intervento possa recuperare tutto il gap che denunci, credo ci possa essere altro. Continuo a pensare alla resistenza di backup accesa.

              Sul compenso accordiamoci.

          2. Dimenticavo una cosa. La PDC dovrebbe (come detto anche se a me non pare essere così dato che nella stessa giornata vedo sempre temperature diverse) avere T mandata fissa, e Eurotherm con 365 gestire una curva climatica con l’aggiunta di sue logiche di ottimizzazione che ti permettono, teoricamente, di bilanciare ta comfort e consumi. Sia eurotherm che PDC Daikin hanno sensore temperatura esterna, ma la “logica” di funzionamento dovrebbe essere in mano a Eurotherm. Anche impostando Eurotherm su massimo risparmio le cose non migliorano più di tanto. Ultima cosa, in casa le stanze sono impostate per avere temperature diverse tra loro (alcune 21 gradi, altre 19), e per ogni stanza ci sono dei cambi di temperatura nel corso della giornata (es in camera da letto 19 di notte e 20 di giorno). Grazie ancora di tutto

            1. Ciao Davide,

              attenzione a non confondere DOVE viene applicata la logica della curva climatica nel caso del tuo impianto.

              La curva climatica nasce per adeguare la temperatura di mandata nel terminale di emissione del calore (pavimento radiante nel tuo caso) in funzione della temperatura esterna per mantenere un comfort uniforme nel corso di tutto l’inverno.

              Nel caso di un impianto in cui la pompa di calore manda DIRETTAMENTE l’acqua calda nel pavimento radiante, la curva climatica adeguata la temperatura di mandata dell’acqua che esce dalla pompa stessa ai fabbisogni dell’abitazione.

              Nel caso del tuo impianto invece:
              – la centralina Eurotherm, con la sua curva climatica, regola la temperatura di mandata dell’acqua verso il pavimento radiante miscelando l’acqua calda che arriva dalla pompa di calore con quella “fredda” di ritorno dal pavimento stesso
              – la pompa di calore produce acqua calda ad una temperatura costante (36 °C per quanto hai detto)

              La centralina Eurotherm NON può ottimizzare il funzionamento della pompa di calore ma l’esatto contrario.

              Come già scritto è un impianto totalmente sballato con una pompa di calore ad inverter ed un pavimento radiante. Poteva avere senso con una caldaia a condensazione ed una casa non ben isolata.

              Le mie conclusioni e suggerimenti non cambiano.

    2. Buongiorno,

      ho letto più volte con grande attenzione ed estremo interesse i suoi dettagliatissimi articoli sulle PDC ed in particolare su DAIKIN ed il relativo funzionamento con la curva climatica. COMPLIMENTI VIVISSIMI da parte di un “analfabeta” tecnologico, ma molto curioso.
      Ho terminato da poco la completa ristrutturazione di una piccola casa in centro storico a Ravenna, disposta su 3 piani per poco più di 120 mq di superfice calpestabile totale e classificata ora come A4.
      L’abitazione è ora dotata di pannelli fotovoltaici SUNPOWER per 5,4 kW, batteria di accumulo TESLA POWERWALL 2 più back-up, pavimento radiante a bassissimo spessore e bassissima inerzia EUROTHERM con controllo termostatico tramite centralina Smart365 di 6 sensori di temperatura ambiente e di tutte le testine elettrostatiche nei 3 collettori.
      Infine la PDC è una DAIKIN ALTHERMA 3 R EHSX(B)08P30D3 con sonda di temperatura esterna, ma senza termostato interno visto che il controllo delle temperature interne è gestito da EUROTHERM.
      Volendo impostare il riscaldamento in maniera continuativa 24/7 sulla stessa temperatura ambiente, per evitare continui on-off data la velocità di risposta del pavimento radiante quasi senza inerzia, avrei pensato di impostare la curva climatica sul parametro di 0,4 con Tmandata max 32° e Tmandata min. 24°. Non sono assolutamente sicuro di aver fatto bene tutti i passaggi descritti nel libretto d’istruzioni ( con la climatica devo comunque confermare AUTOMATICO 1 o AUTOMATICO 2 ?) e comunque Lei cosa ne pensa di queste impostazioni ?

      Grazie anticipate

      1. Ciao Franco,

        nella tua ristrutturazione sei intervenuto anche sull’isolamento tramite cappotto e/o gli infissi? Nel caso valuta con attenzione anche il tema ventilazione.

        Purtroppo non posso giudicare la curva climatica perché questa dipende dalle caratteristiche termiche dell’involucro.
        Dovresti fare qualche prova prima per capire se vada bene (magari aiutandoti con diversi giorni con la mandata fissa prima su diverse temperature medie esterna).
        Ad occhio è plausibile per un casa ben isolata col pavimento radiante.

        Volendo utilizzare la stessa curva 24×7, la modalità riscaldamento è sufficiente (le altre servirebbero per differenziare la programmazione sulla giornata).

    3. Buongiorno,
      complimenti per le tue installazioni e per gli argomenti e le condivisioni trattate sul sito, gli articoli sono veramente completi e chiari..
      Ho un involucro in A4 e una Daikin Altherma da 6kW, un fotovoltaico da 6kW con accumulo PowerWall con gateway e backup rete (funziona cioè anche in assenza di rete elettrica) e mi piacerebbe installare un sistema di “backup termico” con un heater a gasolio (esempio un sistema Webasto da camion tipo questo https://heaters4you.com/webasto/8-webasto-termo-top-evo-4.html ) per poter gestire il riscaldamento anche in assenza di rete elettrica.
      Hai qualche esperienza o suggerimento per tentare l’integrazione ?
      Grazie !

      1. Ciao Maurizio,

        mi spiace ma non ho esperienze specifiche. Mi permetto comunque qualche commento non richiesto:
        1) ad oggi la rete elettrica è molto affidabile, a meno che tu non ti trovi in una zona così remota per cui in caso di maltempo grave / calamità il ripristino potrebbe di un disservizio potrebbe essere molto dilatato nel tempo
        2) la soluzione che proponi non mi piace perché inquinante e non coerente col resto del tuo sistema basato su energie rinnovabili, per lo meno parzialmente
        3) visto che hai una batteria di accumulo, potresti anche pensare ad un piccolo backup elettrico per sopperire ad un periodo molto limitato di tempo

        1. Ciao,
          grazie della risposta, capisco la perplessità sulla scelta di un “backup termico” a gasolio, ma ho già scartato altre soluzioni non avendo canna fumaria (caminetto, stufa a pellet e altri combustibili); sull’affidabilità della rete elettrico concordo, ma non sulla sua tenuta generale (della rete europea da cui siamo iperdipendenti) anche nel breve o brevissimo periodo, visto l’eccessivo entusiasmo e le spinte del 110% sul passaggio all’elettrico. Non abbiamo non solo autonomia ma nemmeno disponibilità sul mercato di tanta potenza, e la spinta alla abitazione e mobilità in elettrico è – a mio avviso – pura incoscienza in assenza dei due requisiti sopra citati.
          La potenziale crisi del gas che alimenta le nostre centrali elettriche completa il quadro, senza tener conto dei potenziali sviluppi in Ukraina.
          Ho già un backup elettrico su tutta l’abitazione da 13,5kWh, indispensabili per mantenere i servizi essenziali (autoclave in primis visto che abito al quinto piano) ma producendo con il solare nei mesi nov/dic/gennaio una media di 7kWh/die sono ampiamente scoperto e – per un’abitazione al nord italia – non c’è vivibilità senza riscaldamento; mi servono 30kWh/die se uso il Daikin.
          Considerando un COP di 2.5 e visti i consumi medi di circa 1.2kW mi bastano 3kW termici per avere la casa abitabile.
          La mia Daikin è una Altherma 3 ECH2O (EHSX08P30DA) , con l’heater pensavo di entrare – se possibile – sul circuito riservato ai pannelli solari termici.
          NOTA BENE: sono il primo a considerarla una eventualità remota, ma predisporre un riscaldamento di emergenza mi sembra al momento una necessità (e mi auguro di non usarlo mai..)
          Ho anche io tutta la casa “elettrica” e ben isolata, ma ho anche quasi 70 anni e molti acciacchi e sinceramente non me la sento di affrontare un blackout energetico senza piano B..
          Sono paranoico ?

          1. Ciao Maurizio,

            innanzitutto complimenti per l’età, non li dimostri!

            Tornando al tema: ci sarebbe la versione di unità interna bivalente, progettata proprio per gestire anche una sorgente integrativa di calore esterna (ad esempio la EHSHB08P30DA3). Altrimenti occorrerebbe lavorare a livello di impianto idraulico, ma sfociamo fuori dal seminato che conosco.

            Integro il commento sulla necessità del tipo di integrazione: io rifletterei sui blackout che hai vissuto negli ultimi 10 anni.

            1. Grazie,
              anche per l’indicazione del modello bivalente, ma avendo già il tutto installato e funzionante a questo punto provo a sentire il termotecnico se ha idee in merito.
              Ribadisco di essere confidente che possa essere un’inutile precauzione, ma per converso prova a riflettere sulle.. pandemie che abbiamo vissuto negli ultimi 50 anni (prima del covid, ovviamente..)
              E se – come tutti ci auguriamo – non servirà il gruppo rimarrà nuovo di fabbrica 🙂
              Per inciso – se è fattibile – mi costerà 2 buchi da 1″ nel muro del locale tecnico, qualche raccordo e 6-700 euro
              Grazie di tutto!

    4. Daniele villa

      Buongiorno,
      ho acquistato una seconda casa a Borno, provincia di Brescia, il paese è a 1000 m, sto iniziando le pratiche per il superbonus 110%.
      E’ una porzione di villetta bifamiliare con impianti autonomi.
      I lavori che intendiamo fare saranno:
      – cappotto esterno in EPS con grafite spessore minimo 12 cm
      – serramenti in PVC
      – riscaldamento a pannelli radianti
      – pompa di calore con produzione ACS
      – fotovoltaico con accumulo.
      Il dubbio che mi stanno insinuando è che la resa della PDC a questi climi potrebbe essere insufficiente.
      Il termotecnico incaricato della progettazione ovviamente ha le mie esigenze ben chiare.
      Non voglio avere un’integrazione a gas, anche per questo avremo un piano cottura ad induzione.
      Avrebbe qualche consiglio più pratico da darmi, magari anche un’indicazione di prodotto idoneo.
      Grazie
      Daniele

      1. Ciao Daniele,

        se le cose verranno fatte a regola d’arte starei più che sereno.
        L’importante è che la pompa di calore venga dimensionata correttamente per il fabbisogno termico dell’involucro a valle dell’intervento.
        Rispetto alla lista fatta qualche suggerimento o considerazione:
        1) se possibile aumentare lo spessore del cappotto (meglio investire in isolamento che in impianti)
        2) se possibile, intervenire per migliorare anche l’isolamento del tetto che è forse la superficie più importante (meglio investire in isolamento che in impianti)
        3) abbondare col volume del serbatoio ACS della pompa di calore per avere il comfort ottimale
        4) valutare la ventilazione meccanica controllata per evitare sorprese con l’umidità ed avere clima ottimale in casa
        5) sfruttare l’autoconsumo del fotovoltaico il più possibile magari adottando un sistema di monitoraggio e controllo dei carichi
        6) assumo che non abbiate problemi di raffrescamento estivo

        In merito ad una marca di pompa di calore la raccomandazione principale è che sia un prodotto che i tecnici, sia progettisti che installatori, conoscono bene.
        Per rimanere su un buon rapporto qualità / prezzo direi Daikin Altherma 3, LG Therma V, Mitsubishi Ecodan, Panasonic Aquarea (che ha anche un’opzione per abbinarci un modulo VMC).

        Ti suggerisco di chiedere a chi ti segua i lavori che ti faccia fare un sopralluogo in qualche impianto fatto da loro e che tu parli con chi lo utilizza.

      1. Ciao Hal,

        grazie per la domanda molto interessante.

        Premesso che una newsletter è un po’ da boomer, tocchi un nervo scoperto su cui ho fatto un po’ di esperimenti ma senza conclusioni.

        Oggi come oggi il traffico del blog è originato principalmente dalla ricerca Google e del tutto marginalmente dalla pagina Facebook.
        Il canale YouTube viene utilizzato esclusivamente per qualche video di appoggio.
        Esiste anche il feed RSS ma non è evidenziato in modo alcuno.

        Oltre a sviluppare quanto detto in precedenza, ciò che è possibile affiancare potrebbe essere:
        – newsletter via mail
        – pagina Instagram
        – canale Telegram

        Che ne pensi? Tu cosa vorresti?

    5. Ciao e complimenti per aver condiviso le tue esperienze corredandole di spiegazioni e approfondimenti. Sono da poco in una casa di nuova costruzione in zona Garda (150 m2 utili) tecnicamente in classe A4. Ho installato una DAIKIN EHSX16P50BB da 11kw. Tutta la casa è elettrica. In questi primi mesi ho riscontrato dei consumi a mio parere abnormi (1200kw/h al mese con una utenza 10kw trifase)Ho da poco attivato 6Kw di impianto fotovoltaico con scambio sul posto che spero possano alleviare i miei “mal di testa”. Ho l’impressione che i consumi siano legati alla configurazione non ancora ottimale della PDC (soprattutto del backup heater da 9kw!) pertanto stavo cercando di seguire i tuoi percorsi e le tue esperienze. Una domanda probabilmente molto banale ma che non ho trovato risposta nel manuale : come si fa a selezionare il tipo di programma temporizzato di riscaldamento (e alla stessa stregua quello della produzione di acqua calda)? Dal menu posso accedere al “prog 1” e al “prog 2” e posso modificarne i parametri ma come faccio a selezionare il programma che voglio utilizzare ?
      Scusa se può sembrare banale . Se poi hai qualche suggerimento per la gestione della resistenza di backup te ne sarei grato.
      Grazie 1000!

      1. Ciao Giuliano,

        la mia raccomando è di:
        1) disattivare le resistenze
        2) allungare il periodo dopo il quale le resistenze entra in campo nella produzione di ACS
        3) monitorare ed abbassare la temperatura di mandata il più possibile (dipendentemente dall’impianto a pavimento o termosifoni)

        I consumi elevati dipendono in primis da temperatura di mandata nominale troppo elevata, che porta anche ad un funzionamento on off ulteriormente non ottimale.

        Per selezionare il modo operativo:
        – porta la rotella in alto a destra nella posizione Modo Operativo
        – con la rotella in basso a destra selezioni Automatico 1 o Automatico 2
        – premi la rotella in basso a destra per confermare

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